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mercoledì 7 dicembre 2011

Premio Perlone 2011: i candidati

Eccoci giunti al tradizionale appuntamento con il Premio Perlone, assegnato annualmente in ossequio ai voti espressi dai nostri lettori su una rosa di candidati scelti dal nostro Staff sulla base delle segnalazioni ricevute via mail.

Quest'anno utilizziamo un nuovo servizio online per il sondaggio, che dispone di migliori strumenti per individuare ed eliminare i voti multipli con i quali alcuni lettori hanno cercato di "barare" per far vincere il proprio beniamino.

Anche in questo caso non sarà possibile visualizzare il risultato parziale delle votazioni, per l'ovvio motivo che non vogliamo guastare la sorpresa al vincitore.

E veniamo alla presentazione dei candidati.

Giulietto Chiesa
E' un fedele candidato di tutte le edizioni del Premio Perlone, che però non è mai riuscito a vincere nonostante il nostro Staff abbia tifato per lui in più di un'occasione. Le Perle di Giulietto sono entrate nella storia del complottismo e quest'anno la sua produzione è stata estremamente importante sia in termini quantitativi che qualitativi. Segnaliamo le due Perle più recenti: quella del Cavallo di Troia e quella della querela a Paolo Attivissimo.

Riccardo Pizzirani, in arte Sertes
Complottista di lungo corso allevato nel gregge di Luogocomune, è entrato di prepotenza tra i candidati grazie alle sue parole di compiacimento per la morte di Steve Jobs.

Paolo Franceschetti
E' stato a lungo richiesto dai nostri lettori e finalmente gli abbiamo dedicato l'attenzione che meritava, con l'imperdibile Perla sull'alimentazione pranica.

Franco Cardini
E' lo storico che ancora nel 2011, dopo 10 anni dai tragici fatti dell'11 settembre, continua a brancolare nel buio alla ricerca della verità che più gli fa comodo e che continuerà a cercare ancora molto a lungo, visto che i fatti sono esattamente quelli che conosciamo.

Vituzzu
E' il "cumpare" per eccellenza di Wikipedia, l'amministratore (recentemente elevato a stewart) che ha messo su un bel gruppetto di potere del quale fa parte anche l'amministratore Piero Montesacro, complottista storico dell'enciclopedia "libera". Vituzzu non è complottista e Montesacro ha cercato di ricostruirsi una certa verginità spostando i propri contributi sulle voci dove può esplicare la sua avversione per gli americani. Non di meno lo strapotere e la superbia di Vituzzu (se va avanti così, prima o poi per raggiungere Wikipedia nella barra dell'indirizzo dovrete digitare wikipedia.vitu) hanno bisogno di sostegno e sono sempre di più i complottisti che lo sostengono sotto mentite spoglie, per cui il futuro non lascia presagire nulla di buono.

Gianluca Freda
E' uno di quei complottisti che sembrano appena usciti dalla centrifuga di una lavatrice di un manicomio ed è un'inesauribile fonte di scenari allucinanti e allucinati. I lettori ci segnalano le sue prodezze in numero infinitamente maggiore a ciò che riusciremo mai a pubblicare.

Corrado Malanga
Vede alieni e UFO ovunque, se gli parlate per cinque minuti vi fa venire l'ansia da rapimento alieno. Anche se nel 2011 è stato poco presente nelle nostre Perle, un gran numero di lettori ha sostenuto a gran voce la sua candidatura.

Edoardo Capuano
Gestore del sito ECPlanet, è una new entry su Perle ma anche in questo caso si tratta di un soggetto molto gettonato dai nostri lettori.

Massimo Mazzucco
Gestore del sito Luogocomune, tiene ancora banco tra i nostri lettori e non potrebbe essere diversamente, essendosi aggiudicato per ben due volte il Premio Perlone (edizioni 2007 e 2009). Seguendo l'etichetta a suo nome troverete tantissime Perle che lo riguardano ma segnaliamo che recentemente è stato platealmente sbugiardato su una delle sue frequenti richieste di soldi ai propri lettori.

Daniele Gullà
E' uno pseudoscienziato che è convinto di riuscire a rilevare fantasmi e presenze spiritiche un po' ovunque, è anche un personaggio molto permaloso che pretende di essere preso sul serio e non gradisce che si ironizzi sulle sue mirabolanti scoperte. Da qualche tempo è anche collaboratore del programma Mistero, una produzione di Italia Uno nonché fulgido esempio di TV spazzatura.

Adesso la parola spetta ai lettori, che potranno votare (una volta sola!) cliccando qui o dalla colonna laterale, in alto.

Le votazioni termineranno a fine anno e comunicheremo il vincitore nei primi giorni del 2012.

Buon voto a tutti!




Attenzione: se leggi questo post su un sito Web diverso da Perle Complottiste, è possibile che tu stia leggendo una riproduzione non autorizzata e i contenuti potrebbero differire da quelli originali.

giovedì 4 agosto 2011

Tragedia di Oslo: altre idiozie di Gianluca Freda

Ormai è del tutto chiaro ciò che è accaduto nel pomeriggio di venerdì scorso, 22 luglio, a Oslo.
Un pazzoide xenofobo nazionalista di nome Anders Behring Breivik, 32 anni, titolare di un'impresa agricola grazie alla quale si era procurato fertilizzanti chimici idonei – se opportunamente trattati e combinati – a realizzare sostanze esplosive, ha fatto esplodere un ordigno artigianale di grande potenza sistemato all'interno di un'autovettura parcheggiata vicino ad alcuni palazzi governativi, tra i quali l'ufficio del primo ministro norvegese Jens Stoltenberg.

L'esplosione ha provocato alcuni morti (otto, secondo fonti giornalistiche) e un certo numero di feriti, causando notevoli danni agli edifici circostanti.
Circa un'ora e mezza dopo la strage Breivik ha raggiunto in traghetto l'isola di Utoya, situata nel bel mezzo di un lago a poche decine di chilometri da Oslo e sede di un campo estivo giovanile gestito da un'organizzazione affiliata al partito labourista norvegese, che rappresenta la sinistra socialdemocratica del paese.
Armato di fucile e pistola semiautomatici, legalmente acquistati e detenuti, ha quindi aperto il fuoco indiscriminatamente contro gli ospiti del campo, uccidendone a decine (68, sempre secondo fonti giornalistiche).
All'arrivo delle forze di polizia, Breivik si è arreso senza opporre resistenza.
Il bilancio finale delle vittime ha continuato a crescere in conseguenza della morte di alcune persone che erano state gravemente ferite nel corso dei due attacchi.
Il folle, che già aveva pubblicato su Internet un documento nel quale preannunciava le proprie intenzioni e le motivazioni del gesto, ha confessato addossandosi tutta la responsabilità.
Il quadro della vicenda è quindi chiaro e mostra uno scenario ben delineato sia in ordine agli eventi che alle motivazioni.

Ma c'è gente, come Gianluca Freda - già protagonista di una nostra Perla nel 2009 che è riuscito a vedere il complotto anche in una situazione così lampante.
Come c'è riuscito? Bisogna chiederlo a uno psichiatra.

Ecco cosa ha scritto nel suo blog:

Fin dal termine della Seconda Guerra Mondiale, gli USA hanno ristrutturato la politica europea su basi anti-russe, favorendo in particolare i movimenti socialdemocratici filoamericani e isolando la destra europea anti-statunitense (…) che guarda alla Russia come ideale partner politico ed economico con cui rimpiazzare nel futuro la superpotenza americana in declino. Occorre dunque, ogni volta che sia possibile, demonizzarle (magari definendole “xenofobe” e “antisemite” a intervalli regolari) e screditarle, attribuendo ad esse la paternità di azioni ignominiose.

In parole povere, Freda sostiene che gli americani avrebbero organizzato l'attentato di Oslo per screditare la destra europea filo-russa e anti-americana.
Bisogna essere parecchio imbecilli per immaginare uno scenario simile... ma Freda va oltre: sa indicarci perfino il metodo utilizzato!
Infatti:

Quali metodi hanno utilizzato i servizi segreti per il doppio attentato? (…) Il primo sistema, piuttosto ben rodato, è quello di organizzare, contemporaneamente o a ridosso degli attentati, delle “esercitazioni militari” (…) Questo sistema è stato utilizzato, com’è noto, per gli attacchi dell’11 settembre negli Stati Uniti (...) Stesso discorso per gli attentati a Londra del 7 luglio 2005 (…) Qualcosa di simile è avvenuto per l’attacco “con autobomba” nel centro di Oslo (…) L’attacco era stato anticipato, mercoledì scorso, da una tipica “esercitazione” della polizia antiterrorismo proprio nel centro di Oslo.

Bene, uno dei nostri più attenti lettori, Skybuck, ha scoperto che la famosa esercitazione che secondo Freda sarebbe avvenuta "mercoledì scorso", in realtà risale al marzo del... 2010!

Questo è il link postato da Freda dell'articolo di stampa che parla dell'esercitazione e questo è il relativo shot:


Quest'altro è il link all'articolo originale completo (qui la copia di backup), e questo è il relativo shot di parte dell'articolo, dal quale si evince che esso è stato pubblicato il 17 marzo 2010:


In altre parole: o Gianluca Freda ha mentito per sostenere la sua ipotesi di complotto, oppure è così imbecille da non essersi reso conto che l'articolo secondo lui pubblicato "mercoledì scorso" era stato pubblicato "un anno e mezzo fa"!

Qui il link alla scoperta di Skybuck, che ringraziamo tantissimo.

Inutile dire che l'articolo di Freda è stato acriticamente riportato su parecchi siti, tutti campioni di menzogne e idiozie, come Luogocomune, Megachip, Stampa Libera, Comedonchisciotte e così via... ci sono proprio tutti, l'intera banda di idioti al completo.

Del resto, Freda non è stato l'unico a scrivere queste fregnacce.
La strada l'aveva tracciata il "super complottista" Webster Tarpley, e già si parla di testimonianze secondo cui “sono sicuro che si sparasse da due punti diversi dell'isola contemporaneamente”, proprio come con il caso Kennedy.

Stringi, stringi, i morti di Oslo serviranno a rimpolpare vendite di libri e film che meriterebbero di finire direttamente nella spazzatura e faranno guadagnare un po' di dollari (o euro) racimolati tra convegni e conferenze complottiste, una manna dal cielo visto che il decennale della tragedia del 9/11 è alle porte e un simile antipasto è ideale per rinfrescare un piatto ormai stantio.

E' un complottismo sciacallo e vigliacco: sciacallo perché sfrutta la disperazione, la tragedia e la paura; vigliacco perché non ha il coraggio di ammettere che gli autori di certe nefandezze sono spesso espressione di quelle stesse ideologie che sono alla base del complottismo.

Anders Behring Breivik è della stessa pasta di tanti complottisti, e in particolare quelli di ideologia neonazista, antisemita, antiamericana.

Un'ultima considerazione: la vicenda dimostra che non c'è nessuna prova che possa mai convincere un complottista della bontà della verità che va contestando.
Chiedono prove... chiedono filmati... a Oslo c'è tutto: prove, testimoni, filmati, un reo confesso...
Ma non c'è niente da fare: sostengono che è un complotto.
Buffoni.

giovedì 25 giugno 2009

Gianluca Freda e Neda

Ahmadinejad e la teocrazia iraniana piacciono a molti, da questa parte del mondo. Piacciono soprattutto agli amici del neonazismo arabo, corrente ideologica molto gradita negli ambienti antisemiti.

Non c'è da stupirsi, quindi, se più di qualcuno si sforza nel tentativo di difendere a spada tratta il regime che aspira a cancellare Israele dalle carte geografiche, specialmente quando quel regime finisce su tutte le cronache e le televisioni mostrando il vero volto che avrebbe la nostra civiltà se il neonazismo dovesse trionfare: oppressione, terrore, morte.

E allora è necessario, per certa gente, sputare sul volto di chi ha sacrificato la propria vita in nome di quella libertà. E' necessario negare quel sacrificio, proprio come alcuni negano l'Olocausto.

La foto in apertura è quella di Gianluca Freda autore del blog Blogghete, ripreso probabilmente in uno dei suoi momenti migliori.

Dunque, secondo questo blogger, le immagini di Neda, la giovane dimostrante uccisa dalle truppe antisommossa iraniane, sarebbero un falso (link):

La prima cosa che ho pensato, naturalmente, è che si trattasse della milionesima bufala fabbricata dalla propaganda dei servizi segreti. L’odore di messinscena mediatica era fortissimo e non poteva essere ignorato.

Lui se n'è accorto subito, capite? Mentre voi avevate un fremito di orrore nel vedere una ragazza morire nel proprio sangue, lui ha subito capito che era una bufala dei servizi segreti. Come non credergli? Basta guardarlo in faccia per capire che è dotato di un'intelligenza superiore, capace di arrivare lì dove nessuno riuscirebbe mai a giungere.

Ogni volta che c’è in corso una “covert operation” volta a trasformare una nazione in protettorato americano (in Iran, per chi non lo avesse ancora capito, sta accadendo appunto questo) è consuetudine dare in pasto al gregge di pecore occidentale qualche abominio virtuale compiuto dal governo che si intende rovesciare...

Ecco. Quindi è tutta una covert operation dei servizi segreti americani. Non sono mica iraniani quelli che manifestano... non sono mica iraniani i soldati che sparano... sono tutti agenti della CIA!

La morte di Nada, dice Gianluca Freda, è un falso. Come erano falsi gli orrori del regime di Ceausescu in Romania (Ceausescu era un santo, una specie di gemello di Padre Pio), le violenze dei soldati iracheni in Kuwait (l'esercito iracheno era lì in vacanza, mica voleva invaderlo), la decapitazione di Nicholas Berg (furono gli israeliani, ovviamente), i bombardamenti russi sulla Georgia (erano solo attori che giravano un film di guerra), fino ad arrivare

"all'esilarante balla delle camere gas naziste".

Eccolo qua. Che dicevamo? Neonazismo, negazionismo, complottismo, antisemitismo... gli ingredienti immancabili del pensiero di certi pagliacci travestiti da persone.

Bene: mi assumo la responsabilità di ciò che dico e se arriveranno delle smentite sono pronto a prenderne atto, ma mi sembra proprio che il video della “morte di Neda”, che ha fatto il giro del web e ha creato l’ennesimo simbolo di “eroismo democratico” ad uso e consumo dei telepecoroni internazionali sia un falso, anche piuttosto pacchiano...

Uh! Non c'è mica bisogno di scriverlo, che ti assumi la responsabilità di ciò che dici. Quando uno afferma simili nefandezze, la cosa è automatica. Difatti il primo risultato l'hai raggiunto: sei su Perle Complottiste.

"Falso pacchiano", dice il tomo. Certo, lo sanno tutti che i servizi segreti non riescono a costruire un falso come si deve. Sono tutti pacchiani. Miliardi di persone non si accorgono di nulla, però, finché non arriva l'intelligentone di turno, come Super Freda, qui, a svelare il trucco.

...spiego i motivi che mi spingono a ritenere che il video della “morte di Neda” sia una bufala...,

Guarda, non ti sforzare, te li diciamo noi: ti piacciono i santoni iraniani perché hanno a cuore lo sterminio degli ebrei. E sei abbastanza viscido da negare le camere a gas naziste. Non serve altro, per spiegare i tuoi motivi.
Ma vediamo che ciance intendi proporre:

La mancanza di informazioni precise sulla manifestante defunta dovrebbe essere già, per il lettore attento, un segnale d’allarme.

Come no. Quindi l'esistenza del monumento al "Milite Ignoto" significa che le due guerre mondiali non sono mai avvenute.
E quindi, dice Freda, della manifestante non abbiamo informazioni precise.
Sappiamo solo che si chiama Neda Salehi Agha-Soltan, è nata nel 1982, ha due fratelli (uno più grande e uno più piccolo), ha studiato turco e lavorava in un'agenzia turistica, il suo fidanzato si chiama Caspian Makan, studiava musica e il suo maestro di musica, Hamid Panahi, era vicino a lei quando è stata uccisa, si era laureata in filosofia islamica all'Università di Azad e abitava nel quartiere di Abbas Abad, a Teheran.
Probabilmente sappiamo più noi di Neda di quanto non sappia Super Freda del proprio nonno.
E sta tutto scritto su Wikipedia, non bisogna mica cercare lontano.

Come fonte di notizie, Facebook e Twitter sono estremamente sospetti. Per capire in che modo questi network siano stati strumentalizzati dagli strateghi della disinformazione, rimando a questo articolo di Thierry Meissan

Capito? Facebook e Twitter sono "sospetti"! Li usate? Allora siete agenti della CIA. Meglio usare Windows Live, con Microsoft almeno il nome è una garanzia...
E badate bene, se lo dice Thierry Meissan, il vero mago della disinformazione antiebraica e amico dei neonazisti arabi, c'è da fidarsi...

Sempre Twitter ha fatto sapere che "Neda è stata sepolta al cimitero Behest Zahra" e che "le autorità hanno vietato i funerali" (lieve contraddizione). Nessuno sembra aver assistito al funerale, né i parenti sembrano aver diffuso immagini delle esequie, il che contribuisce ad alimentare i dubbi.

Questo tipo è ancor più intelligente di quanto avevamo ipotizzato.
Secondo lui c'è una contraddizione nel fatto che un morto sia sepolto senza funerali. Un funerale bisogna farlo per forza, insomma... se no al rogo, ma mai e poi mai sotto terra!
E si lamenta che nessuno abbia assistito al funerale. Non è che gli vien da pensare che, SICCOME il funerale è stato vietato, ALLORA nessuno ha potuto vederlo.
No, no... lui è troppo intelligente...

Comunque Neda è sepolta nel cimitero di Behesht-e-Zahra e c'è anche la foto della tomba, scattata dal fidanzato e diffusa da AFP:


Ovviamente è una foto truccata. Si vede subito che i fiori sono stati messi dalla CIA...

Lo stesso nome “Neda” (“voce” in lingua farsi) sembra tradire una progettazione a scopo di propaganda. Oltretutto esso richiama, con inquietante omonimia, l’acronimo del National Endowment for Democracy (NED), l’organizzazione diretta dal neocon USA Kenneth Timmerman che ha finanziato e organizzato le rivolte pro-Mousawi.

Siamo oltre l'intelligenza umana, sul serio. Per trovare affermazioni così argute dobbiamo per forza indagare tra le forme di vita aliene...
E quindi FREDA, ad esempio, potrebbe essere la FREE DEMENT ASSOCIATION?

E’ curioso che Youtube non abbia rimosso il video della morte di Neda,

Quanto ti rode, vero? Ma se ci fosse ancora l'amico con i baffetti, al potere, allora sì che l'informazione avrebbe tutt'altra piega...

l’elemento che mi ha convinto della grossolana inautenticità del video è il seguente, ed è sotto gli occhi di chiunque abbia voglia di osservare il filmato con un minimo di attenzione. All’inizio del video la ragazza sembra tenere nella mano sinistra una specie di fialetta, il cui contenuto (un liquido rosso che serve per l'effettaccio speciale) si versa poi sulla faccia, con gesto visibilissimo, durante la concitazione. Quando il videofonino che sta filmando la recita inquadra la “fialetta” ben visibile nella mano, la ragazza rivolge uno sguardo interrogativo all’operatore, come a chiedere: “Ma che fai, idiota, sveli il trucco?”. La sua mano si muove su e giù due volte, in corrispondenza della comparsa sul viso delle due prime strisce di “sangue”.

Una fialetta, capite? Con il liquido rosso...
Neda moriva soffocata nel suo sangue, e Freda vede fialette di vernice... e un passante con il videofonino diventa "l'operatore".

Il disprezzo della vita umana che sta dietro queste parole è lo stesso di chi nega l'11 settembre e nega l'Olocausto.

Neda sarebbe una bufala, secondo Freda, e quel sangue sarebbe vernice. E anche le decine di altri morti sarebbero tutte bufale, quindi.
Perché Freda finge di non capire che Neda è soltanto una delle tante vittime di questa repressione.

Non è LA vittima. E non è una bufala.

E' una donna.
Si chiamava Neda Salehi Agha-Soltan, è morta perché voleva essere libera. Come noi, come voi, come gli idioti che la chiamano bufala.



Si ringraziano per la segnalazione The Drakkar e un altro lettore che ha preferito non essere citato.