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giovedì 20 gennaio 2011

Effetto Perla

Molto spesso i nostri lettori ci riferiscono reazioni ed effetti che le nostre Perle provocano sui siti e sui personaggi trattati, anche se di solito non ne parliamo per non togliere spazio a nuovi argomenti.

Qualche volta alcuni siti sono spariti del tutto o sono finiti nel mirino dell'Autorità Giudiziaria, in altri casi si sono sollevati cori di insulti rabbiosi, spesso alcuni testi sono stati modificati e qualcuno ha perfino tentato di sostenere di non aver mai detto ciò che abbiamo riportato.
Soprattutto per questo conserviamo sempre copia delle pagine web così come si presentavano al momento della nostra visita, e generalmente pubblichiamo i relativi "shot".

Nelle ultime settimane abbiamo ricevuto un bel po' di queste segnalazioni e abbiamo pensato di raccogliere le più significative in questa Perla.

Nell'immagine di apertura mostriamo l'articoletto con cui Giulietto Chiesa si è rimangiato la bufala delle banconote greche subito dopo essere stato impietosamente sbugiardato da una nostra recentissima Perla.

Tuttavia, anche nella rettifica il buon vecchio Chiesa, nella sua migliore tradizione, continua a sparare bufalate svelando un'ignoranza assolutamente preoccupante (quest'uomo è stato un parlamentare europeo!):

Come mai, mi chiedevo, sono state assegnate ai diversi paesi europei sigle che nulla hanno a che fare con le loro iniziali? Non conoscendo la risposta, e non avendola trovata da nessuna parte, rimane aperto il sospetto che ci siano problemi con la “glasnost”

Ma quale "glasnost"... l'abbiamo scritto nella nostra Perla ed è chiaramente spiegato persino nella Wikipedia italiana! C'è una ragione precisa per cui ai vari paesi sono state abbinate determinate lettere, e c'è un meccanismo matematico chiarissimo.
Ma a questo punto iniziamo a pensare che la questione superi di gran lunga le capacità cognitive di Chiesa...!

Poi c'è Il Giornale (pagina 1, pagina 2) che il 14 gennaio scorso ha pubblicato un articolo dedicato a Wikipedia italiana e a Piero Montesacro, pseudonimo di uno dei suoi amministratori a cui abbiamo dedicato un gran numero di Perle. E difatti il giornalista Alessandro Gnocchi ci cita espressamente:


Infatti il blog Perle complottiste lo prende di mira con una certa regolarità in quanto impegnato a «fare propaganda complottista, anti-americana e filo-terrorista». Parole pesanti.

Parole sante, diciamo noi. Siamo stati i primi a infrangere il mito dell'enciclopedia libera e pura, non perché abbiamo denunciato i suoi numerosissimi errori (a quello ci avevano già pensato varie testate giornalistiche) ma perché abbiamo messo a nudo - documentandolo - i meccanismi con cui alcuni amministratori e utenti influenzano voci sensibili allo scopo di propagandare le proprie idee e opinioni.

Abbiamo provocato reazioni durissime (specialmente da parte dei soggetti interessati) e siamo stati perfino "bannati" con l'inserimento nella "black list" (pur non avendo mai inserito un singolo carattere sulla Wiki!), ma abbiamo avuto anche tantissime attestazioni di solidarietà e apprezzamento da parte di utenti, contributori e amministratori. In ogni caso i nostri articoli hanno aperto gli occhi a parecchia gente che adesso è più consapevole di quanto avviene dietro le quinte della Wiki italiana.
Il 30 dicembre scorso, poche ore dopo l'uscita di una nostra Perla, la voce Governo Ombra è stata cancellata dalla Wiki italiana:


E passiamo adesso a Nicoletta Forcheri, irriducibile complottista della vecchia scuola (quella di Mazzucco, Chiesa e Blondet, per intenderci).
Ricordate? Aveva pubblicato un articolo nel quale prendeva per buono il contenuto di un sito americano, senza rendersi conto che si trattava di un sito comico.
Abbiamo svelato la bufala, e la poverina non ha trovato di meglio che inserire un avviso nel quale spiega che il suo è solo un "pezzo umoristico" e noi di Perle non abbiamo senso dell'umorismo:


Questa è davvero buona.
La verità è che la Forcheri non si era accorta affatto che stava pubblicando un testo comico, come testimoniano i nostri shot.
Andiamo Nicoletta, sappiamo che ti rode tanto ma lo devi ammettere: hai fatto una figura proprio misera, perfino peggiore delle solite!
Ma non dovevi preoccuparti di smentire: messi tutti assieme, i complottisti che ti leggono non arrivano a 50 come QI, quindi non si sarebbero mai accorti della cosa!

Ringraziamo per le segnalazioni: Teodoro DS, Carlo N., Giovanni G., Ksw.


Attenzione: se leggi questo post su un sito Web diverso da Perle Complottiste, è possibile che tu stia leggendo una riproduzione non autorizzata e i contenuti potrebbero differire da quelli originali.

giovedì 15 luglio 2010

Il raggio energetico di Blondet e Di Stefano

Marconi ideò un raggio che fermava i mezzi a motore. Mussolini lo voleva, il Vaticano lo bloccò. Da quelle ricerche gli scienziati crearono l’alternativa a petrolio e nucleare. Nel 1999 l’invenzione stava per essere messa sul mercato, ma poi tutto fu insabbiato...

Accidenti, gente, la Perla che presentiamo oggi è un esemplare di tutto rispetto proveniente da una delle migliori colture del Web: parliamo del sito Effedieffe, l'allucinato portale pseudogiornalistico gestito dal sempreverde Maurizio Blondet (lo ricorderete di sicuro, è quel gran signore che definiva "pidocchi umani" gli zingari e sosteneva che donne e "negri" sono solo "bipedi socializzati").

Il nostro campione di tolleranza ci offre adesso un'altra delle sue sensazionali scoperte: il segretissimo raggio che dà energia gratis e che tutti nascondono "per inconfessabili interessi economici".

Vi siete incuriositi?
Bene, allora leggiamo qualche passaggio della Perla, che sebbene ospitata sul sito di Maurizio Blondet è stata pubblicata in origine nientemeno che da Il Giornale, in un articolo a firma di tale Rino Di Stefano.

"Negli anni Settanta [...] un gruppo di scienziati italiani ne avrebbe scoperto il segreto, ma questa nuova e stupefacente tecnologia [...] sarebbe stata volutamente occultata nella cassaforte di una misteriosa fondazione religiosa con sede nel Liechtenstein [...] l’incredibile storia [...] si potrebbe definire la scoperta epocale per eccellenza, e cioè la produzione di energia pulita senza alcuna emissione di radiazioni dannose."

Solo Blondet riesce a credere a simili capolavori di fantasia. Una fondazione religiosa nel Liechtenstein! Ma scusate, se l'invenzione è di un gruppo di scienziati italiani, come accidenti ha fatto a finire nel Liechtenstein?
Vi immaginate quel gruppo di scienziati che discute sulla questione?

Scienziato A: "Che abbiamo qui?"
Scienziato B: "Una scoperta eccezionale. Un'energia pulitissima e gratuita!"
Scienziato C: "Grandioso! Che ne facciamo?"
Scienziato A: "La nascondiamo!"
Scienziato B: "Giusto, così continueremo a vivere poveri e sfigati! E dove la nascondiamo?"
Scienziato A: "Ho una vecchia zia nel Liechtenstein, che ha una cassaforte..."

"Come ogni giallo che si rispetti, l’intricata vicenda che si nasconde dietro la genesi di questa scoperta è stata svelata quasi per caso. Lo ha fatto un imprenditore genovese che una decina d’anni fa si è trovato ad avere rapporti di affari con la fondazione che nasconde e gestisce il segreto di quello che, per semplicità, chiameremo «il raggio della morte»."

Ma scusate, non è che vogliamo rompere le balle a tutti i costi... però se quello è un raggio energetico pulito e gratuito, come accidenti viene in mente di chiamarlo "raggio della morte"? Certo che hanno uno strano concetto della "semplicità".

E poi, questa storia dell'imprenditore genovese... ma ve lo immaginate? Un tizio va nel Liechtenstein per vendere mercanzia a una fondazione religiosa, e tra un caffè e un cornetto quelli gli dicono: "Sa una cosa? Qui custodiamo il più grande segreto del mondo" e gli spiattellano tutto.
Come si può scrivere una simile idiozia?

"[...] la storia che stiamo per svelare nasce proprio da quello che, durante il fascismo, fu il mito per eccellenza: l’arma segreta che avrebbe rivoluzionato il corso della Seconda Guerra Mondiale. Sembrava soltanto una fantasia, ma non lo era. In quegli anni si diceva che persino Guglielmo Marconi stesse lavorando alla realizzazione del «raggio della morte». La cosa era solo parzialmente vera. Secondo quanto Mussolini disse al giornalista Ivanoe Fossati durante una delle sue ultime interviste, Marconi inventò un apparecchio che emetteva un raggio elettromagnetico in grado di bloccare qualunque motore dotato di impianto elettrico. Tale raggio, inoltre, mandava in corto circuito l’impianto stesso, provocandone l’incendio. Lo scienziato dette una dimostrazione, alla presenza del Duce del fascismo, ad Acilia, sulla strada di Ostia, quando bloccò auto e camion che transitavano sulla strada. A Orbetello, invece, riuscì a incendiare due aerei che si trovavano ad oltre due chilometri di distanza. Tuttavia, dice sempre Mussolini, Marconi si fece prendere dagli scrupoli religiosi. Non voleva essere ricordato dai posteri come colui che aveva provocato la morte di migliaia di persone, bensì solo come l’inventore della radio. [...]"

Sappiamo cosa state pensando. E' un pesce d'aprile? No. C'è una telecamera nascosta di "Scherzi a parte"? Nemmeno. Il Giornale ha proprio scritto queste cose.
Guglielmo Marconi, il raggio che blocca i motori e incendia gli aerei, provato a... Orbetello...
Ma non s'era detto che a scoprirlo erano stati un gruppo di scienziati italiani negli anni Settanta? E che c'entrano allora Mussolini e Guglielmo Marconi?

Ma andiamo avanti, e arriviamo al nostro miracolato imprenditore genovese:

"Tutto è cominciato - racconta Remondini - dal contatto che nel 1999 ho avuto con il dottor Renato Leonardi, direttore della Fondazione Internazionale Pace e Crescita, con sede a Vaduz, capitale del Liechtenstein. Il mio compito era quello di stipulare contratti per lo smaltimento di rifiuti solidi tramite le centrali termoelettriche polivalenti della Fondazione Internazionale Pace e Crescita. Non mi hanno detto dove queste centrali si trovassero, ma so per certo che esistono. Altrimenti non avrebbero fatto un contratto con me."

Scusate, scusate... Centrali termoelettriche polivalenti gestite da una fondazione che si chiama "Pace e Crescita"? Ma vi pare possibile immaginare una cosa più idiota?
E vi pare possibile firmare un contratto relativo a centrali termoelettriche senza nemmeno conoscere l'ubicazione delle centrali?
Fantastica, poi, la logica di quel tale Remondini: non sa dove si trovino le centrali ma sa per certo che esistono perché ha firmato un contratto con... Pace e Crescita!
Si può essere più beoti?
A un tipo del genere potete tranquillamente vendere il Colosseo e la Fontana di Trevi, tanto lui sarà convintissimo del vostro diritto di proprietà su quei monumenti, perché altrimenti non fareste di certo un contratto di vendita...

A voi lo shot dell'articolo de Il Giornale:


Abbiamo perfino trovato in giro una presunta copia del contratto di Remondini proveniente dal sito di Rino Di Stefano, il "giornalista" autore dell'articolo.

Ma non illudetevi che di fronte a una simile baggianata (vi consigliamo di leggerla tutta, è una delle cose più ridicole che si siano mai scritte) non ci siano una folta schiera di beoti pronti a crederci: date un'occhiata ai commenti al post di Effedieffe o all'articolo su Il Giornale.

Ad esempio, Ubaldo scrive:

"Articolo eccellente e veritiero. Finalmente un po' di informazione vera da "il Giornale"."

Un altro lettore, probabilmente in preda a chissà quali allucinazioni, rincara la dose:

"Secondo me è un messaggio per la flottiglia americana/israeliana che si dirige a sud dell'Iran."

Un messaggio per la flottiglia americana/israeliana?
Cos'è, un concorso a chi spara la corbelleria più grossa?

Ora, che sul sito di Blondet si dia spazio a un'idiozia come quella del "raggio della morte" di Orbetello e delle centrali elettriche di "Pace e Crescita", non ci meraviglia più di tanto, conoscendo il soggetto.

Ma che Il Giornale pubblichi una simile baggianata è l'ennesima dimostrazione che i media italiani e la spazzatura sono la stessa cosa, ma almeno la seconda ha il vantaggio che si può riciclare...

Ringraziamo per la segnalazione Enrico C., Claudio C., Ezio B., Simone B..


Attenzione: se leggi questo post su un sito Web diverso da Perle Complottiste, è possibile che tu stia leggendo una riproduzione non autorizzata e i contenuti potrebbero differire da quelli originali.

martedì 16 giugno 2009

Il Giornale: Perla a Mario Giordano

Questa volta la nostra Perla è tutta dedicata a Mario Giordano, direttore responsabile de "Il Giornale", che nella sua edizione online dell'11 giugno scorso ha pensato bene di pubblicare il trafiletto a firma di "Redazione" che vediamo nell'immagine di apertura.

"9/11 Nessun aereo sul Pentagono", è il titolo con cui il trafiletto dà voce alla trita e ritrita teoria complottista (che risale ormai a oltre sette anni fa) secondo cui al Pentagono non si è schiantato il Boeing 757 pilotato dal terrorista dirottatore Hani Hanjour, ma qualcos'altro.

In questi sette anni ne abbiamo sentite di tutti i colori: è stato un missile, è stato un caccia, è stato un caccia che ha sparato un missile, è stato un missile che ha sparato un caccia, è stato un camion pieno di esplosivo, è stato un aereo senza pilota, è stato un pilota senza aereo, è stato un UFO, è stato un raggio laser, è stato Goldrake, sono stati gli americani, sono stati gli israeliani, sono stati i cinesi, sono stati una tribù dell'Africa Nera....

Sette anni di teorie assurde e di argomentazioni allucinate sostenute da individui che nella migliore delle ipotesi avevano più di qualche rotella fuori posto.

Ed ecco spuntare, come un carciofo da un campo di papaveri da oppio, l'ennesimo articolo complottista "qualificato" dalla pubblicazione su un grande quotidiano nazionale.
Non è la prima volta che succede, sia chiaro.

Ma Mario Giordano ha sempre concesso ben poca corda a queste teorie, tant'è che ha interpretato il ruolo di "debunker" alla puntata del Maurizio Costanzo Show che ospitava Giulietto Chiesa in qualità di autore del film complottista "Zero", per cui sconcerta leggere certe boiate sul suo quotidiano.

E allora, cos'è successo? E' possibile che Giordano non abbia avuto alcuna consapevolezza di ciò che i suoi redattori si accingevano a scrivere?

Il mistero si è presto risolto: il trafiletto è solo un pezzetto di un articolo anti-complottisti pubblicato sul quotidiano. Eccone uno stralcio:


Purtroppo, il risultato dell'impaginazione dei box che compongono l'articolo, sul sito Web de Il Giornale, è stato davvero infelice e il trafiletto è finito fuori contesto (link).

Leggiamo il contenuto del trafiletto:

"A distruggere parte dell’edificio del Pentagono l’11 settembre 2001, non sarebbe stato un aereo ma un missile."

Almeno le idee sono chiare: non un UFO, non un drone, non un camion esplosivo... un missile!

"Diversi gli elementi a supporto della tesi: prima di tutto non è stato recuperato alcun rottame del Boeing 747 dell’American Airlines".

E mai saranno recuperati. Infatti contro il Pentagono si è schiantato un Boeing 757, che è un modello completamente diverso...

"Non solo: molte delle finestre dell’edificio sarebbero rimaste intatte: troppe per un impatto con un aereo."

In compenso resistono benissimo all'impatto di un missile...

Tutto qui. Il trafiletto non dice altro e nemmeno noi aggiungeremo altro, visto che è un semplice errore dell'impaginazione sul Web.
Siamo già stanchi di leggere idiozie sulle pagine dei quotidiani e periodici, e di recente anche su riviste pseudo-professionali che pur di ragranellare qualche centinaio di euro danno la patente di "peer reviewed" a colossali corbellerie (link).
Se adesso ci si mettono anche quelli de Il Giornale con simili sviste, siamo a posto...

E allora corrediamo questa Perla con una foto di Mario Giordano, nella speranza che lo aiuti a riflettere sull'opportunità di prestare maggiore attenzione al modo in cui viene impaginato il sito Web del quotidiano, prima che Il Giornale pubblichi anche la notizia che il Mostro di Loch Ness esiste...



Ringraziamo MA.R. per la segnalazione.


NOTA: Articolo aggiornato dopo aver ricevuto spiegazioni su quanto accaduto.