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mercoledì 7 dicembre 2011

Premio Perlone 2011: i candidati

Eccoci giunti al tradizionale appuntamento con il Premio Perlone, assegnato annualmente in ossequio ai voti espressi dai nostri lettori su una rosa di candidati scelti dal nostro Staff sulla base delle segnalazioni ricevute via mail.

Quest'anno utilizziamo un nuovo servizio online per il sondaggio, che dispone di migliori strumenti per individuare ed eliminare i voti multipli con i quali alcuni lettori hanno cercato di "barare" per far vincere il proprio beniamino.

Anche in questo caso non sarà possibile visualizzare il risultato parziale delle votazioni, per l'ovvio motivo che non vogliamo guastare la sorpresa al vincitore.

E veniamo alla presentazione dei candidati.

Giulietto Chiesa
E' un fedele candidato di tutte le edizioni del Premio Perlone, che però non è mai riuscito a vincere nonostante il nostro Staff abbia tifato per lui in più di un'occasione. Le Perle di Giulietto sono entrate nella storia del complottismo e quest'anno la sua produzione è stata estremamente importante sia in termini quantitativi che qualitativi. Segnaliamo le due Perle più recenti: quella del Cavallo di Troia e quella della querela a Paolo Attivissimo.

Riccardo Pizzirani, in arte Sertes
Complottista di lungo corso allevato nel gregge di Luogocomune, è entrato di prepotenza tra i candidati grazie alle sue parole di compiacimento per la morte di Steve Jobs.

Paolo Franceschetti
E' stato a lungo richiesto dai nostri lettori e finalmente gli abbiamo dedicato l'attenzione che meritava, con l'imperdibile Perla sull'alimentazione pranica.

Franco Cardini
E' lo storico che ancora nel 2011, dopo 10 anni dai tragici fatti dell'11 settembre, continua a brancolare nel buio alla ricerca della verità che più gli fa comodo e che continuerà a cercare ancora molto a lungo, visto che i fatti sono esattamente quelli che conosciamo.

Vituzzu
E' il "cumpare" per eccellenza di Wikipedia, l'amministratore (recentemente elevato a stewart) che ha messo su un bel gruppetto di potere del quale fa parte anche l'amministratore Piero Montesacro, complottista storico dell'enciclopedia "libera". Vituzzu non è complottista e Montesacro ha cercato di ricostruirsi una certa verginità spostando i propri contributi sulle voci dove può esplicare la sua avversione per gli americani. Non di meno lo strapotere e la superbia di Vituzzu (se va avanti così, prima o poi per raggiungere Wikipedia nella barra dell'indirizzo dovrete digitare wikipedia.vitu) hanno bisogno di sostegno e sono sempre di più i complottisti che lo sostengono sotto mentite spoglie, per cui il futuro non lascia presagire nulla di buono.

Gianluca Freda
E' uno di quei complottisti che sembrano appena usciti dalla centrifuga di una lavatrice di un manicomio ed è un'inesauribile fonte di scenari allucinanti e allucinati. I lettori ci segnalano le sue prodezze in numero infinitamente maggiore a ciò che riusciremo mai a pubblicare.

Corrado Malanga
Vede alieni e UFO ovunque, se gli parlate per cinque minuti vi fa venire l'ansia da rapimento alieno. Anche se nel 2011 è stato poco presente nelle nostre Perle, un gran numero di lettori ha sostenuto a gran voce la sua candidatura.

Edoardo Capuano
Gestore del sito ECPlanet, è una new entry su Perle ma anche in questo caso si tratta di un soggetto molto gettonato dai nostri lettori.

Massimo Mazzucco
Gestore del sito Luogocomune, tiene ancora banco tra i nostri lettori e non potrebbe essere diversamente, essendosi aggiudicato per ben due volte il Premio Perlone (edizioni 2007 e 2009). Seguendo l'etichetta a suo nome troverete tantissime Perle che lo riguardano ma segnaliamo che recentemente è stato platealmente sbugiardato su una delle sue frequenti richieste di soldi ai propri lettori.

Daniele Gullà
E' uno pseudoscienziato che è convinto di riuscire a rilevare fantasmi e presenze spiritiche un po' ovunque, è anche un personaggio molto permaloso che pretende di essere preso sul serio e non gradisce che si ironizzi sulle sue mirabolanti scoperte. Da qualche tempo è anche collaboratore del programma Mistero, una produzione di Italia Uno nonché fulgido esempio di TV spazzatura.

Adesso la parola spetta ai lettori, che potranno votare (una volta sola!) cliccando qui o dalla colonna laterale, in alto.

Le votazioni termineranno a fine anno e comunicheremo il vincitore nei primi giorni del 2012.

Buon voto a tutti!




Attenzione: se leggi questo post su un sito Web diverso da Perle Complottiste, è possibile che tu stia leggendo una riproduzione non autorizzata e i contenuti potrebbero differire da quelli originali.

giovedì 6 ottobre 2011

A proposito di...

Franco Cardini...

Nella Perla che gli abbiamo dedicato qualche settimana fa (ricordate?) avevamo citato un suo articolo pubblicato su Toscana Oggi in corrispondenza del decennale della tragedia dell'11 settembre in cui, tra una bischerata e l'altra, diceva:

"I soldati cadono, cioè muoiono perché ciò fa parte del loro dovere: «La morte è un atto di servizio», diceva José Antonio Primo de Rivera, questo meraviglioso guerriero cristiano che ci credeva sul serio, e lo dimostrò appunto cadendo."

Sapete chi è il "meraviglioso guerriero cristiano" menzionato da Cardini? Eccolo qua:


Fu il fondatore della Falange Spagnola, il partito fascista creato nel 1933 in Spagna, base ideologica del regime franchista che impose la sua sanguinaria dittatura in quel paese.

E' l'ennesima conferma di quanto sosteniamo da sempre: complottismo, estrema destra e antisemitismo vanno a braccetto...

E a proposito di Giulietto Chiesa, che con Cardini fa coppia spesso e volentieri, leggiamo cosa scrive nel suo blog sul Fatto Quotidiano (articolo originale):

"Il 15 ottobre ci sarà a Roma una grande manifestazione contro il debito che strozza l’Europa e il mondo intero. La parola d’ordine è “non paghiamo il debito”. Io ci sarò, spero che siate in tanti."

Probabilmente sì, saranno in tanti i beoti che chiedono di suicidarsi.
Eh sì, perché il debito pubblico non è altro che i titoli finanziari emessi dallo Stato italiano: BOT, BTP, CCT ... giusto per capire di cosa stiamo parlando. Oltre ai capitali di enti italiani e stranieri, lì sono investiti anche i risparmi di buona parte degli italiani, non certo gli speculatori ma quei risparmiatori prudenti che affidano i loro soldi a queste forme di risparmio che rendono poco ma garantiscono il capitale.
E Chiesa vorrebbe che lo Stato... non restituisse più i soldi ai propri cittadini!
Ma che trovata geniale!
Questo sì che risolverà i problemi degli italiani...

"Sarà una manifestazione europea. Ci faremo compagnia in tutti il continente."

Non abbiamo dubbi. Certe categorie di persone hanno una innata capacità di ritrovarsi tutti assieme...

"La mia proposta di parola d’ordine – che spero sia condivisa da tanti – è: “Non deciderete contro di noi”. Perché il 15 ottobre è una dichiarazione d’intenti per il futuro. Cominciamo e non smetteremo fino a che non avremo ottenuto quello che chiediamo. Se saremo in tanti e saremo decisi, potremo vincere."

Come no. Vincerete sicuramente. Immaginate migliaia di creditori che chiedono a gran voce ai propri debitori di non pagare più i loro debiti... Altroché se vincono... i debitori non se lo faranno ripetere due volte...

"Vogliamo sapere chi sono i nostri creditori."

Andiamo bene... I creditori sono tutti quelli che comprano i titoli di Stato, primi fra tutti gli italiani! Basta andare sul sito della Banca d'Italia per verificare la distribuzione del debito pubblico italiano.

"Vogliamo sapere come e perché questo debito è stato creato. Vogliamo dire che, se siamo indebitati, è perché ci hanno truffato e continuano a dirci, ogni giorno, che dobbiamo continuare a indebitarci."

Truffato... quando in Italia si faceva la bella vita con pensioni d'oro maturate a 40 anni di età, appalti e contributi distribuiti a piene mani, stipendi fantascientifici e assunzioni a catena... nessuno gridava alla truffa...

"Vogliamo dire alla Banca Centrale Europea che il nostro obiettivo è nazionalizzarla, in modo che non ci costringa a seguire le sue regole. La lettera (segreta) che Draghi e Trichet hanno scritto al governo è una vera e propria aggressione: alla nostra sovranità e alla nostra vita. La rimandiamo al mittente."

Ma che rimanda Giulietto? Mica l'hanno mandata a lui la lettera!

"Deve essere chiaro che non accetteremo che altri denari siano regalati alle banche che sono già fallite. Se il mercato vale, allora devono fallire. Se non le lasciate fallire è perché il mercato non vale. Se il mercato non vale, non potete chiederci di pagare il debito."

Questo è masochismo puro! Non paghiamo il debito pubblico, così mandiamo in rovina una buona fetta dei risparmiatori italiani. E facciamo fallire le banche, così finiscono in malora anche tutti gli altri risparmiatori e le imprese con i loro dipendenti.

Grazie al cielo Chiesa non è mai andato al governo: avrebbe ridotto sul lastrico l'Italia nel giro di 24 ore!

"La posta in gioco è il patto sociale con il quale l’Europa è stata creata. Noi non abbiamo altra via che difenderci da una aggressione: l’aggressione di un gruppo di banchieri irresponsabili che sono i veri padroni del pianeta (e dell’Europa). Noi difenderemo il nostro territorio."

Certo, anzi, più che il territorio deve difendere proprio un pezzetto di terra, per piantarvi zucchine e patate, perché dopo le misure raccomandate da Chiesa non resterebbe nulla da mangiare...

Ringraziamo Marino J. M., Fabio B. e Paolo C. per le loro segnalazioni


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giovedì 22 settembre 2011

11/9: dopo 10 anni Franco Cardini brancola ancora nel buio

Torniamo a occuparci di Franco Cardini, lo storico medievista balzato agli "onori" della cronaca di quesi ultimi anni per la sua partecipazione al libro complottista Zero e all'omonimo film, di Giulietto Chiesa.

Dopo esserci occupati delle sue esternazioni su Al Qaeda nel marzo di quest'anno, in occasione del decimo anniversario dell'11 settembre Cardini non si trattiene dall'esprimere altre delle sue originali considerazioni su Toscana Oggi (clicca qui per vedere lo screenshot completo dell'articolo), dalle quali si evince che il poveretto continua a brancolare nel buio da ormai ben dieci anni.

L'articolo è intitolato: "11 settembre: dieci anni dopo siamo ancora nella notte" ed evidentemente quel plurale ("siamo") va riferito a lui e a una scarsa manciata di complottisti della sua portata, perché tutto il resto dell'umanità sa perfettamente cosa accadde l'11 settembre 2001 e la cronologia di quei fatti è ormai entrata di diritto a far parte della storia del Ventunesimo secolo.

"Dieci anni non sono che un batter di ciglia dinanzi all’Eternità. Ma sono molti nella vita di una persona e possono significare molto nella storia. Nel 1804 Napoleone veniva incoronato imperatore in Notre Dame – che dieci anni prima, nel 1794, era stata trasformata in tempio della Dea Ragione –, e dieci anni dopo, a Fontainebleau, abdicava per ritirarsi all’isola d’Elba. Nel 1907, gli imperi russo e britannico, con l’assenso del sultano, e dei Kaiser di Austrungheria e di Germania, firmavano un patto per la spartizione del territorio persiano; dieci anni più tardi, nel fatidico e terribile 1917, l’impero czarista veniva cancellato mentre dei suoi quattro colleghi imperatori europei (il sultano compreso) di lì a un anno soltanto Giorgio V d’Inghilterra sarebbe rimasto sul trono."

Zzzzz... scusate, ci stavamo addormentando. Va bene che è uno storico, ma tutta questa prosopopea per dirci che in dieci anni possono cambiare tante cose... E' una banalità che conosciamo tutti. Dieci anni fa il pizzicagnolo sotto casa stentava ad arrivare a fine mese, poi ha vinto il Super Enalotto e ora gira in Ferrari. Non c'è mica bisogno di essere uno storico per sapere come va la vita. Piuttosto Cardini dovrebbe accettare il fatto che dieci anni fa il mondo prendeva atto che Al Qaeda aveva compiuto il più grande attentato terroristico della storia, e oggi non ha mutato opinione. Allo stesso modo, Cardini scriveva corbellerie dieci anni fa e continua a scriverle oggi. Certe cose non cambiano...

"[...] Nine/Eleventh, Ground Zero, War against Terror. Espressioni ormai divenute familiari, che per qualcuno suonano forse a questo punto come slogans pubblicitari o spots televisivi, roba da film di Hollywood e da telegiornale quotidiano."

Per qualcuno, certo: per i complottisti, infatti. Per gli altri sono una realtà di cui tenere conto.

"Un po’ di morti ogni giorno in Iraq, in Israele, nei territori palestinesi, in Afghanistan: come in Africa o in America latina, del resto. Chi ci fa più caso? Ci si abitua a tutto. Anche alle tragedie. Specie quando si ha la sensazione che non ci riguardino, che siano i soliti materiali della solita fiction."

Cardini... Cardini... Non dovremmo essere noi a spiegare certe cose a uno storico. Gli uomini si ammazzano tra loro dai tempi di Caino e Abele, non è mica una novità di questi giorni.
Anzi, proprio grazie alla buona volontà di tanta gente e alle loro iniziative (Nazioni Unite, relazioni diplomatiche, interventi di peace-keeping) oggi si ammazzano molto meno di un tempo.

"Eppure, non è così. Si dice che dall’11 settembre del 2001 sia cominciata una nuova fase storica. Aperta, come sovente accade per le fasi storiche, da una nuova guerra. Quella «contro il Terrore», che riguarda anche noi, e nella quale anche noi siamo stati e restiamo coinvolti."

No no... Cardini vorrebbe invertire i fattori causa ed effetto, ma le cose non funzionano così.
La nuova fase storica è stata determinata dagli attentati terroristici, non dalla reazione a quegli attentati.

"Nel nostro Bel Paese, qui tra noialtri Italiani Brava Gente, ci sono ormai decine di famiglie che piangono il loro ragazzo rimasto là, in Irak o in Afghanistan, tra sabbie e rocce d’un paese lontano o sul cemento ardente e crepato d’una città-fantasma, tra le macerie e i rifiuti."

Certo. E quei ragazzi sarebbero ancora vivi e vegeti, se Atta e i suoi complici se ne fossero stati a casa a osannare Allah e a giocare a tressette, anziché pilotare aerei kamikaze contro New York e Washington.

"«Caduti», si deve dire: non morti che è generico, e nemmeno vittime ch’è parola la quale suggerisce innocenza e passività. No. Erano soldati. I soldati cadono, cioè muoiono perché ciò fa parte del loro dovere: «La morte è un atto di servizio», diceva José Antonio Primo de Rivera, questo meraviglioso guerriero cristiano che ci credeva sul serio, e lo dimostrò appunto cadendo. I soldati muoiono, però, anche per qualcosa. Per che cosa, in questo caso?"

Cardini non ci arriva. Muoiono perché da "quella parte" ci sono fanatici esaltati convinti di finire nel paradiso delle vergini se ammazzano qualche manciata di infedeli, donne e bambini compresi.

"Erano più di sessant’anni che – a parte qualche caso isolato, in Congo o in Somalia – l’esercito italiano non aveva più caduti; che madri, sorelle, fidanzate, mogli non piangevano più un ragazzo in divisa che non sarebbe mai tornato. «Caduti», certo: onore alla loro memoria. Ma caduti perché, per chi, per che cosa? Per la Patria, per la Libertà, per la Civiltà occidentale, per la Pace nel mondo, per gli Interessi nazionali, per gli interessi di qualcun altro, per la nostra sicurezza, per la sicurezza altrui, per le lobbies produttrici di armi (non dimentichiamo che l’Italia è al decimo posto nel mondo tra i paesi esportatori di tali merci), per il petrolio, per che cosa?"

C'era quasi arrivato, poi si è perso per strada. Muoiono anche per consentire a Cardini di scrivere in tutta libertà le sue corbellerie, senza il rischio che gli taglino la gola per aver violato i precetti di Allah.

"Undici settembre. Ormai si dice così, come si dice Venticinque Aprile e Primo Maggio. Una data entrata nella storia. Ma che cos’è davvero successo quel giorno? E che cos’è davvero cambiato, da allora?"

Cos'è successo è scritto nei libri di storia. Almeno quelli, Cardini dovrebbe conoscerli.

"La risposte alla prima domanda non sono così semplici come certi politici e certi giornalisti si ostinano a credere o a volerci far credere."

Invece sono proprio semplici. E non sono i politici o i giornalisti a dirlo, ma le innumerevoli prove e testimonianze. Ossia, i fatti. E' proprio Cardini a voler farci credere altro...

"Quattro anni fa fecero un certo rumore, uscendo in contemporanea nelle sale cinematografiche e nelle librerie, un film coordinato dal gruppo «Progetto Megachip» e un libro edito dall’Editrice Piemme e coordinato da Giulietto Chiesa e da Roberto Vignoli."

Sì, ricordiamo bene. E fecero un gran rumore davvero... come questo: "TONF!!!
Si trattava, e si tratta, di due grossi concentrati di corbellerie che aspiravano a conquistare il circuito delle sale cinematografiche e invadere le librerie. Sono andati così male che i realizzatori non sapevano nemmeno come fare a restituire i 500 euro versati dai soci finanziatori e alla fine sono stati svenduti nelle edicole e su Internet.

"Il titolo del libro e del film era lo stesso, lapidario, inquietante: Zero. Zero come il Ground Zero, la tragica spianata che oggi a Manhattan sta là dove prima sorgevano le due torri del CTO e altri edifici adiacenti."

Zero come il grado di affidabilità dei due titoli. Tra l'altro, Cardini dovrebbe fare un salto a New York, prima di parlare a vanvera. A Ground Zero hanno ricostruito e stanno ricostruendo da un bel po', ci sono nuovi grattacieli e giusto i basamenti delle Twin Towers sono stati preservati in un grande monumento commemorativo:

Veduta aerea del Memoriale del 9/11. Credit: WTC.COM

Museo del Memoriale del 9/11. Credit: WTC.COM

Di spianato c'è ben altro... per esempio il cervello di certi complottisti...

"Zero come le certezze che ancor oggi sappiamo di possedere circa le responsabilità di quel tremendo 11 settembre del 2001, troppo presto proclamate con frettolosa sicumera e quindi oggetto di contestazioni e di polemiche a non finire: e non da parte dei soliti noiosi «negazionisti», ma soprattutto delle famiglie delle vittime..."

Altra idiozia. La quasi unanimità dei familiari delle vittime non ha alcun dubbio sulla responsabilità di Al Qaeda per quegli attentati, al punto che c'è stato un coro di proteste (screenshot) quando il presidente americano Obama aveva dichiarato di voler trasferire i processi militari da Guantanamo.

"... per nulla soddisfatte del trattamento che il governo statunitense ha loro riservato, né convinte dei risultati delle inchieste ufficiali e delle contraddittorie e lacunose versione dei fatti che esse hanno fornito, né rassegnate a chiudere il caso (che, ricordiamolo, ha dato luogo a una sola condanna all’ergastolo di un solo presunto responsabile in seguito a un giudizio a dir poco precipitoso)."

"Presunto responsabile"? Giudizio precipitoso? Ma Cardini ha visto l'elenco delle prove esibite in quel processo?
Lo sa che Moussaoui ha pienamente ammesso le proprie responsabilità di fronte a una giuria federale (di giudici civili)?
Che razza di ciance sono queste, che piegano i fatti a proprio piacimento?

"Non è certo il caso di far del complottismo: Dio ce ne guardi. Semmai, si tratta proprio, al contrario, di smascherare l’ipotesi appunto complottistica travestita da realtà proclamata ai quattro venti mai però comprovata sulla base della quale, nel giro di meno di un mese, il governo Bush dichiarò di aver individuato con certezza responsabili materiali e mandanti".

Molto meno di un mese. Spieghiamo a Cardini come funziona.
Dagli equipaggi degli aerei, togli i piloti e gli assistenti di volo. Poi togli i passeggeri normali: americani che hanno famiglia, che lavorano regolarmente, ecc...
Ti restano 19 nomi, tutti arabi, tutti entrati in USA nello stesso periodo, tutti affiliati ad Al Qaeda, quattro dei quali - uno per ciascun aereo - avevano preso il brevetto di pilota.
Capiamo che Cardini non ci arrivi, ma una persona che sa leggere e scrivere lo capisce chi sono i dirottatori...

"Poiché questo è un paese dalla cortissima memoria, sarà utile forse ricordare che la colpevolezza di Bin Laden – il quale è intanto scomparso in circostanze a dir poco strane e frettolose, ma senza che la sua morte abbia diradato il mistero della sua responsabilità – è fino ad oggi stata provata solo attraverso dichiarazioni da lui stesso fornite, attraverso videocassette di dubbia origine e di ancor più dubbia attendibilità."

Non è per niente così. Cardini dimentica che Khalid Sheikh Mohammed, oggi recluso a Guantanamo, spiegò per filo e per segno (prima di essere arrestato) a un giornalista arabo la responsabilità propria, di Bin Laden e di Al Qaeda.
E dimentica le tonnellate di altre prove esistenti, compresi i filmati dei dirottatori girati nei campi di addestramento in Afghanistan.
E quindi non è il paese ad aver corta memoria... piuttosto è Cardini che avrebbe bisogno di una massiccia dose di fosforo (sempre che funzioni)...

"Una delle quali anzi, ritrovata in Afghanistan nel dicembre del 2001 e ritenuta fondamentale e decisiva, fu poi dimostrata falsa."

Altra cavolata. Persino le testate giornalistiche arabe hanno riconosciuto l'autenticità della videocassetta e le analisi dimostrano che l'uomo ripreso nei filmati (quelli originali, non quelli taroccati dai complottisti) è proprio Bin Laden.

"E Bush, sia pur con reticenza, dovette ammetterne la falsità."

Questo è il colmo. Cardini sta sognando o è sotto effetto di un altro vuoto di memoria.
E' un'affermazione inventata di sana pianta!

[...] "Che cosa pensare, dunque? Forse qualcuno di voi ricorderà un’«esternazione» dell’ex Presidente della repubblica e senatore a vita Francesco Cossiga apparsa fugacemente sul «Corriere della Sera» del 30 novembre 2007 e quindi passata a un «lancio d’agenzia» Ansa prima di venir completamente oscurata. Parlando di audiocassetta attribuita a Usama bin Laden, quella diffusa il 22 ottobre di quell’anno stesso in cui si formulavano minacce anche a Silvio Berlusconi, Cossiga affermava che si sarebbe trattato nientemeno che di «un videomontaggio realizzato negli studi di Mediaset a Milano".

"Completamente oscurata" dice. Eppure l'"esternazione" di Cossiga a cui si riferisce è ancora on-line in bella mostra.
Ma davvero uno storico può arrivare a dire idiozie di questa portata?
Può prendere sul serio le esternazioni di Cossiga che amava burlarsi di mezzo mondo?
Oddio... è anche vero che il film Zero, tanto decantato da Cardini, utilizzava cartoni animati per dimostrare l'esistenza di sistemi missilistici antiaerei nascosti sotto il prato del Pentagono.
Se quello è il livello, non ci meravigliamo che Cardini utilizzi le dichiarazioni del "Picconatore" invece che prove tangibili.

Sta di fatto che quando Paolo Attivissimo ha contestato l'affermazione di Cardini sulla presunta ammissione di Bush, tra i commenti pubblicati sul sito, lo storico ha risposto:

"Naturalmente, la Presidenza statunitense non ammise mai l’errore a proposito del preteso documento ritrovato il 9.11.29001 a Jalalabad in circostanze a dir poco strane e diffuso il 13.12 successivo dal Dipartimento di Stato, dopo essere passato al vaglio del Pentagono; e tantomeno confessò il falso. [...]"

"Naturalmente"?
Cardini ha detto una menzogna bella e buona e secondo lui questo è naturale?
Altro che storico. Da un tipo così non ci faremmo raccontare nemmeno la favola di Cappuccetto Rosso: potrebbe voler farci credere che il lupo era innocente e Cappuccetto Rosso una escort pagata da Bush per incastrarlo...

Ringraziamo Zibbì per la segnalazione.


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giovedì 10 marzo 2011

Il Tempo e Franco Cardini su Al-Qaeda

Di Franco Cardini abbiamo parlato raramente nelle nostre Perle, tuttavia già l'anno scorso è stato candidato al Premio Perlone, segno che l'attenzione dei nostri lettori sulle sue esternazioni sta aumentando.

Franco Cardini non è uno dei tanti complottisti che affollano il Web: è uno di quelli che ha un pedigree di tutto rispetto.

Basta dare un'occhiata al suo curriculum per conoscere meglio il soggetto e la sua "caratura": professore di storia medioevale, nel 1970 fu borsista all'Università di Mosca, è stato consigliere di amministrazione della RAI e ricopre ruoli e incarichi in numerosi enti prestigiosi di cultura e informazione.

Potremmo definirlo uno storico (Wikipedia parla di storico "saggista"), ma noi lo consideriamo un personaggio estremamente pericoloso, perché se è vero che le sue idee sono le stesse di tanti altri complottisti è anche vero che i ruoli che ricopre gli consentono di collocarle con straordinaria efficacia.

Ne è prova l'articolo pubblicato su Il Tempo, edizione dell'8 marzo 2011, nel quale Cardini sostiene che Al-Qaeda non sia mai esistita.

Cardini non sfugge alla logica utilizzata da tanti altri complottisti: in qualche posto, in qualche momento, appare qualche imbecille che tira fuori una grandissima baggianata. Quella baggianata inizia a circolare e a diffondersi fino a diventare un'informazione abbastanza nota (ancorché falsa) ed ecco che spunta il Cardini di turno che utilizza quella baggianata allo scopo di dimostrare la fondatezza di un'altra baggianata.

Insomma, il solito giro in cui un sito complottista (sito A) cita come fonte il lavoro di un altro sito complottista (sito B) che a sua volta cita come fonte il sito A.
Certo un simile metodo di lavoro non fa onore a uno storico, specialmente se docente universitario...

Nell'articolo oggetto di questa Perla, Cardini risponde ad alcune critiche e afferma:

"Il termine al-Qaeda, «la base», cominciò a venir usato negli Anni Novanta per indicare alcuni gruppi terroristi. Sulla scorta poi di alcuni equivoci e di una buona dose di manipolazioni - delle quali sono responsabili anzitutto i «servizi» statunitensi - si andò creando l’immagine di una sorta di organizzazione centralizzata, piramidale, gerarchica".

Equivoci? Manipolazioni?
La storia di Al-Qaeda è stata descritta dai suoi stessi fondatori. E' storia, appunto.
Su Undicisettembre è stato pubblicato un articolo ben referenziato che spiega, con dovizia di fonti, com'è nata la teoria complottista per cui Al-Qaeda è un'invenzione della CIA.
A monte di tale teoria ci sono le affermazioni di un certo Pierre-Henri Bunel, collaboratore del super complottista Thierry Meyssan con il quale ha messo a punto le teorie secondo cui il Pentagono, nel 2001, non fu colpito dal volo American 77.

Thierry Meyssan e Franco Cardini, a loro volta, vanno a braccetto. Una delle tante dimostrazioni è il film/libro Zero nel quale si sostengono le più scalcagnate teorie complottiste sull'11 settembre 2001:


"[...] interventi di Giulietto Chiesa, Gore Vidal, Franco Cardini e Marina Montesano, Lidia Ravera, Gianni Vattimo, Claudio Fracassi, Jurgen Helsasser, Michel Chossudovsky, David Ray Griffin, Thierry Meyssan, Andreas von Bulow, Steven E. Jones, Enzo Modugno, Webster Griffin Tarpley, Barry Zwicker".

Del tutto superfluo continuare la lettura del lungo articolo di Cardini, infarcito di paroloni spesi per difendere le proprie affermazioni.

La negazione dell'esistenza di Al-Qaeda va di pari passo con le teorie che negano la responsabilità di Bin Laden negli attacchi dell'11 settembre.
Abbiamo più volte detto che questa impostazione ha preoccupanti somiglianze con le teorie antisemite secondo cui l'Olocausto è un'invenzione ebraica.

E' quindi piuttosto "curioso" che su Wikipedia leggiamo questa citazione da uno scritto di Franco Cardini:

"La nuova primavera coranica, alla quale stiamo assistendo in questi anni, è una benedizione per il mondo: anche, e soprattutto, per le altre due fedi abramiche."

"Nuova primavera coranica"? "Benedizione per il mondo?".
Questa citazione è tratta da una pubblicazione del 2003, quindi quelle parole sono state scritte poco dopo i drammatici attentati terroristici dell'11 settembre 2001.

A buon intenditore non serviranno altre parole, in questa Perla.

La cosa anomala, però, non è tanto che Cardini dica certe cose. E' perfettamente normale che le dica, sappiamo bene come la pensa.

E' anomalo piuttosto che un quotidiano come Il Tempo dia spazio a un articolo in cui si sostiene che Al-Qaeda non esiste, scritto da un personaggio come Cardini: ossia un complottista.

Pertanto, questa Perla va dedicata anche a Mario Sechi, direttore di quel quotidiano, perché non ci stancheremo mai di sottolineare che chi fa informazione si assume una grossa responsabilità.
E troppo spesso l'informazione è fatta con i piedi e si pubblicano vere e proprie fandonie, per giunta talvolta anche ignobili.

giovedì 7 ottobre 2010

La lunga scia di Cardini

Nove anni dopo la tragedia i conti sono ancora lontani dal tornare è il sottotitolo con il quale lo storico Franco Cardini ha presentato, su Europaquotidiano, l'ennesimo scritto in cui dimostra che dopo nove anni dalla tragedia dell'11 settembre LUI non ha capito ancora un emerito fico secco.

Sia chiaro: Cardini non ci piace, né come storico né tantomeno come persona. Abbiamo già avuto modo di verificare certe sue connivenze e simpatie per ideologie che disapproviamo e critichiamo con forza.

Lo abbiamo già visto più volte tra le fila dei complottisti, per cui da lui non possiamo certo aspettarci obiettività e correttezza, né etica né storica.

Ma dopo nove anni, ci aspettavamo quanto meno un pizzico di maggiore serietà.

Leggiamo invece cosa scrive.

"[...] nove anni dopo la tragedia di New York e di Washington i conti sono ancora lontani dal tornare, i nodi non sono venuti al pettine e si naviga nell’oceano delle incertezze.
L’inchiesta ufficiale del governo Bush si chiuse quasi subito, con una serie di risultati che sembravano perentori ed erano inconsistenti. Mezz’ora prima dell’attentato, i servizi statunitensi non sapevano nulla e si lasciarono sorprendere; mezz’ora dopo, avevano già capito tutto e identificato mandanti ed esecutori."

Ecco, da una simile affermazione si capisce bene che Cardini non potrebbe mai fare il detective, nemmeno per scoprire chi abbia rubato la marmellata dalla sua dispensa.
L'11 settembre non hanno certo messo una bomba sugli aerei: sono saliti a bordo 19 terroristi kamikaze, con tanto di nome e cognome reali, tutti islamici. Non ci voleva poi una gran scienza a scorrere le liste di imbarco e a scoprirli, e di lì a capire che c'era lo zampino di Al-Qaeda e di Bin Laden il passo è più che breve: è scontato.
Per Cardini, però, la cosa è sospetta...

"Da allora, per mesi e mesi, mentre le tv di tutto il mondo ci bombardavano con l’incessante e reiterata proiezione di pochi metri di pellicola, i mass media ufficiali americani e occidentali hanno ripetuto la stessa inane storia, a dispetto delle prove contrarie che si accumulavano e delle proteste delle stesse famiglie delle vittime, stufe di venir prese in giro con ricostruzioni falsate e di venir fatte oggetto di pressioni affinché rinunziassero a proseguire la ricerca della verità."

Queste cose il buon Cardini deve averle sognate dopo una cena troppo pesante.
La quasi totalità dei veri familiari delle vittime dell'11 settembre non ha alcun dubbio sulle responsabilità di Al-Qaeda negli attentati, e semmai contesta ai servizi americani di aver sottovalutato quei segnali che avrebbero potuto impedire gli attacchi terroristici, ma non si sogna nemmeno di dare credito alle panzane dei complottisti.

E Cardini continua, preoccupandosi di condannare gli attacchi all'Afghanistan e all'Iraq e il carcere di Guantanamo: forse ci sbagliamo, ma i toni di Cardini (che già conosciamo) sono quelli di chi si preoccupa più della salute dei terroristi integralisti islamici (e sospetti tali) piuttosto che della vita degli occidentali fatti bersaglio di attentati devastanti.

E non manca di proporre domande trite e ritrite tratte dall'ormai ammuffito bagaglio dei complottisti:

"1. come e perché è crollato il grattacielo denominato Building Seven, adiacente alle Twin Towers, nonostante non fosse stato toccato dai due aerei degli “attentatori” e in esso si fosse sviluppato solo un incendio di modesta entità? L’agenzia governativa Nist (National Institute of Standards and Technology), incaricata dall’amministrazione Bush di far luce sul crollo, non ha presentato la sua relazione sino all’agosto 2008, più di sette anni dopo i fatti, e il suo contenuto è stato giudicato dagli esperti inconcludente..."

A dire il vero il NIST si è prima preoccupato di analizzare i crolli del WTC 1 e 2, considerato che sono quelli che hanno provocato il tragico bilancio di vittime, e poi ha analizzato quello del WTC 7.
Che non è stato colpito dagli aerei, ma in compenso è stato investito dalle macerie dei collassi delle Twin Tower ed ha bruciato per ore e ore senza controllo. Basta accedere al sito del NIST per scaricare decine di migliaia di analisi tecniche che spiegano nei minimi dettagli il lavoro dei massimi esperti mondiali sull'argomento e le loro conclusioni. Capiamo che per gente come Cardini i veri esperti sono filosofi, santoni e artisti teatrali, ma nel mondo scientifico le cose funzionano diversamente. Meglio che se ne faccia una ragione.

"2. mancano riscontri oggettivi alle presunte affermazioni autoaccusanti di Khalid Shaikh Mohammed, personaggio a lungo legato ai servizi segreti di Islamabad, arrestato in Pakistan – almeno così dicono – e portato a Guantanamo dove avrebbe parlato sotto tortura: più volte perduto, catturato di nuovo, segnalato contemporaneamente in più luoghi, dato per morto e quindi risorto, egli è oggi indicato come mente dell’11/9, nonché di un’infinità di altre azioni terroristiche, ma non ce ne sono le prove..."

A Cardini non basta nemmeno una confessione. Ci vogliono riscontri oggettivi e prove.
E purtroppo per lui, ci sono: una valanga. Il problema è che Cardini e i suoi amici complottisti preferiscono non vederle...

"3. non sono “leggende metropolitane” le notizie relative alle indagini sui movimenti azionari speculativi nei giorni appena precedenti."

Infatti. Non sono leggende ma fatti accertati dall'FBI che ha fatto un'inchiesta approfondita e ha individuato gli autori di quelle speculazioni escludendo connessioni con i fatti dell'11 settembre.
Basta leggersi la monografia Terrfin sul sito della commissione d'inchiesta.

Ma a Cardini preme di più lanciare i suoi strali contro Bush:

"Chi pensava che quanto a imbecillità Bush fosse imbattibile, adesso è servito."

Povero Cardini.
Nonostante gli attentati dell'11 settembre siano stati progettati e organizzati in piena era Clinton (Bush aveva assunto la presidenza solo da pochi mesi) e nonostante il suo successore Obama non abbia mai messo in dubbio la responsabilità degli attacchi e abbia di fatto proseguito l'azione strategica antiterrorismo intrapresa da Bush, il Cardini continua a prendersela solo con quest'ultimo.

Di fronte a tanta ottusità, ne vien fuori sì un'imbattibile imbecillità... ma non è certo quella di Bush...

Ringraziamo Alfredo per la segnalazione.


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