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giovedì 10 novembre 2011

I grilli di Beppe Grillo

Beppe Grillo non è un ospite frequente di Perle Complottiste, per diverse ragioni.

La prima dipende dal fatto che in passato, escludendo qualche (incerta?) eccezione, non aveva una grande vena complottista, anzi aveva trattato in malo modo complottisti undicisettembrini e sciachimisti.

La seconda dipende dalla circostanza che Beppe Grillo... è un comico.
Prendere sul serio un comico non è affatto semplice, perché non è mai troppo chiaro il limite tra la battuta e l'affermazione seria, e Grillo sa sfruttare molto abilmente questa ambiguità per sfuggire alle critiche.

Per esempio in una puntata di Annozero del 9 giugno 2011 Grillo ha risposto seriamente a numerose domande ma quando l'intervistatrice ha citato un'osservazione critica nei suoi confronti, ha detto:

"Io non sono un Sindaco, sono un comico, non sono affidabile! Non sono affidabile per niente, sono il più disonesto del mondo, va bene? Non dovete votare me, non sono candidato, mi guadagno i soldi con il mio lavoro, pago le tasse, con queste tasse paghiamo gli stipendi di questi ebetini di Firenze..." [dal min. 3:55 circa]

Quindi è chiaro che Grillo quando gli conviene muove le masse dei suoi fan verso determinati obiettivi politici e ideologici, e quando vuole aggirare le critiche sottolinea che è soltanto un comico.

Sta di fatto che tra i "grillini" fioccano complottisti di ogni genere e lo stesso Grillo non nasconde le sue simpatie per le strampalate teorie sul signoraggio dando ampia pubblicità sul suo blog a Eugenio Benetazzo.

Il 21 ottobre Grillo ha dedicato un post all'uccisione di Gheddafi (screenshot completo) nel quale insinua non meglio specificati collegamenti tra la morte di Gheddafi, quella di Bin Laden e quella di Saddam, tutti rei di essere stati "alleati dell'Occidente".

La cosa curiosa è che Grillo, nella miglior tradizione complottista, suggerisce che è stato proprio l'Occidente (e in particolare la NATO) ad aver eliminato tutti e tre per chissà quali reconditi motivi, senza fornire tuttavia una valida ragione per cui una nazione (o un gruppo di nazioni) dovrebbe eliminare i propri alleati, ma tant'è.

Qualsiasi persona normale dotata di un po' di buonsenso, infatti, si rende perfettamente conto del fatto che le due affermazioni sono incompatibili: o non erano alleati, o non è stata la NATO a farli fuori.

Ma una persona normale sa anche che effettivamente Bin Laden, Gheddafi e Saddam sono stati eliminati dalle forze armate occidentali (o comunque grazie al loro determinante contributo) per cui l'unica conclusione logica e razionale è che non erano alleati.

Vediamo invece cosa scrive Beppe Grillo.

"E' morto un altro alleato dell'Occidente. Si chiamava Gheddafi. Le sue forze armate furono addestrate dall'Italia. Ha aiutato i servizi americani nella caccia ai terroristi islamici . Era un dittatore amico."

Insomma, un benefattore a sentire Grillo... A beneficio della sua memoria corta, è il caso di ricordare un po' del passato del Colonnello. Gheddafi ha fatto saltare in aria il volo Pan Am 103 uccidendo 270 persone; ha fatto mettere una bomba in una discoteca di Berlino frequentata da militari americani; ha finanziato e aiutato gruppi terroristici islamici e non in tutto il mondo in chiave antiamericana e antioccidentale. Per restituirgli il favore, gli americani hanno bombardato le sue abitazioni nel tentativo di ucciderlo.
Sempre Gheddafi ha ordinato la distruzione del volo UTA 772 zeppo di francesi, in segno di riconoscenza per il bombardamento francese su obiettivi libici in Ciad, avvenuto qualche anno prima.

Come faccia Grillo a sostenere che Gheddafi fosse amico e alleato di americani e occidentali, è davvero un mistero. Il fatto di aver raggiunto una specie di tregua dopo decenni di botte a suon di attentati e bombardamenti è un conto, ma da questo parlare di alleanza è tutt'altro discorso.

"Riforniva con il suo petrolio l'Europa e con il denaro libico le banche internazionali che lo adoravano. [...] Il sipario è calato su questa farsa. Il petrolio libico è ora a disposizione dell'Occidente."

A parte il fatto che qualunque banca adora i clienti che portano un sacco di soldi (anche quelli di Grillo) non si capisce per quale motivo dica che il pertolio libico sarebbe a disposizione dell'Occidente soltanto adesso. Non aveva appena finito di dirci che Gheddafi riforniva di petrolio l'Europa? Anche qui, si decida, o è l'una o è l'altra.

Continuando a leggere, a proposito di Bin Laden, Grillo scrive:

"Bin Laden, in rapporti per anni con la Cia, che aiutò gli americani nella guerra afgana contro i sovietici."

Si tratta di un classico cavallo di battaglia cospirazionista, che in realtà è una bufala. Gli americani non hanno mai avuto rapporti con Bin Laden ma hanno aiutato altri gruppi di guerriglieri afghani impegnati a contrastare le forze sovietiche ai tempi del conflitto in Afghanistan del 1979-1989, gli stessi gruppi riattivati nel 2001 per spazzare via i Talebani e gli uomini di Bin Laden.

Del resto, Bin Laden ha organizzato un attentato dopo l'altro contro gli Stati Uniti e l'Occidente, fino ad arrivare all'apocalisse dell'11 settembre 2001.
Solamente un complottista o un sempliciotto può pensare che Bin Laden fosse alleato degli occidentali... eppure è proprio ciò che sostiene Grillo.

E quanto a Saddam... Grillo scrive:

"Saddam Hussein, il laico, il baluardo contro il khomeinismo, armato per anni dall'Occidente nella sanguinosa guerra contro l'Iran e poi impiccato dopo l'occupazione dell'Iraq della Nato dovuta a inesistenti armi di distruzione di massa."

A Grillo gioverebbe un bel ripasso visto che durante la guerra tra Iran e Iraq gli americani (e gli israeliani) aiutarono soprattutto l'Iran. Qualcuno ricorderà senz'altro lo scandalo Irangate.
Del resto Saddam fu tradizionale cliente delle industrie militari sovietiche che gli fornirono praticamente tutti gli equipaggiamenti per le sue forze armate.
Quando Grillo scrive che l'Iraq è stato armato per anni dall'Occidente, scrive quindi una gigantesca baggianata.
Oltretutto, come si può sostenere che Saddam fosse "alleato" dell'Occidente, dopo la terribile batosta che proprio l'Occidente gli inflisse nel 1991 con la prima guerra del Golfo?
E ad impiccare Saddam non sono stati certo gli americani o la NATO, ma gli stessi iracheni.

Ma Grillo, in preda al suo abituale furore, scrive una corbelleria dopo l'altra e arriva perfino a mettere nello stesso minestrone l'ex presidente egiziano Mubarak:

"Mubarak, sostituito da un regime militare, che ha avuto forti legami per decenni con le potenze occidentali, ora più morto che vivo e trascinato su una barella in tribunale."

Innanzitutto ci pare vivo e vegeto, altro che "più morto che vivo". In secondo luogo, Mubarak ha governato proprio grazie al potere delle sue forze armate. Regime di tipo militare era prima, regime di tipo militare è ora. Non è che in concreto cambi chissà cosa. A dimissionare Mubarak, però, è stato il suo stesso popolo.

Certo che alla fine di questa lettura sembra quasi che Grillo abbia dei rimpianti per dittatori eliminati dalla propria gente e sanguinari terroristi che hanno avuto il ben servito.

A chiusura della Perla, consentiteci una riflessione molto, molto cattiva.
Nel suo blog Grillo ha inserito, in colonna laterale, un'accorata critica contro le istituzioni per la morte del ragazzino travolto da un tram a Milano.
Le dotte riflessioni di Grillo iniziano così:

"Un ragazzino è morto sotto a un tram a causa di una macchina in sosta vietata, come cento altre nella stessa via, ogni giorno, da mesi. Dov'erano i vigli in questo periodo?"

Ora, se c'è qualcuno che farebbe bene a zittirsi con un po' di eleganza quando si parla di tragedie della strada, quello è proprio Beppe Grillo, condannato con sentenza definitiva per omicidio colposo, avendo causato la morte di tre persone in un incidente stradale, tra cui un bambino di 8 anni.

Sia chiaro, gli incidenti possono capitare. Ma proprio perché possono capitare, e proprio perché la tragedia di Milano è una di quelle causate da una combinazione di fattori imponderabili, almeno in questa occasione Grillo avrebbe fatto meglio a tacere.

lunedì 2 maggio 2011

Bin Laden è stato terminato: complottisti in lacrime.

Meglio tardi che mai. Finalmente Osama Bin Laden è stato raggiunto e ucciso dalle forze speciali americane che gli davano la caccia dal 2001.

Niente buonismi, per favore: ha avuto quel che si meritava e siamo ben lieti che le pallottole dei SEAL lo abbiano "terminato" prima che qualche acciacco lo sottraesse a una giusta vendetta.

I complottisti sono in lacrime: piangono il loro paladino, l'uomo che voleva sterminare americani ed ebrei.

Ma sono costretti a piangerlo di nascosto, perché hanno sempre negato che Bin Laden avesse avuto alcuna responsabilità nei sanguinosi attacchi terroristici messi a segno in suo nome nel corso degli anni.

Proprio come i mafiosi, i complottisti ammirano le gesta criminali del proprio capo ma sono sempre pronti a proclamarne l'innocenza.

E adesso, però, gli americani gliel'hanno ammazzato.
Bin Laden se n'è andato con una pallottola piazzatagli nel cranio da un soldato americano e i complottisti sono disperati: che fare?

La soluzione è subito trovata: negare che sia morto, negare che sia morto adesso, negare che sia mai esistito!

Ecco cosa scrive infatti, in uno dei suoi soliti deliri, Massimo Mazzucco:


"E’ morto un uomo che non è mai esistito.
Intendiamoci, un signore di nome Osama bin Laden su questa terra è esistito, per un certo periodo di tempo, ma la sua vita reale non ha avuto nulla a che fare con quello che crede la gente.
(...)
Naturalmente, per poter gestire con disinvoltura il personaggio a due dimensioni, è stato necessario uccidere quello reale. Risale alla primavera del 2002 un articolo, in lingua pakistana, che riportava la notizia della morte dello sceicco saudita.
(...)".

Insomma, secondo il povero Mazzucco, Osama Bin Laden non è mai esistito. Se è esistito, è morto dal 2002. La fonte? Lo ha scritto un giornale pakistano nel 2002...

Si può essere più idioti?
Come no!
Passiamo infatti a leggere cosa scrive Giulietto Chiesa:


"E nessuno ancora, che mi risulta, ha osservato che questo Osama è stato ucciso con "un colpo di pistola alla testa". Non so sa dove sia venuta la notizia, ma se fosse venuta da una fonte ufficiale, mi sarei chiesto subito: perché ucciderlo? Non era meglio tenerlo in vita e mostrare al mondo il trofeo? Un conto, infatti, è uccidere il ricercato in uno scontro a fuoco. Succede. Ma ammazzarlo a freddo non quadra. Eppure tutti zitti ad accettare tutto quello che viene da Washington."

Ma... Giulietto! Dove sta scritto che è stato ucciso con un "colpo di pistola"? Perché non un fucile o una mitraglietta? E dove sta scritto che un colpo di pistola alla testa debba essere sparato per forza "a freddo"? Non si può colpire un uomo alla testa nel corso di un conflitto a fuoco?
Quelli sono i SEAL, mica le Giovani Marmotte! Tu sei abituato a far cilecca, i SEAL no.

"Certo è che, se non ci fanno vedere il cadavere, io starei molto, molto attento ad accreditare qualsiasi virgola successiva, qualsiasi testimonianza, qualsiasi prova. Inclusa, ovviamente quella del DNA. Anche a proposito del Pentagono ci diedero il DNA di tutti i passeggeri e dei "terroristi" a bordo. Basta chiedersi quanto costa la parcella di un collegio di analisti del DNA, specie se si tratta di medici militari e il problema è risolto."

Povero Giulietto! Vuol vedere il cadavere! E poi che più? Ne vuole magari anche un pezzetto?
Ma se proprio lui ammette che al Pentagono non gli è bastato vedere i cadaveri con tanto di esami del DNA!
Che dovevano fare i SEAL? Imbalsamare Bin Laden ed esporlo come un trofeo?
Orsù Giulietto, almeno in questo momento evita di sparare corbellerie.
Abbi il buon senso, per una volta nella tua vita, di ammettere (l'ennesima) sconfitta delle tue strampalate teorie.

Guarda qua:




Visto come festeggiano gli americani? A New York come a Washington, altro che i quattro straccioni strampalati che partecipano alle riunioni dei "truthers", i tuoi cari amici complottisti.
La gente non crede alle vostre fandonie. Rassegnatevi tu, Mazzucco e gli altri contafrottole.

Ringraziamo i tantissimi lettori che ci hanno tempestati di segnalazioni sulla notizia dell'uccisione di Bin Laden e sulle tante Perle scritte dai complottisti nell'immediatezza del fatto: Lidia, Sergio, Memes90, Alessandro P., Sierra, Annamaria, Terry88, Costanza, EmmeEmme e tanti, tanti altri, troppi per citarli tutti.

venerdì 23 novembre 2007

Mazzucco ammette: l'intervista a Bin Laden è una bufala

Ci aveva provato, Massimo Mazzucco, a far passare per vera la sua intervista esclusiva a Osama Bin Laden.

"Cominci ad esempio a pubblicare da qualche parte questa mia intervista. Magari non succederà nulla, ma lei il suo dovere lo avrà fatto fino in fondo, e a quel punto starà agli altri decidere se prenderla o meno in considerazione".

Con queste parole Mazzucco ha voluto lasciare quel margine di dubbio sull'autenticità della sua intervista esclusiva al "vero" Osama Bin Laden, e del suo scoop: l'immagine ed i video del terrorista appartengono in realtà a un suo sconosciuto cugino.

In tanti hanno abboccato, laggiù su Luogocomune.

Noi di Perle Complottiste lo abbiamo sbufalato senza troppi complimenti, e abbiamo seguito l'evoluzione della vicenda passo per passo, riportando tutti i commenti beoti di chi si è bevuto l'intervista e ha acclamato allo scoop.

Come quel poverello, Blade1960, che ha scritto:

"CIUMBIAAAAAA !!!!che bel pezzo di giornalismo vero,mamma mia Massimo che bomba!! Complimenti !!!! Adesso voglio proprio vedere i vari debunker che cosa saranno capaci di inventarsi per cercare di smontare anche questa."

Blade... Blade... a 47 anni credi ancora a Babbo Natale Mazzucco e ti chiedi cosa potranno inventarsi i debunker?

A debunkerarsi ci pensa lo stesso Mazzucco, che alla fine ha dovuto ammettere:

"Se fra noi c’è qualcuno che può credere che io davvero abbia incontrato bin Laden, vuole dire che siamo messi molto male. Lo dico senza la minima offesa per coloro che se lo sono domandato, sia chiaro, ma il fatto che siano arrivati a pensarlo vuole dire che certi parametri di percezione sono completamente sballati..."

Capito, Blade e tutti gli altri? Siete messi molto male! Lo dice Mazzucco.

Altro che "bel pezzo di giornalismo", quello è un bel "pezzo di presa per i fondelli" al quale hanno abboccato buona parte degli utenti di Luogocomune, compresi i "pezzi grossi" come Paxtibi.

Qualche sito sul web aveva già ripreso l'intervista, e se non l'avessimo sbufalata come abbiamo fatto, tra qualche giorno sarebbe diventata una ennesima leggenda metropolitana.

E non è detto che non lo diventi comunque: qualche complottista starà già pensando: "Mazzucco ha dovuto ritrattare, è un segreto troppo grosso e la CIA potrebbe ucciderlo"...

La vicenda e tutti in link nel nostro post precedente.

giovedì 22 novembre 2007

Mazzucco e il buon dio Osama Bin Laden

Colpo gobbo di Massimo Mazzucco, il regista complottista responsabile del sito Luogocomune, che tenta lo sprint a pochi giorni dalla chiusura delle votazioni per il Premio Perlone 2007, con questo articolo intitolato:
"Intervista a Osama Bin Laden".

Il prolifico Mazzucco era stato da noi messo un po' in sordina, nel presentare le ultime perle di queste settimane, perchè i suoi precedenti capolavori avevano già raccolto una impressionante quantità di voti che minacciavano di ipotecare con largo anticipo il risultato finale.

Allo scopo di lasciare spazio anche ad altri complottisti che aspirano giustamente al Premio Perlone, avevamo preferito pubblicare le perle di altri autori, ma questa non possiamo proprio ignorarla.

Dunque, in quest'opera d'arte (non sappiamo se ideata di notte dopo una cena troppo pesante) il regista immagina di intervistare Osama Bin Laden.

Cercheremo di trascrivere i passi essenziali per sintetizzare il contenuto del racconto, la versione integrale è sul sito Luogocomune e come sempre ne abbiamo estratta copia a futura memoria.
I grassetti sono nostri:

Intervista a Osama Bin Laden

L’appuntamento era in un bar del centro, alle 7 di sera. Un uomo vestito di chiaro, con un distintivo colorato all’occhiello, mi attendeva seduto su uno dei primi sgabelli, vicino all’ingresso...

- Lei vuole incontrare Ushama bin Ladin – disse rimarcando l’esatta pronuncia araba del nome - della famiglia saudita dallo stesso cognome, giusto?

- Certo, lui.

- Si accomodi allora - mi disse, invitandomi ad entare nella hall di un grande hotel davanti al quale stavamo passando in quel momento. Io rimasi stupito, ma a quel punto non dissi più nulla. L’uomo mi condusse lungo un paio di corridoi, fino ad un piccolo ascensore celato in un angolo poco visibile, che ci portò fino all’ultimo piano dell’albergo...

... mi trovai di fronte ad un uomo che chiaramente non era bin Laden. Più solido dello sceicco, e di statura chiaramente inferiore, avrà avuto una cinquantina di anni al massimo. Vestiva all’occidentale, aveva i capelli scuri e folti e portava dei baffetti sottili, senza la minima ombra di barba. Portava in paio di occhialini con montatura di tartaruga, e solo quando mi sorrise, stringendomi la mano, ebbi per un attimo la sensazione di rivedere un volto familiare...

- Ma... - esitai io - forse si tratta di un caso di omonimia, ma io cercavo...

- Che io sappia, esiste un solo Osama bin Laden – disse ricalcando l’esatta pronuncia usata dal personaggio che mi aveva condotto da lui - e quello sono sicuramente io. Glielo posso garantire.

... Fortuna volle che trovassi un servizio che parlava proprio di terrorismo, e che portava anche, inserita in un riquadro, una foto di bin Laden...

... L’uomo guardò l’immagine per un solo istante e poi disse:
- Ma questo è Khamir, mio cugino! Non mi dica che si va spacciando per me, adesso! ... Mi deve perdonare – disse – ma io vivo chiuso qui dentro da più di quindici anni, e non so assolutamente più nulla di quello che accade nel mondo esterno.


- Beh, diciamo che l’undici settembre di qualche anno fa, il 2001 per essere precisi, è accaduto un fatto molto importante, che da allora condiziona praticamente tutto quello che accade nel mondo...

- E cosa avrebbe fatto di così terribile il mio caro cugino?... se ho deciso di disinteressarmi delle cose del mondo non è perchè le sentissi estranee a me stesso, o mi risultassero in qualunque modo incomprensibili, ma per l’esatto contrario: arrivati ad un certo punto si scopre che le cose non è più necessario conoscerle, perchè già le sappiamo. Dentro di noi, sappiamo già tutto quello che serve sapere... qualunque cosa lei mi racconti, non potrà mai stupirmi più di tanto. ...

- Nemmeno se le dicessi che le Torri Gemelle di New York sono state abbattute? E che oggi non esistono più?...

- E perchè mai dovrei stupirmi, scusi? Anzi, da quel che ricordo erano due giganti costosissimi da mantenere, tecnicamente obsoleti, e inoltre con il loro perimetro bloccavano il traffico in tutta la punta Sud di Manhattan. Era ora che le togliessero di mezzo, casomai... Mi sembra pure che fossero piene di amianto, se non ricordo male, e nessuno voleva assumersi l’onere di farlo rimuovere, perchè costava troppo...

Esatto – ripresi io – Ma è il modo in cui le hanno tolte di mezzo, che forse lei non conosce. Vede, le Torri Gemelle sono state colpite da alcuni dirottatori arabi, che hanno sequestrato degli aerei per condurli a sbattere contro di loro....

- ... non mi interessa l’aspetto formale delle cose, il “come” è accaduto un certo evento. Quello che conta è “cosa” è accaduto, il risultato finale. Le Torri davano fastidio? Sì. Sono cadute? Sì. E ora non danno più fastidio. Il succo della faccenda è tutto lì... Non se ne abbia a male, caro amico. Come le ho detto, si tratta di meccanismi enormi, più grandi di qualunque essere umano, che si ripetono identici a se stessi nel corso della storia. Noi siamo solo i burattini occasionali, ma non c’è modo di cambiarne veramente il corso... sia più ottimista, su! Cominci ad esempio a pubblicare da qualche parte questa mia intervista. Magari non succederà nulla, ma lei il suo dovere lo avrà fatto fino in fondo, e a quel punto starà agli altri decidere se prenderla o meno in considerazione.

Devo confessare che quella sera, dopo aver ricomposto in qualche modo i miei pensieri, e dopo aver cacciato a fatica un montante senso di nausea, provai una strana sensazione di serenità. Durò solo un attimo, ma fu sufficiente a ridarmi la voglia di vivere e di sorridere ad ogni nuovo giorno che nasce sulla Terra.

Massimo Mazzucco

Dunque... da dove iniziamo?
Partiamo dalle Perle in senso stretto. Che motivo avrebbe mai la CIA o chi per essa, di cambiare il nome del terrorista che tutti conoscono per Osama Bin Laden?
Se il terrorista si chiama Khamir o Osama, che gliene frega alla CIA? Dal momento che hai deciso di appioppare a Khamir un attentato, e utilizzare l'immagine di Khamir, perchè mai dovresti affibbiargli il nome del cugino Osama? Giusto per complicarti la vita?

Osama Bin Laden ha 57 (cinquantasette) fratelli, l'ultima volta che li hanno contati, figurarsi quant'è grande la famiglia e quante centinaia di persone sarebbero in grado di riconoscere Khamir e dire che non è Osama!
Perchè mai la CIA dovrebbe fare una cavolata del genere?

Non si sa, la risposta va probabilmente cercata in ciò che ha mangiato o consumato il regista prima di scrivere questo pezzo.

Poi il regista parte di nuovo con la sua brillante ipotesi che le Twin Towers sarebbero state abbattute perchè costose da mantenere e ostacolo per il traffico... già in altra occasione il regista aveva espresso questa teoria (è scritta persino in un suo libro) ed è semplicemente da manicomio pensare che per risparmiare qualche milione di dollari necessario a ristrutturare un paio di edifici e a montare un paio di semafori in più (ammesso che siano vere queste storielle della manutenzione e del traffico: Mazzucco sa inventarsi qualsiasi cosa...) si preferisca dirottare quattro aerei, distruggere un intero quartiere, colpire il Pentagono, ammazzare 3000 persone e scatenare una guerra!

La prima volta che leggemmo questa teoria pensammo che fosse il risultato di un bicchiere di troppo. Adesso che la rileggiamo, riproposta dalla stessa persona, sappiamo che non è questione di qualche grappino.

E poi... cosa vuol insinuare il regista con quel: "Cominci ad esempio a pubblicare da qualche parte questa mia intervista..."

Vuol far credere a qualche beone del suo sito che lui o chi per lui ha davvero intervistato il vero Osama Bin Laden?

Su Luogocomune c'è più di qualcuno pronto a bersi una storia simile...

Cosa dite? Non esiste gente così beota?

Leggete i commenti all'articolo:

- Bigdaddy: Che colpaccio Massimo...ma chi è stato il tuo contatto ?
- Leonardo: Scusate se faccio una domanda ingenua: è vera 'sta cosa oppure è solo un bel racconto?
- Jeronimo: ECCEZIONALE SCOOP
- Cavaliere: Immagino già la faccia di Bin Laden (purtroppo immagino ancora quella del cugino) mentre dice questa frase... e mi scompiscio troppo!
- Idefix: scusate ma non ho ancora capito se lo scritto elogiabile di Massimo sia un'invenzione o si tratta di realtà allucinante.

Otto ore dopo la pubblicazione dell'articolo e dopo commenti come quelli sopra citati, ancora non è presente alcun avviso o spiegazione di Massimo Mazzucco né di altri appartenenti allo Staff di Luogocomune, che smentisca che l'intervista sia vera.

Ma oltre a questa serie di Perle (l'articolo ne contiene altre, perché si spinge su tutta una serie di fantasie oniriche sull'attentato a Sadat e sulle vicende di altri personaggi di Al-Qaeda) l'articolo consente di fare alcune considerazioni di profilo psicologico da non sottovalutare.

L'intero racconto presenta un Bin Laden sereno, tranquillo, saggio, pacifico, affabile... sembra che l'autore stia entrando al cospetto di un dio, par quasi di sentire il tepore del caminetto e il suono melodico degli angioletti.

Un Bin Laden che sa tutto, conosce tutto, vive isolato e irraggiungibile, proprio come un dio.
Per raggiungerlo bisogna salire... in questo misterioso albergo, con questo misterioso ascensore... fino "all'ultimo piano". Il più alto. In paradiso, insomma.

Non a caso sul sito Luogocomune campeggia questa scheda, con il volto di Osama Bin Laden trasformato in un'immagine mistica, sfumata nei colori della pace.

E rileggete come descrive il momento dell'incontro: "quando mi sorrise, stringendomi la mano, ebbi per un attimo la sensazione di rivedere un volto familiare".
Perchè familiare? Ha detto che era del tutto diverso dall'Osama presentato su tutti i giornali.
Cos'ha di familiare per Mazzucco? Anche qui sembra quasi di intuire il rimando a un volto divino, a una figura familiare e, potremmo dire, paterna.

Sarebbe interessante sentire cosa ne pensa uno psicologo... o uno psichiatra.

Abbiamo idea che questa Perla farà parlare molto di sé...

Aggiornamenti (seguiamo l'evolversi della Perla)


Altri commenti di chi si è bevuto l'articolo di Mazzucco:

- Desbouvet: "Oh, sono molto contento. Ha proprio ragione, Ushama. Non importa "come" sono avvenuti i fatti, ma "cosa" essi sono. Io è da tempo che non mi schiodo di lì".

- Blade1960: "CIUMBIAAAAAA !!!!che bel pezzo di giornalismo vero,mamma mia Massimo che bomba!! Complimenti !!!! Adesso voglio proprio vedere i vari debunker che cosa saranno capaci di inventarsi per cercare di smontare anche questa." [Questo è il più beota di tutti... Se ha 47 anni come dice il nick, c'è da mandare un messaggio di solidarietà alla famiglia...]

- OhmyGod: "...quando l'immaginazione rasenta la genialità ne vien fuori ciò che non ti aspetti mentre ciò che ci attende travalica quell'immaginazione che in se non ha nulla di geniale,il sapere ciò ci rende immuni da una creata realtà...." [Questo commento lo inseriamo perchè offriamo pizza e birra a chi riesce a scoprire che cosa ha fumato questo tizio]

- ZR: "io mi domando invece.........Come ha fatto a ricordarsi tutte le battute, sia domande che risposte?"

- Paxtibi: "Le fonti Mazzucco, le fonti!" [Anche Paxtibi ci casca e ironizza sul fatto che non ha senso chiedere "le fonti" a Mazzucco perchè la fonte in questo caso è lo stesso Mazzucco].

Ore 09:30, del 23 novembre, a oltre ventiquattro ore dalla pubblicazione ancora nessun chiarimento nè di Mazzucco nè dei suoi collaboratori...

Alle 10:31 del 23 novembre Mazzucco ammette: l'intervista è una storiella inventata.

Chissà come c'è rimasto male Blade1960...

La smentita di Mazzucco su questo nostro post.

mercoledì 25 luglio 2007

Abulafia e il sinonimo

Il post di Demon84 è di quelli che fanno venire le convulsioni ai fedeli di Luogocomune:

"Io ho trovato in internet questa pagina, la copio qui, sperando che mi diate una risposta a questa storia, perché di tutti questi video non ne sapevo niente. Io ero rimasto al punto che Bin Laden non aveva mai ufficialmente rivendicato gli attentati dell'11/9.
http://nuke.crono911.org/Crono911Aggiornamenti/AlQaedaColpevolezza/tabid/85/Default.aspx
Se qualcuno di voi sa spiegarmi questa storia ben venga, magari passandomi qualche sito che provi quello dice, non tanto per me, ma visto che stavo discutendo di queste cose su un altro sito... :D Grazie Mille :D"

Da qualche parte su Luogocomune suona la sirena dell'allarme: "Complottista in crisi" e subito interviene Abulafia:

"Attenzione poi ad una differenza sostanziale che caratterizza tutto l'excursus del link che hai proposto: giustificare e/o esaltare non è sinonimo di rivendicare."

Giustificare o esaltare?

Ma nel link postato da Demon84 ci sono i video in cui Bin Laden spiega come ha fatto gli attentati, i video in cui sta assieme con i dirottatori durante l'addestramento, l'intervista in cui il suo braccio destro rivela per filo e per segno tutta l'organizzazione degli attentati... altro che "giustificare o esaltare"! Altro che sinonimo.

Maldestro tentativo, quello di Abulafia, che ci regala così una bella perla per la nostra collezione.


Attenzione: se leggi questo post su un sito Web diverso da Perle Complottiste, è possibile che tu stia leggendo una riproduzione non autorizzata e i contenuti potrebbero differire da quelli originali.