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domenica 10 maggio 2015

Mazzucco e il mal di stomaco da terrorismo islamico

Ogni volta che il terrorismo (poco importa di quale matrice) mette a segno un attentato, il buon Massimo Mazzucco ha il mal di stomaco.

Avendo costruito un bel business commerciale basato sulla negazione dell'esistenza del terrorismo (soprattutto quello islamico) e sull'affermazione che gli attentati (in primis quelli dell'11 settembre 2001) sono organizzati dagli stessi governi delle nazioni che li subiscono, allorquando se ne verifica uno nuovo che rischia di far crollare le sue teorie è costretto a correre ai ripari e a inventarsi nuove baggianate.

In realtà non ci sarebbe alcun bisogno che lo faccia.

Il quoziente intellettivo dei suoi seguaci è così vicino allo zero assoluto che non c'è alcun rischio che qualcuno di loro si renda conto della quantità di idiozie che Mazzucco ha messo in giro negli ultimi anni.

In effetti non ci sono solo i seguaci, ci sono anche numerosi giornalisti che - ben disposti a mettere da parte qualsiasi principio morale pur di fare audience - sono sempre pronti a ospitare le teorie di Mazzucco e a prendere per i fondelli i propri ascoltatori e lettori.  Ma anche in questo caso Mazzucco non avrebbe alcun motivo di preoccuparsi: a giornalisti di livello così basso basta mostrare una carota e sostenere che si tratta di un missile nucleare miniaturizzato, per assicurarsi un invito a un talk show o per ottenere una intrigante intervista.

Mazzucco, però, non riesce a stare fermo.
Se c'è la possibilità di dire una baggianata, non può esimersi dal farlo. Non arriva ai livelli di Giulietto Chiesa (insuperabile maestro del genere) ma ci va molto vicino.

L'attacco terroristico contro la redazione di Charlie Hebdo, poi, è stato un duro colpo per i complottisti.

Le vittime dell'attacco, tanto per cominciare, erano giornalisti di una testata considerata anarchica, dissacrante e irriverente, un vero e proprio simbolo per le centinaia di migliaia di contestatori di tutto il mondo che costituiscono un importante "bacino di utenza" per gli spacciatori di complottismo.
Vederli tutti solidali nel condannare il terrorismo islamico è stato un brutto colpo per Mazzucco e per i suoi compagni di merenda.

Poi, c'è il problema dei filmati.
Mazzucco è sempre stato un estenuante tritura-testicoli sul fatto che  alcuni attentati non sarebbero ben documentati da riprese televisive o le riprese non sono chiarissime (si pensi allo schianto del Volo 77 contro il Pentagono o del Volo 11 contro il World Trade Center).

Qua, invece, i filmati ci sono: chiarissimi, spontanei, girati da normali cittadini o da colleghi delle vittime riparatisi sui tetti degli edifici. I complottisti, quindi, non possono parlare di video taroccati.

E allora, quando non ci sono baggianate migliori da poter sparare, cosa fa il complottista DOC come Mazzucco?
Ricorre alla teoria del "cui prodest", adattata alle esigenze del complottismo.
La teoria consiste nel sostenere che qualcuno ha tratto vantaggio dall'evento e affibbiare l'attentato a quel qualcuno, negando così la responsabilità dei veri attentatori.

Poco importa se il tutto abbia una qualche logica o meno, se effettivamente quel qualcuno abbia tratto vantaggio dall'evento o meno: l'importante è dire la baggianata, tanto c'è sempre chi è pronto a crederci.

E veniamo al post pubblicato da Mazzucco su Luogocomune il 7 gennaio 2015, lo stesso giorno dell'attentato:

Se io fossi Marine Le Pen, mi augurerei di tutto cuore un attentato come quello che è successo oggi a Parigi. Due uomini incappucciati che hanno massacrato 11 persone mentre urlavano "vendicheremo il Profeta" mi tornerebbero estremamente utili per portare avanti la mia campagna elettorale, basata sulla xenofobia e sulla Islamofobia in particolare. Se io fossi un sionista, mi augurerei di tutto cuore un attentato come quello che è successo oggi a Parigi. Due uomini incappucciati che hanno massacrato 11 persone mentre urlavano "vendicheremo il Profeta" mi tornerebbero certamente utili per riaffermare il concetto che l'Islam è una religione violenta, abominevole, e che per questo motivo tutti i musulmani sono dei nemici della pace e della democrazia. Se io fossi Francois Hollande mi augurerei di tutto cuore ... ... un attentato come quello che è successo oggi a Parigi. Due uomini incappucciati che hanno massacrato 11 persone mentre urlavano "vendicheremo il Profeta" mi tornerebbero estremamente utili per distrarre il popolo dagli attuali problemi e per lanciare un richiamo alla "unità nazionale", contro ogni forma di terrorismo e di attentato alla libertà di espressione. 

Il post di Mazzucco è delle ore 13:10, scritto proprio a caldo (l'attentato si era consumato meno un paio d'ore prima). L'ex regista, probabilmente, sperava che i terroristi fossero riusciti a dileguarsi o che di lì a poco si sarebbero fatti saltare in aria da qualche parte. In quel caso, sarebbero rimasti "due uomini incappucciati" che gridavano "vendicheremo il Profeta" e avrebbe potuto tranquillamente sostenere che erano stati i famigerati "men in black" della CIA ad aver compiuto l'ennesima messa in scena per incolpare i poveri innocenti e pacifici fondamentalisti islamici.

Purtroppo per Mazzucco, le cose sono andate diversamente, i due attentatori sono stati rintracciati, le loro identità sono state scoperte e non sono più due misteriosi uomini incappucciati e nemmeno agenti della CIA mascherati. Si trattava effettivamente di due fanatici fondamentalisti, due fratelli, con tanto di nome e cognome, amici, famiglie e precedenti. Braccati per due giorni dalle forze di Polizia, la loro fuga si concludeva in un magazzino, dove venivano circondati e uccisi. Con loro aveva agito un terzo individuo, anche questo identificato, che si asserragliava in un supermercato ebraico con numerosi ostaggi e veniva eliminato dalle forze speciali al termine di una sanguinosa sparatoria.
Tutto è avvenuto alla presenza di centinaia di testimoni, ostaggi compresi, con buona pace delle teorie complottiste di Mazzucco che avrebbe fatto meglio ad aspettare un po' prima di scrivere.

Se io fossi un musulmano convinto - e persino un fondamentalista - mi guarderei bene dal mettere in atto un attentato nel quale massacro 11 persone mentre urlo "vendicheremo il Profeta", prima di tutto perché il Profeta non ha nulla di particolare di cui essere vendicato, ed in secondo luogo perché non farei altro che contribuire alla lotta contro l'Islamismo che ormai pervade l'intero mondo occidentale. 

Evidentemente Mazzucco non sapeva più dove appigliarsi. Il motivo per cui gli attentatori parlavano di vendicare il Profeta, infatti, erano le vignette blasfeme che il giornale satirico parigino aveva dedicato a Maometto.
La fretta di scrivere qualcosa che spiegasse in chiave complottista quanto stava accadendo, ha precipitato il povero Mazzucco nell'ennesima infelice considerazione.

Non si capisce, poi, perché i musulmani fanatici "convinti e fondamentalisti" dovrebbero preoccuparsi di scatenare un conflitto di religione, visto che questo risultato rappresenta il loro obiettivo dichiarato!

Ma evidentemente il principio del cui prodest, per i media che stanno trasmettendo le notizie in tutto il mondo, non ha più alcun valore. Contano soltanto i fatti visibili, conta la superficie delle cose, conta il fatto che i due assassini abbiano urlato "vendicheremo il Profeta" per arrivare alla conclusione, certa ed irrevocabile, che siamo di fronte ad un'ennesima minaccia del "terrorismo islamico".
 Massimo Mazzucco

Il principio del "cui prodest" è quello in base al quale se piove, la colpa è di chi vende gli ombrelli.

Curioso poi che Mazzucco, quando gli conviene, neghi il valore dei fatti visibili: non era lui che contestava l'assenza di video per l'impatto del Volo AA77? Non era lui che contestava l'assenza dei rottami del volo American 77 sul prato davanti al Pentagono o intorno all'area dello schianto del volo United 93? Non è lui che ha perso anni a analizzare (a modo suo) le ombre e i riflessi sulle immagini delle missioni lunari Apollo?

Adesso che i video ci sono... e c'è pure l'audio... e tutto è chiaro e incontrovertibile... Mazzucco invoca il "cui prodest"!


Ringraziamo Max. C. per la segnalazione.


Attenzione: se leggi questo post su un sito Web diverso da Perle Complottiste, è possibile che tu stia leggendo una riproduzione non autorizzata e i contenuti potrebbero differire da quelli originali.

giovedì 8 settembre 2011

11 settembre: 2001 - 2011

Ci scusiamo con i nostri lettori se la Perla di oggi non è una vera e propria Perla, ma la pubblicazione coincide con il decimo anniversario della tragedia dell'11 settembre e riteniamo doveroso dedicare la home page, questa settimana, al ricordo di quel devastante evento e delle migliaia di persone che quel giorno non rientrarono alle proprie abitazioni, vittime innocenti della follia sanguinaria di terroristi guidati da un aberrante fanatismo religioso.

Abbiamo dedicato numerosissime Perle alle baggianate dei complottisti che tentano di insinuare dubbi sui fatti e sulle responsabilità di quella tragedia, animati da un fanatismo ideologico del tutto assimilabile.

C'è una differenza, certo.

I terroristi di Al-Qaeda combattono contro una civiltà alla quale non appartengono e che considerano un odiato nemico. Si immolano coscientemente per questo fine.

I complottisti odiano la stessa civiltà di cui fanno parte, la stessa civiltà che gli permette di vivere liberamente e di prosperare, approfittano delle tragedie come avvoltoi e sfruttano i vantaggi della società in cui vivono come sanguisughe.

Accusano il sistema giudiziario di essere complice o acquiescente nei confronti dei fantomatici cospiratori ma non esitano a chiedere protezione a quello stesso sistema quando vengono derisi per le loro corbellerie.

Affermano che i media sono al soldo dei padroni ma non perdono occasione per mettere in mostra se stessi e le proprie teorie su quegli stessi media.

Predicano ribrezzo per il sistema economico e finanziario ma fanno di tutto per mettersi in tasca i quattrini gabbati rifilando film, libri e spazi pubblicitari.

Ci sono siti in cui si sparla delle logiche del denaro mentre a margine appaiono i banner che pubblicizzano ogni sorta di prodotto commerciale e finanziario.

Nei forum dei complottisti, decine di esaltati esultano quando un programma televisivo o una testata giornalistica concede un pochino di spazio alle loro teorie.

Dopo dieci anni, sono ancora a questi livelli, con i cervelli bloccati su ipotesi di complotto definitivamente cestinate dalla storia, com'è dimostrato dai circa novanta principali eventi commemorativi che si terranno in USA nella sola giornata dell'11 settembre (copia di backup).

Nel nostro piccolo, dedichiamo questa home page alle vittime dell'11 settembre e un pensiero speciale alle centinaia di vigili del fuoco e poliziotti che diedero la vita per salvare la gente intrappolata nelle Twin Tower.

Il loro sacrificio segna l'incolmabile divario tra la nostra civiltà e i nostri nemici: i terroristi immolarono le loro vite per ucciderne altre; i nostri eroi sacrificarono le proprie per salvarne altre.


Attenzione: se leggi questo post su un sito Web diverso da Perle Complottiste, è possibile che tu stia leggendo una riproduzione non autorizzata e i contenuti potrebbero differire da quelli originali.

giovedì 10 marzo 2011

Il Tempo e Franco Cardini su Al-Qaeda

Di Franco Cardini abbiamo parlato raramente nelle nostre Perle, tuttavia già l'anno scorso è stato candidato al Premio Perlone, segno che l'attenzione dei nostri lettori sulle sue esternazioni sta aumentando.

Franco Cardini non è uno dei tanti complottisti che affollano il Web: è uno di quelli che ha un pedigree di tutto rispetto.

Basta dare un'occhiata al suo curriculum per conoscere meglio il soggetto e la sua "caratura": professore di storia medioevale, nel 1970 fu borsista all'Università di Mosca, è stato consigliere di amministrazione della RAI e ricopre ruoli e incarichi in numerosi enti prestigiosi di cultura e informazione.

Potremmo definirlo uno storico (Wikipedia parla di storico "saggista"), ma noi lo consideriamo un personaggio estremamente pericoloso, perché se è vero che le sue idee sono le stesse di tanti altri complottisti è anche vero che i ruoli che ricopre gli consentono di collocarle con straordinaria efficacia.

Ne è prova l'articolo pubblicato su Il Tempo, edizione dell'8 marzo 2011, nel quale Cardini sostiene che Al-Qaeda non sia mai esistita.

Cardini non sfugge alla logica utilizzata da tanti altri complottisti: in qualche posto, in qualche momento, appare qualche imbecille che tira fuori una grandissima baggianata. Quella baggianata inizia a circolare e a diffondersi fino a diventare un'informazione abbastanza nota (ancorché falsa) ed ecco che spunta il Cardini di turno che utilizza quella baggianata allo scopo di dimostrare la fondatezza di un'altra baggianata.

Insomma, il solito giro in cui un sito complottista (sito A) cita come fonte il lavoro di un altro sito complottista (sito B) che a sua volta cita come fonte il sito A.
Certo un simile metodo di lavoro non fa onore a uno storico, specialmente se docente universitario...

Nell'articolo oggetto di questa Perla, Cardini risponde ad alcune critiche e afferma:

"Il termine al-Qaeda, «la base», cominciò a venir usato negli Anni Novanta per indicare alcuni gruppi terroristi. Sulla scorta poi di alcuni equivoci e di una buona dose di manipolazioni - delle quali sono responsabili anzitutto i «servizi» statunitensi - si andò creando l’immagine di una sorta di organizzazione centralizzata, piramidale, gerarchica".

Equivoci? Manipolazioni?
La storia di Al-Qaeda è stata descritta dai suoi stessi fondatori. E' storia, appunto.
Su Undicisettembre è stato pubblicato un articolo ben referenziato che spiega, con dovizia di fonti, com'è nata la teoria complottista per cui Al-Qaeda è un'invenzione della CIA.
A monte di tale teoria ci sono le affermazioni di un certo Pierre-Henri Bunel, collaboratore del super complottista Thierry Meyssan con il quale ha messo a punto le teorie secondo cui il Pentagono, nel 2001, non fu colpito dal volo American 77.

Thierry Meyssan e Franco Cardini, a loro volta, vanno a braccetto. Una delle tante dimostrazioni è il film/libro Zero nel quale si sostengono le più scalcagnate teorie complottiste sull'11 settembre 2001:


"[...] interventi di Giulietto Chiesa, Gore Vidal, Franco Cardini e Marina Montesano, Lidia Ravera, Gianni Vattimo, Claudio Fracassi, Jurgen Helsasser, Michel Chossudovsky, David Ray Griffin, Thierry Meyssan, Andreas von Bulow, Steven E. Jones, Enzo Modugno, Webster Griffin Tarpley, Barry Zwicker".

Del tutto superfluo continuare la lettura del lungo articolo di Cardini, infarcito di paroloni spesi per difendere le proprie affermazioni.

La negazione dell'esistenza di Al-Qaeda va di pari passo con le teorie che negano la responsabilità di Bin Laden negli attacchi dell'11 settembre.
Abbiamo più volte detto che questa impostazione ha preoccupanti somiglianze con le teorie antisemite secondo cui l'Olocausto è un'invenzione ebraica.

E' quindi piuttosto "curioso" che su Wikipedia leggiamo questa citazione da uno scritto di Franco Cardini:

"La nuova primavera coranica, alla quale stiamo assistendo in questi anni, è una benedizione per il mondo: anche, e soprattutto, per le altre due fedi abramiche."

"Nuova primavera coranica"? "Benedizione per il mondo?".
Questa citazione è tratta da una pubblicazione del 2003, quindi quelle parole sono state scritte poco dopo i drammatici attentati terroristici dell'11 settembre 2001.

A buon intenditore non serviranno altre parole, in questa Perla.

La cosa anomala, però, non è tanto che Cardini dica certe cose. E' perfettamente normale che le dica, sappiamo bene come la pensa.

E' anomalo piuttosto che un quotidiano come Il Tempo dia spazio a un articolo in cui si sostiene che Al-Qaeda non esiste, scritto da un personaggio come Cardini: ossia un complottista.

Pertanto, questa Perla va dedicata anche a Mario Sechi, direttore di quel quotidiano, perché non ci stancheremo mai di sottolineare che chi fa informazione si assume una grossa responsabilità.
E troppo spesso l'informazione è fatta con i piedi e si pubblicano vere e proprie fandonie, per giunta talvolta anche ignobili.

giovedì 7 ottobre 2010

La lunga scia di Cardini

Nove anni dopo la tragedia i conti sono ancora lontani dal tornare è il sottotitolo con il quale lo storico Franco Cardini ha presentato, su Europaquotidiano, l'ennesimo scritto in cui dimostra che dopo nove anni dalla tragedia dell'11 settembre LUI non ha capito ancora un emerito fico secco.

Sia chiaro: Cardini non ci piace, né come storico né tantomeno come persona. Abbiamo già avuto modo di verificare certe sue connivenze e simpatie per ideologie che disapproviamo e critichiamo con forza.

Lo abbiamo già visto più volte tra le fila dei complottisti, per cui da lui non possiamo certo aspettarci obiettività e correttezza, né etica né storica.

Ma dopo nove anni, ci aspettavamo quanto meno un pizzico di maggiore serietà.

Leggiamo invece cosa scrive.

"[...] nove anni dopo la tragedia di New York e di Washington i conti sono ancora lontani dal tornare, i nodi non sono venuti al pettine e si naviga nell’oceano delle incertezze.
L’inchiesta ufficiale del governo Bush si chiuse quasi subito, con una serie di risultati che sembravano perentori ed erano inconsistenti. Mezz’ora prima dell’attentato, i servizi statunitensi non sapevano nulla e si lasciarono sorprendere; mezz’ora dopo, avevano già capito tutto e identificato mandanti ed esecutori."

Ecco, da una simile affermazione si capisce bene che Cardini non potrebbe mai fare il detective, nemmeno per scoprire chi abbia rubato la marmellata dalla sua dispensa.
L'11 settembre non hanno certo messo una bomba sugli aerei: sono saliti a bordo 19 terroristi kamikaze, con tanto di nome e cognome reali, tutti islamici. Non ci voleva poi una gran scienza a scorrere le liste di imbarco e a scoprirli, e di lì a capire che c'era lo zampino di Al-Qaeda e di Bin Laden il passo è più che breve: è scontato.
Per Cardini, però, la cosa è sospetta...

"Da allora, per mesi e mesi, mentre le tv di tutto il mondo ci bombardavano con l’incessante e reiterata proiezione di pochi metri di pellicola, i mass media ufficiali americani e occidentali hanno ripetuto la stessa inane storia, a dispetto delle prove contrarie che si accumulavano e delle proteste delle stesse famiglie delle vittime, stufe di venir prese in giro con ricostruzioni falsate e di venir fatte oggetto di pressioni affinché rinunziassero a proseguire la ricerca della verità."

Queste cose il buon Cardini deve averle sognate dopo una cena troppo pesante.
La quasi totalità dei veri familiari delle vittime dell'11 settembre non ha alcun dubbio sulle responsabilità di Al-Qaeda negli attentati, e semmai contesta ai servizi americani di aver sottovalutato quei segnali che avrebbero potuto impedire gli attacchi terroristici, ma non si sogna nemmeno di dare credito alle panzane dei complottisti.

E Cardini continua, preoccupandosi di condannare gli attacchi all'Afghanistan e all'Iraq e il carcere di Guantanamo: forse ci sbagliamo, ma i toni di Cardini (che già conosciamo) sono quelli di chi si preoccupa più della salute dei terroristi integralisti islamici (e sospetti tali) piuttosto che della vita degli occidentali fatti bersaglio di attentati devastanti.

E non manca di proporre domande trite e ritrite tratte dall'ormai ammuffito bagaglio dei complottisti:

"1. come e perché è crollato il grattacielo denominato Building Seven, adiacente alle Twin Towers, nonostante non fosse stato toccato dai due aerei degli “attentatori” e in esso si fosse sviluppato solo un incendio di modesta entità? L’agenzia governativa Nist (National Institute of Standards and Technology), incaricata dall’amministrazione Bush di far luce sul crollo, non ha presentato la sua relazione sino all’agosto 2008, più di sette anni dopo i fatti, e il suo contenuto è stato giudicato dagli esperti inconcludente..."

A dire il vero il NIST si è prima preoccupato di analizzare i crolli del WTC 1 e 2, considerato che sono quelli che hanno provocato il tragico bilancio di vittime, e poi ha analizzato quello del WTC 7.
Che non è stato colpito dagli aerei, ma in compenso è stato investito dalle macerie dei collassi delle Twin Tower ed ha bruciato per ore e ore senza controllo. Basta accedere al sito del NIST per scaricare decine di migliaia di analisi tecniche che spiegano nei minimi dettagli il lavoro dei massimi esperti mondiali sull'argomento e le loro conclusioni. Capiamo che per gente come Cardini i veri esperti sono filosofi, santoni e artisti teatrali, ma nel mondo scientifico le cose funzionano diversamente. Meglio che se ne faccia una ragione.

"2. mancano riscontri oggettivi alle presunte affermazioni autoaccusanti di Khalid Shaikh Mohammed, personaggio a lungo legato ai servizi segreti di Islamabad, arrestato in Pakistan – almeno così dicono – e portato a Guantanamo dove avrebbe parlato sotto tortura: più volte perduto, catturato di nuovo, segnalato contemporaneamente in più luoghi, dato per morto e quindi risorto, egli è oggi indicato come mente dell’11/9, nonché di un’infinità di altre azioni terroristiche, ma non ce ne sono le prove..."

A Cardini non basta nemmeno una confessione. Ci vogliono riscontri oggettivi e prove.
E purtroppo per lui, ci sono: una valanga. Il problema è che Cardini e i suoi amici complottisti preferiscono non vederle...

"3. non sono “leggende metropolitane” le notizie relative alle indagini sui movimenti azionari speculativi nei giorni appena precedenti."

Infatti. Non sono leggende ma fatti accertati dall'FBI che ha fatto un'inchiesta approfondita e ha individuato gli autori di quelle speculazioni escludendo connessioni con i fatti dell'11 settembre.
Basta leggersi la monografia Terrfin sul sito della commissione d'inchiesta.

Ma a Cardini preme di più lanciare i suoi strali contro Bush:

"Chi pensava che quanto a imbecillità Bush fosse imbattibile, adesso è servito."

Povero Cardini.
Nonostante gli attentati dell'11 settembre siano stati progettati e organizzati in piena era Clinton (Bush aveva assunto la presidenza solo da pochi mesi) e nonostante il suo successore Obama non abbia mai messo in dubbio la responsabilità degli attacchi e abbia di fatto proseguito l'azione strategica antiterrorismo intrapresa da Bush, il Cardini continua a prendersela solo con quest'ultimo.

Di fronte a tanta ottusità, ne vien fuori sì un'imbattibile imbecillità... ma non è certo quella di Bush...

Ringraziamo Alfredo per la segnalazione.


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venerdì 11 settembre 2009

11 settembre e complottisti

Oggi non si ride. Non qui, almeno. Non nella home di Perle Complottiste, che dedichiamo alla memoria delle vittime dell'11 settembre 2001.

Oggi lasciamo che ridano i complottisti, è il loro giorno di festa. Quanto meno per gran parte di loro.

Vedete, loro lo negheranno, lo smentiranno, si mostreranno indignati per questa nostra affermazione.
Mentono. Come sempre.
In cuor loro si rallegrano, alla stessa maniera in cui gioirono osservando le Torri Gemelle bruciare, colpite a morte dai loro paladini.

Già, perché per un complottista (poco importa che sia un neonazista o un anarchico o uno stalinista, che porti il pizzetto o i baffoni o la riga a lato) quelle Torri erano il simbolo di un mondo che odiano.
E i terroristi, che quel mondo vogliono sovvertire e distruggere, sono i loro paladini.
Da sostenere, da proteggere, da difendere.

Negheranno... ma ciò che dicono e ciò che scrivono non possono cancellarlo.
Ne abbiamo esempi qui, nei nostri post.

Abbiamo visto Massimo Mazzucco chiedere la liberazione degli esponenti delle Nuove Brigate Rosse.
Abbiamo visto Piero Montesacro su Wikipedia, impegnato a sostenere le teorie complottiste sulle voci dell'11 settembre e a difendere i terroristi corsi sulle voci della Corsica.

Ne abbiamo visti tanti altri attaccare e insultare le istituzioni, le forze dell'ordine, i servizi anti-terrorismo.
Li abbiamo visti acclamare come patrioti e combattenti per la libertà, i balordi che si fanno saltare in aria in mezzo a donne e bambini.
Li abbiamo persino visti gioire quando un nostro soldato viene ucciso.

Sadicamente godono nel negare alle vittime persino la loro dignità di vittime.
Su Wikipedia le classificano come "non enciclopediche".
Su altri siti le accusano di mentire, insinuano che siano al soldo del Nuovo Ordine Mondiale, talvolta negano perfino che esistano.

Così hanno avuto il coraggio di dire che il sangue di Neda, la ragazza uccisa a Teheran, è salsa di pomodoro.

Stiamo esagerando?
No, no, cercate pure tra i nostri post: nel nostro museo virtuale ci sono tutti i link e gli shot che lo dimostrano.
E del resto: li avete mai visti esprimere condanna e riprovazione per un atto terroristico?
Li avete mai visti compiacersi dell'arresto di un terrorista?

Certo che no.

Ma son pronti a dolersi delle violazioni di diritti umani subite da macellai come Khalid Sheikh Mohammed.
Son pronti a invalidare le loro confessioni.
Son pronti a dire che Bin Laden è innocente, che non ci sono prove contro di lui.

E quale soddisfazione maggiore, per loro, di quella di uccidere due volte le vittime affermando che sono vittime di un autoattentato?

Per loro è il massimo del dispregio, il massimo del divertimento.

Per questo sono contenti, oggi.
E se la ridono pensando a tutti quei morti, alla gente che saltava giù dalle finestre cercando una morte meno atroce, alle centinaia di odiati poliziotti e vigili del fuoco che andavano incontro alla morte, alla soddisfazione di sostenere che sono stati uccisi dai loro stessi concittadini.

Ma in fondo sono pur sempre dei vigliacchi.
Non hanno il coraggio di andare a combattere a fianco dei Talebani.
Non hanno il coraggio di ammettere che questa per loro è una bella ricorrenza.

Negheranno sdegnati.

Ma noi non gli crederemo.

Per leggere il post di questa settimana, Mazzucco e Simoncini: per un pugno di dollari, seguite questo link.


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giovedì 11 settembre 2008

11 settembre 2001 - 2008


Si ringrazia l'artista Zeus Blue per aver concesso l'utilizzo dell'immagine.


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martedì 14 agosto 2007

Il ponte e le galline zoppe

Lo sappiamo: direte che ce la prendiamo sempre con Mazzucco.

Vorremmo evitarlo, davvero, ma come si fa a resistere?

Leggiamo questo articolo, pubblicato sul suo sito Luogocomune il 3 luglio del 2007.

L'articolo prende a spunto delle immagini di guerriglieri di Al-Qaeda in addestramento, diffuse dalla CNN addirittura nel lontano 2002 (evidentemente Mazzucco non sa più dove andare a pescare).

Vediamo cosa dice, il Mazzucco, nel commentare questa immagine:

"Didascalia: La cassetta mostra dei membri di Al-Queda che si esercitano in varie tecniche di cattura ostaggi.
... Notiamo fra l’altro che in tutti questi anni Al-Queda non ha mai rapito nemmeno una gallina zoppa..."

A parte la maccheronica traduzione dell'inglese (la didascalia dice: "I video mostrano appartenenti ad Al-Qaeda che si addestrano nelle tecniche di cattura di ostaggi in esercitazioni come questa") come sarebbe a dire che Al-Qaeda non ha mai rapito nemmeno una gallina zoppa?
Forse che Daniel Pearl e le altre persone rapite e uccise da Al-Qaeda erano galline zoppe? Più che una perla, questa è una vera e propria offesa ai familiari delle vittime, che non merita altri commenti.

Poco più sotto, altra foto, altro commento.

"Didascalia: Combattenti di Al-Queda accorrono ad una casupola in fiamme, in un esercizio inteso a prepararli per il combattimento urbano.

Perchè nei combattimenti urbani c'è l'obbligo di fermarsi a spegnere gli incendi altrui? Non erano loro i terroristi, scusate? (Compassionate terrorists?) O forse bisogna riuscire a trasportare sei quintali di acqua versandone il meno possibile, come a "Giochi Senza Frontiere”? (Per ogni litro di acqua consegnata all’arrivo vinci una mitragliatrice russa con l’adesivo di bin Laden.)"

Non è mica normale quest'uomo. Traduce "rush" con "accorrere" , quando "rush" significa anche assaltare, che è termine molto più idoneo a descrivere il contesto.
E si inventa di sana piana il concetto di "spegnere gli incendi" che non sta scritto da nessuna parte! Come si può pensare di accostare terroristi che assaltano baracche in fiamme per addestrarsi al combattimento urbano, con terroristi che si precipitano a spegnere gli incendi?

E non finisce mica qui.
Altra immagine, altro commento.

"Didascalia: Le esercitazioni mostrate dalla cassetta includono l'uso di potenti esplosivi, usati contro bersagli come questo ponte.

Potenti esplosivi? Ponte? A me sinceramente sembra un modellino di latta, e l’esplosione sembra la fiamma di quattro accendini messi in croce. Ma poi, scusate, dove porta quel ponte secondo voi? Dritto nella radura? Che cosa dovrebbe “scavalcare”, un ponte messo in quel posto? La siepe che c'è nel mezzo? (Dopo vent’anni che saltano inutilmente le siepi, nei campi di addestramento, forse si sono stufati e adesso usano i ponti. Invece di saltarle, le “scivolano” sopra)."

Ma di cosa sta parlando? Possibile che non abbia capito che il ponte è solo un simulacro messo lì apposta per l'esercitazione? Davvero pensa che quello sia un vero ponte che scavalca un cespuglio? Oddio...

E dulcis in fundo...

"Didascalia: Gli esperti dicono che il sofisticato livello di conoscenza sulla manifattura di esplosivi evita ai terroristi di dover portare gli esplosivi attraverso i confini internazionali, rendendoli più difficili da individuare.

Sarà per quello che all’aeroporto ti svuotano persino il biberon (ah ah ah, cuccati a raccontare fregnacce!!!)"

Ma ci fa o ci è? Certo che ti svuotano per quello il biberon! Logica vuole che se gli esperti hanno avvertito che Al-Qaeda utilizza esplosivi miscelati in forma di sostanze liquide per sviare i controlli, gli addetti ai controlli devono controllare le sostanze liquide che stanno per essere imbarcate sugli aerei! Dov'è la fregnaccia, scusate?

Conclude Mazzucco:

Una domanda sola, prima di chiudere: ma i nostri giornalisti, quando leggono le news, dove guardano esattamente, con gli occhi?

La domanda da fare è un'altra, signor Mazzucco: quando pubblichi questi commenti, cosa sta facendo, esattamente, il tuo cervello?

mercoledì 25 luglio 2007

Ancora Mazzucco sui terroristi

C'è poco da fare.

Per Mazzucco, il terrorismo di Al Qaeda non esiste.

E quando in Italia arrestano alcuni marocchini in possesso di un bel po' di sostanze chimiche che di certo non servono per cure estetiche, ne approfitta per ribadirlo:

"Questa breve notizia (ANSA) fa da ottima introduzione all’articolo che segue: ieri i soliti terroristi marocchini (questi senza le virgolette, in quanto realmente di quella nazionalità), sono stati pizzicati a giocare al Piccolo Chimico nel retrobottega della solita moschea, dove ormai si arruolano regolarmente le truppe di una Al-Queda che esiste soltanto – per chi ha ancora la forza di informarsi personalmente - sulle copertine dell’Espresso e di Panorama. Siamo alla banalità più nauseante, nel tentativo ormai fin troppo palese di celare in qualche modo quella che è chiaramente una guerra di religione – più ideologica che spirituale - sponsorizzata volentieri da istituzioni che non vedevano l’ora di trovare scuse supplementari per abusare di un potere del quale già dispongono in grande abbondanza. (M.M.)"

Il commento accompagna un articolo a firma di Giorgio Codazzi, secondo cui la notizia di cronaca mette in luce l'astio verso gli immigrati e conclude:

"Non facciamoci distrarre come al solito dai falsi problemi: non è dagli immigrati che dobbiamo liberarci, in Italia, ma dalla mafia."

venerdì 22 giugno 2007

Lo dico o non lo dico... lo dico... anzi no...

Ancora una volta Massimo Mazzucco (sito Luogocomune) ci regala una serie di perle da collezione, tutte in un colpo solo.

L'occasione la fornisce una sua replica a un convegno organizzato da appartenenti alle forze dell'ordine, in cui sono state proiettate delle diapositive contenenti citazioni tratte dal sito Luogocomune.

Tra queste citazioni, ce n'è una che riguarda una teoria molto cara a Mazzucco: l'uragano Katrina è stato provocato dagli americani per speculare sulla vendita di legname per la ricostruzione.

Vi ricordate? Ne abbiamo parlato anche noi, qui.

Messo di fronte all'evidente assurdità e ridicolaggine di tale teoria, Mazzucco (e non è prima la volta) fa dietro-front e scrive:

"Questa è una stupidaggine colossale, scritta approfittandosi di quello che era chiaramente un esempio "da favoletta", e citandolo fuori contesto. Nella favoletta si sosteneva che fosse addirittura li battito di ali di una farfalla a provocare l'uragano. Qualcuno è disposto a crederci seriamente?"

Noi no, che non ci crediamo.

Ma Mazzucco... ahi ahi ahi... ne è così convinto che perfino nello smentire se stesso... finisce per smentire la sua stessa smentita!

Ecco infatti cosa scrive subito dopo:

"Nessuno in realtà ha mai sostenuto che si possa “provocare” un uragano, mentre esistono numerosi indizi - non certo creati da noi - che certe tecnologie siano in grado di deviarne in una certa misura il percorso...
... E siccome i maggiori beneficiari del disastro sono stati, nuovamente, gli stessi personaggi legati al Presidente Bush, ci permettiamo di sospettare un “intervento tecnologico” che abbia contribuito a mandare in porto - anche letteralmente, in questo caso - uno dei più mastodontici e lucrativi progetti di ricostruzione civile da molti anni a questa parte.

A questo punto siamo noi ad essere “malati”, o sono gli altri che sono un pò ingenui?"

Noi la risposta all'ultima domanda l'avevamo già data, adesso l'ha confermata lo stesso Mazzucco.

Questo lo shot della "smentita":


L'articolo completo è visionabile a questo link.

Nello stesso articolo, Mazzucco smentisce di essere contro le istituzioni e contro le forze di polizia:

"Nessuno dice che “le istituzioni siano contro la gente”, nè soprattutto che "chi le combatte è nel giusto". Questa è una accusa di sovversione bella e buona, che meriterebbe da sola la considerazione di una querela per diffamazione. Le istituzioni sono nate per la gente, come dice la stessa Costituzione americana" (che c'entra poi la Costituzione americana? Boh...)

..."lo facciamo, guarda caso, proprio in difesa di quei poliziotti e pompieri morti inutilmente, e non certo contro di loro, nè “contro le istituzioni” in genere"...

Eppure nello stesso articolo Mazzucco si propone di

"stimolare le reazioni da parte dei media ufficiali e degli organi competenti perchè facciano pulizia all’interno delle istituzioni, laddove necessario" ...

Laddove necessario? Necessario per chi? Chi lo decide dove è necessario? Sulla base di quale criterio? Abbiamo il Giustiziere della Notte qui.

Ma vediamo cos'altro scrive:

"...sul sito non esiste un solo articolo nel quale si offra “sostegno” alle Brigate Rosse, nè si tenti una riqualificazione di chiunque, se non a favore - appunto - di un diverso colpevole.

Che cosa significa "un diverso colpevole"? Significa forse che le BR non sono colpevoli?

Con la storia della farfalla Mazzucco ha cercato (smentendosi egli stesso) di sminuire la sua affermazione in ordine all'uragano Katrina, ma in quest'altro articolo farfalle non ce ne sono. Qui Mazzucco dice chiaro e tondo che i brigatisti arrestati nei primi mesi del 2007 sono

"cittadini innocenti che vengono tenuti in carcere senza essere stati riconosciuti colpevoli da alcun Tribunale".


"Cittadini innocenti"... individui che si sono proclamati terroristi e che sono stati arrestati con un arsenale di armi da guerra... altro che sostegno...

E chissà come mai Mazzucco posta, sotto un altro articolo, una serie di distintivi delle forze di polizia americane, tutti manipolati con l'inserimento di un simbolo massonico, e senza altro commento se non un laconico: "Curioso davvero"?


Ingrandiamone uno...

Sopra il distintivo della Polizia di New York, come presentato nella raccolta postata da Mazzucco, con un bel simbolo massonico al centro, qui sotto invece il vero distintivo:


Quindi Mazzucco, che dice di avere a cuore i poliziotti di New York, poi posta il loro distintivo contraffatto con un simbolo massonico, insieme a quelli, pure contraffatti, di altri corpi di polizia e persino dei pompieri di New York (il secondo nella seconda fila).

"Curioso davvero", dice Mazzucco.
E sì, davvero curioso questo dire e non dire, questo alludere e negare e ribadire...


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