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martedì 18 settembre 2012

Giulietto Chiesa insiste... e lo spread sale...

Giuliettooooo!!!!!
Maremma maiala... ma perché insisti?

E' arrivato un altro appuntamento con la ricorrenza dell'11 settembre, un'occasione d'oro per tacere e fare felici milioni di persone che hanno le scatole piene delle corbellerie che hai dispensato anno dopo anno su questo ineffabile complotto mega galattico... e invece eccoti qua, a ripetere la stessa cantilena: "l'11 settembre è un complotto, sono stati gli americani, abbiamo le prove, non ci sono più le mezze stagioni...".
Non se ne può più, lo capisci o no che non ti crede più nessuno?

Il primo anno uno è curioso, il secondo è interessato, il terzo è dubbioso, il quarto inizia a sbuffare... ma dopo 11 anni appena ti si vede in televisione o sul Web, viene la voglia di spararsi una flebo di acquaragia pur di non sentirti più!

Poi, davvero, siete diventate anche un po' comici, tu e gli altri complottisti.

Immaginiamo la scena: vi incontrate, tu e quell'altro campione di Mazzucco.

Tu dici: "E' stato un complotto, è certo."
E Mazzucco: "Sicuro, è stato un complotto."
Tu: "Abbiamo le prove."
Mazzucco: "Caz... Davvero? E io che pensavo che dicessimo solo cazzate."
Tu: "No, no, tranquillo, abbiamo le prove".
Mazzucco: "E dove sono?"
Tu: "Compra il mio film Zero, sono lì."
Mazzucco: "Non posso, non ho più un dollaro. Ho finito pure le cicorie che avevo comprato con l'ultima raccolta di fondi versati da quei beoti di Luogocomune, e sto mangiando i DVD di Inganno Globale con un po' di salsa di pomodoro..."
Tu: "Il solito sfigato. Tieni, ti regalo io una copia."
Mazzucco: "Grazie! (non è che mi regali anche un tramezzino?). Adesso lo guardo... Ma qui prove non ne vedo, sono le stesse cazzate che ho messo nel mio film..."
Tu: "Ma che dici? Guarda bene, vedi Dario Fo che fa il Boeing? Vedi il cartone animato che abbiamo fatto?"
Mazzucco: "Ma quelle non sono prove! Quelle vanno bene per i beoti di Luogocomune, ma per convincere il mondo non bastano!"
Tu: "Ah no?"
Mazzucco: "Eh no".
Tu: "Allora, aspetta, ho un'altra idea!"
Mazzucco: "Quale?"
Tu: "Facciamo un panel."
Mazzucco: "Sì, ho proprio fame, facciamo il pane."
Tu: "Il panel, non il pane!"
Mazzucco: "E che è?"
Tu: "E' un tavolo di esperti, cioè io e te. E qualche altro sfigato lo troviamo sicuro."
Mazzucco: "E poi?"
Tu: "E poi noi certifichiamo che ci sono le prove che la verità ufficiale è falsa!"
Mazzucco: "Non lo so... c'è qualcosa che non mi convince nel meccanismo..."
Tu: "Tranquillo, tranquillo, funzionerà."

O qualcosa del genere.
Infatti, vediamo cosa hai scritto nel post che hai pubblicato sul blog che gestisci su Il Fatto Quotidiano (lo shot è in apertura):

Continua il lavoro di ricerca della verità sull’11 settembre 2001.

Capirai, sono 11 anni che fate questo "lavoro di ricerca". L'unica scoperta che avete regalato al mondo, è quella dell'infinito grado di idiozia delle teorie complottiste...

Il panel di Consensus 911 (consensus911.org) ha individuato, con grande precisione e importanti dettagli, che tutte le (pochissime) immagini dei presunti 19 dirottatori dei quattro voli American Airlines e United Airlines sono state manomesse, o falsificate.

Perbacco. E chi sarebbero i super esperti di questo "panel di Consensus 911" (sembra il nome di un profumo...)? Andiamo a vedere... Dunque, nella lista dei membri troviamo una sfilza di complottisti, tra i quali lo stesso Giulietto Chiesa e Massimo Mazzucco, nonché poeti, professori di religione, attori, insegnanti di educazione fisica, assistenti sociali...

(...) Ora il panel internazionale di esperti (del quale mi onoro di fare parte) ha concluso che anche quelle pochissime immagini sono false. Per altro esse risultano manipolate (da chi?) in diversi modi e in diversi punti.

Ma ti rendi conto, Giulietto, di quanto siete ridicoli? Voi, complottisti, costituite un tavolo di esperti (voi stessi) e decidete che le immagini dei dirottatori sono false!

(...) risulta del tutto ridicola la scoperta della confessione di Atta in un bagaglio che avrebbe dovuto essere imbarcato sull’aereo destinato a schiantarsi contro la torre nord del World Trade Center. Mohammed Atta doveva proprio essere ubriaco per scrivere la confessione e poi portarsela con sé nella tomba.

Atta di sicuro non era ubriaco. In compenso voi dovreste sottoporvi a più di qualche test, e non solo sul tasso alcolemico. Infatti Atta non ha lasciato nessuna confessione! Quella ritrovata nel suo bagagliaio è una lista di istruzioni per i dirottatori. Alla faccia degli "esperti" del panel.

Il fatto è che tutta intera la storia del viaggio a Portland di Atta non sta in piedi comunque la si voglia utilizzare. Ve l’immaginate uno che ha organizzato il più grande atto terroristico della storia, che se ne va a Portland, rischiando seriamente di arrivare in ritardo all’appuntamento con il volo fatale in partenza da Boston?

Capirai. Tutto quel che dovevano fare era tornarsene in albergo e prendere un altro volo il giorno dopo.

Sarebbero bastati quindici minuti di ritardo e l’11 settembre non sarebbe proprio esistito.

Ma sarebbe esistito un 12 settembre, o un 13 settembre. Che cambiava?
Purtroppo i complottisti sarebbero esistiti comunque...

Chi ci crede? Gli sceneggiatori dell’11/9 devono avere fatto un pò di confusione. Questo vale, ancora più clamorosamente, per il video dei 5 (cinque) dirottatori del volo AA77 (quello su cui sarebbe stata imbarcata anche la signora Barbara Olson, che, secondo la vulgata ufficiale fece una telefonata al marito in cui gli fece la telecronaca della sua imminente fine in una telefonata che dorò zero secondi).

A noi pare, invece, che la confusione la stia facendo proprio tu assieme ai tuoi amichetti del panel.
Prima parli di "confessione" di Atta (e non è una confessione) adesso dici che Barbara Olson fece una telefonata che durò zero secondi.
Barbara Olson fece varie telefonate, e tutte ebbero una durata registrata con precisione dai computer della società telefonica. Risultano infatti registrate quattro telefonate attribuite a Barbara Olson: alle ore 09:15:34 (durata 1 minuto e 42 secondi), alle ore 09:20:15 (durata 4 minuti e 34 secondi), alle ore 09:25:48 (durata 2 minuti e 34 secondi) e alle ore 09:30:56 (durata 4 minuti e 20 secondi). Poi c'è almeno una quinta telefonata, nella quale la Olson non riuscì a connettersi: quella è l'unica che durò (ovviamente) 0 secondi. E' tutto spiegato sul 9/11 Commission Report, a pag. 9 e a pag. 455.

E' inutile andare avanti nell'esaminare le altri sensazionali "scoperte" del panel di Chiesa. Con queste premesse, possiamo aspettarci soltanto un mare di corbellerie.

Insomma, Giulietto, il tuo spread sta salendo sempre di più: è la differenza tra tutto ciò che farfugli e la verità.
E, detto tra noi, dovresti proprio vergognarti. Con ciò che hai scritto su Barbara Olson, vittima del Volo 77, hai proprio toccato il fondo.
Te lo diciamo noi, visto che Barbara Olson non può risponderti.
E le dedichiamo questa sua foto, con questo sorriso, che è anni luce lontano rispetto alla disgustosa vigliaccheria di voi complottisti:



Attenzione: se leggi questo post su un sito Web diverso da Perle Complottiste, è possibile che tu stia leggendo una riproduzione non autorizzata e i contenuti potrebbero differire da quelli originali.

mercoledì 12 settembre 2012

Ferdinando Imposimato e l'11 settembre

Ferdinando Imposimato è presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione ed ex senatore e deputato. A lungo ha fatto parte della Commissione bicamerale Antimafia. Da magistrato ha istruito alcuni tra i più importanti processi sul terrorismo (il caso Aldo Moro, l'attentato al papa Giovanni Paolo II, il caso Bachelet). Ha scoperto la “pista bulgara” e altre connessioni terroristiche internazionali. Innumerevoli i processi contro mafia e camorra. Tra gli altri, ha istruito il caso Michele Sindona e il processo alla Banda della Magliana. È autore o co-autore di sette libri sul terrorismo internazionale, la corruzione statale, e di questioni connesse, nonché Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Da oggi, è anche candidato al Premio Perlone 2012.

L'ultima frase della sintetica biografia (pubblicata sul sito complottista Megachip) è aggiunta da noi. Da tempo ci era stata segnalata la nuova sparata complottista di Ferdinando Imposimato, che dopo aver immaginato e teorizzato complotti e cospirazioni di vario genere, è approdato anche a quelli sulla tragedia dell'11 settembre 2001.

Cosa spinge persone che hanno maturato esperienze professionali di tutto rispetto, ad abbracciare le più astruse corbellerie?

La risposta sta nelle leggi statistiche.
Nel mondo vivono più di 7 miliardi di persone. Se ipotizzassimo che a un certo punto della propria vita, a una persona su mille capita che le rotelle iniziano a girare in modo strambo, otterremmo un totale di 7 milioni di complottisti, di ogni età, nazionalità, sesso, religione, professione ecc...
Può succedere a un ingegnere o a un pilota, a un professore o a un magistrato.

Imposimato è quindi un normale prodotto statistico, che nel caso di specie si è convinto che l'11 settembre sia opera degli americani (o che comunque gli americani abbiano permesso o favorito gli attacchi), al punto da presentare un ricorso al tribunale internazionale dell'Aja.

Non è chiaro se Imposimato sia riuscito o meno a preparare e consegnare il ricorso (non dovrebbe essere una cosa troppo difficile: a giudicare da ciò che dicono i complottisti, le prove del complotto sono sotto gli occhi di tutti), ma i più maligni sostengono che quando lo farà ce ne accorgeremo subito, perché sentiremo le risate e le sghignazzate dei giudici internazionali.

Del resto, dopo ormai 11 anni che i complottisti ci martellano gli zebedei con teorie, libri e film, era ora che le loro "prove inequivocabili" fossero esibite a un giudice, piuttosto che alla massa di decerebrati che affollano forum e blog "alternativi".

Ma leggiamo cosa ha scritto Imposimato in questo testo pubblicato in questi giorni in cui si celebra l'anniversario della tragedia (una copia di backup dell'articolo su Megachip può essere visionata a questo link):

Gli attentati dell'11/9 sono stati un'operazione globale di terrorismo di Stato consentita dall'amministrazione degli USA, che sapeva già dell’azione ma è rimasta intenzionalmente non reattiva al fine di fare la guerra contro l'Afghanistan e l'Iraq.

Esaggerato (con due g)!!!
Davvero pensi che gli USA non avrebbero trovato un pretesto più semplice di quello di ammazzare tremila concittadini e di distruggere mezza New York?

Questa tesi ricorda un po' quella di Mazzucco, secondo cui gli americani avrebbero fatto tutto il casino per risolvere i problemi di traffico attorno al World Trade Center... (link).

Orsù, non sono proprio i complottisti a sostenere che gli americani giustificarono l'ingresso nella Guerra del Vietnam con qualche cannonata (cosiddetto Incidente del Tonkino) sparata contro bersagli inesistenti?

Per dirla in breve, gli eventi dell'11/9 erano un caso di Strategia della Tensione messa in atto dai poteri politici ed economici negli Stati Uniti per perseguire vantaggi in capo all'industria petrolifera e delle armi. Anche l'Italia è stata una vittima della "Strategia della Tensione" della CIA, attuata in Italia dai tempi della strage di Portella della Ginestra, in Sicilia, nel 1947, fino al 1993.

Come no, è sempre colpa della CIA.
Pensate che quando c'è stata la strage di Portella Della Ginestra, correva il 1° maggio del 1947 e la CIA nemmeno esisteva! Infatti la CIA è stata costituita il 18 settembre del 1947!

Meno male che Imposimato non fa più il magistrato...

Ci sono molte prove di una tale strategia, sia circostanziali che scientifiche.

Se sono come quelle per Portella Della Ginestra, siamo proprio a posto...

Le relazioni del National Institute of Standards and Technology (NIST), del 20 novembre 2005, hanno sancito le conclusioni di seguito esposte. Gli aerei che hanno colpito ciascuna delle torri gemelle hanno causato tanto una breccia quanto un'esplosione evidenziata da una gigantesca palla di fuoco.

Scusa Ferdinando Imposimato (ti spiace se ti chiamiamo Ferdy? a scrivere un nome così lungo ci viene il crampo del dattilografo prima di finire la Perla...), ma non è il NIST a sancire né la breccia, né tantomeno la palla di fuoco: le abbiamo viste tutti.

Il carburante rimanente fluiva verso i piani inferiori, alimentando gli incendi. Il calore degli incendi deformava le strutture degli edifici così che entrambe le torri sono crollate completamente da cima a fondo.

Ferdy, ma sei sicuro di aver letto i rapporti del NIST, e non l'Almanacco di Nonna Papera?
Perché il NIST non ha mai scritto che il calore "deformava le strutture", ma che il calore ha indebolito le travi in acciaio, che a un certo punto hanno ceduto sotto il peso dei piani soprastanti.

Molto poco è rimasto di quanto era di qualsiasi dimensione dopo questi eventi, a parte i frammenti in acciaio e in alluminio e i detriti polverizzati provenienti dai pavimenti in cemento.

Non capiamo il senso di questa tua affermazione, Ferdy.
Stai dicendo che i grattacieli si sono volatilizzati? Lo sai che migliaia di operai ci hanno messo mesi per rimuovere quello che tu definisci "molto poco"?

Anche l’edificio 7 del World Trade Center crollò: lo fece in un modo che risultava in contrasto con l'esperienza comune degli ingegneri.

Mannaggia alla miseria, mannaggia!
L'edificio 7, chiaramente, non era laureato, quello aveva a malapena la licenza elementare, e quindi non sapeva come doveva crollare.
Ferdy, ma che stai dicendo?
"L'esperienza comune degli ingegneri"? Ma quale esperienza comune! Quando mai è successo che due aerei di linea pieni di carburante hanno colpito ad alta velocità due grattacieli vicini alti più di 400 metri, provocandone il collasso e causando danni strutturali e incendi a tutti gli edifici circostanti?

Il rapporto finale del NIST ha affermato che gli attacchi aerei contro le torri gemelle erano la causa dei crolli per tutti e tre gli edifici: WTC1, WTC2 e WTC7.

No no... non ci siamo proprio. Ferdy, butta l'Almanacco di Nonna Papera e vai a prendere i rapporti del NIST. Sono migliaia e migliaia di pagine. E non è un "rapporto finale", ci sono molti rapporti separati. E quello sul WTC7 non afferma da nessuna parte che il crollo fu determinato dagli impatti. C'è pure una ricostruzione strutturale animata della sequenza di collasso.

Tutti e tre gli edifici sono crollati completamente, ma l'edificio 7 non fu colpito da un aereo.

Ferdy, dobbiamo darti una terribile notizia: tutto il World Trade Center è andato distrutto, e anche qualche altro edificio là vicino. Gli aerei hanno colpito i due grattacieli, il carburante si è sparso anche fuori, i due grattacieli sono crollati distruggendo tutto. Qualche edificio è andato distrutto subito, qualcun altro - come il WTC7 - è crollato poco dopo. E' un po' come l' "effetto domino", mai sentito nominare? Con un colpetto fai cadere un mattoncino, e quello ne fa cadere un altro, e poi un altro... alla fine cadono centinaia di mattoncini, eppure il colpetto era uno solo!

Il crollo totale del WTC7 ha violato l'esperienza comune ed era senza precedenti.

Basta che ti decidi, Ferdy. O si tratta di esperienza comune... o si tratta di una cosa senza precedenti.
Ti è chiaro il concetto? Hai compreso la differenza tra "esperienza comune" e fatto "senza precedenti"? Guarda che non sono mica sinonimi, eh?

Il rapporto del NIST non analizza la reale natura dei crolli.

Infatti. Il NIST ha scritto decine di migliaia di pagine per... descrivere il panorama di New York e la ricetta della Cheese Cake... Ma che cavolate dici, Ferdy?

Secondo gli esperti intervenuti nel corso delle Udienze di Toronto (“Toronto Hearings”, 8-11 settembre 2011), i crolli avevano caratteristiche che indicano esplosioni controllate.

Ah, ma noi conosciamo altri esperti che sostengono che i crolli avevano caratteristiche che indicano un attacco con raggi galattici sparati da Goldrake. Sono il salumiere che sta qua all'angolo, il postino e la cassiera del bar di fronte.

Sono esperti con i controfiocchi, almeno quanto quelli di Toronto, che furono:

Lance DeHaven-Smith (professore di scienze politiche)
David Ray Griffin (professore di filosofia della religione e teologia, in pensione)
Kevin Ryan (direttore di laboratorio di chimica)
Jay Kolar (insegnante di cinematografia, specializzato in teoria del film francese)
Paul Zarembka (professore di economia)
Barbara Honegger (analista e assistente speciale dell'assistente del presidente USA per la politica interna)
Richard Gage (membro dell'American Institute of Architects)
Michael Chossudovksy (professore emerito di economia)
Cynthia McKinney (ex membro del Congresso USA)
Graeme MacQueen (dottore in religione comparata, docente di studi religiosi)
David Chandler (insegnante di fisica)
Jonathan Cole (ingegnere)
Niels Harrit (docente di chimica in pensione)
Peter Dale Scott (professore d'inglese, ex diplomatico e poeta)
Laurie Manwell (dottoranda in neuroscienza comportamentale e tossicologia)
Mike Gravel (ex senatore USA)

Non c'è un solo ingegnere strutturista, né un esperto di esplosivi e demolizioni! Invece abbiamo filosofi, poeti, appassionati di film francesi, professori di religione...

Sono d'accordo con l’architetto Richard Gage e l’ingegnere Jon Cole, entrambi professionisti di grande esperienza, che sono arrivati alle loro conclusioni attraverso test affidabili, prove scientifiche, e la testimonianza visiva di persone insospettabili, tra cui i vigili del fuoco e le vittime. L'autorevole teologo David Ray Griffin ha descritto con grande precisione perché l'ipotesi di demolizione controllata dovrebbe essere presa in considerazione.

Come no. In questa foto, infatti, vediamo Richard Gage impegnato in uno dei suoi "test affidabili", con scatole di cartone...:


Che poi un teologo possa spiegare "con grande precisione" la validità della teoria delle demolizioni controllate la dice lunga sulla capacità critica di Imposimato...

Vari testimoni hanno sentito raffiche di esplosioni.

Sta' a vedere che era il 4 luglio, e non l'11 settembre.
Vedi, Ferdy, questa è una vecchia corbelleria dei complottisti, ottenuta giocando sui racconti dei testimoni, che qualche volta hanno usato espressioni colorite.
Il problema grosso di questo tipo di affermazioni, è che c'erano centinaia di telecamere puntate sulle Twin Tower e sul World Trade Center: le "raffiche di esplosioni", semplicemente, non ci sono.
Non si sentono. Non si vedono.

Secondo il NIST il crollo dell'edificio 7 è stato causato da incendi provocati dal crollo delle torri gemelle.

Bravo. Ma allora perché prima hai detto che secondo il NIST il crollo fu determinato dagli impatti?
A dire bugie e inesattezze, si corre il rischio di contraddirsi...

Il chimico e ricercatore indipendente Kevin Ryan, tuttavia, ha dimostrato che il NIST ha dato versioni contraddittorie del crollo dell'edificio 7.

E ci voleva un chimico per "dimostrarlo"? I rapporti del NIST sono stati tutti pubblicati online, ci sono stati vari rapporti preliminari, in cui si dava conto delle indagini e delle ipotesi, e poi c'è stato quello definitivo. Nessuna contraddizione: varie ipotesi, investigazioni, rapporto finale.
Non c'è niente di strano. Quello che è veramente strano è che un magistrato penale dovrebbe sapere bene come funziona un'investigazione!

In un rapporto preliminare del NIST dichiarava che il WTC7 fu distrutto a causa di incendi provocati da gasolio conservato nel palazzo, mentre in una seconda relazione questo combustibile non era più considerato come la causa del crollo dell'edificio.

Succede. Si fanno delle ipotesi (e non dichiarazioni) che poi vengono man mano scartate quando si rendono disponibili ulteriori elementi e scoperte. Si chiama metodo scientifico.
Pensa un po', Ferdy... con tutto quel carburante stipato nel WTC7, se ci fosse stato davvero qualcosa da nascondere, il NIST avrebbe avuto gioco facile nel dare la colpa a quello. E invece no, il NIST ha continuato a indagare, ha approfondito, e ha scoperto la vera causa del collasso.
Così lavorano gli enti scientifici seri, caro Ferdy, non come i complottisti, che prima formulano un'ipotesi ("è stata la CIA") e poi tentano di dimostrarla raccontando un sacco di corbellerie.

Il resto dello scritto di Imposimato continua su questa linea, presentando una serie di fatti e circostanze inventati di sana pianta o frutto di ipotesi giornalistiche poi rivelatesi infondate (come il ricovero di Osama Bin Laden  in un ospedale americano) o pescate fuori dal contesto e riassemblate a proprio piacimento (come le relazioni tra CIA ed FBI).
Un vero minestrone di affermazioni complottiste vecchie e nuove, c'è perfino quella che confondeva Mohamed Atta (capo dei dirottatori) con un omonimo responsabile di attività terroristiche contro Israele.
Roba vecchia di quasi dieci anni e smentita innumerevoli volte.

In conclusione, con le teorie di complotto sull'11 settembre, Imposimato ha toccato il fondo.
Riuscirà a far peggio? Non lo sappiamo, ma è probabile.
In compenso, potrebbe conquistarsi il Perlone del 2012, e sarebbe ampiamente meritato!

Ringraziamo Paolo e altri lettori che nel tempo ci hanno segnalato le Perle di Imposimato.


Attenzione: se leggi questo post su un sito Web diverso da Perle Complottiste, è possibile che tu stia leggendo una riproduzione non autorizzata e i contenuti potrebbero differire da quelli originali.

mercoledì 13 giugno 2012

La mummia

Ormai è rimasto uno dei pochi italiani a sostenere che gli attentati terroristici dell'11 settembre 2001 furono una messinscena del governo americano.

Sono trascorsi 11 anni da quei fatti, Osama Bin Laden - capo dell'organizzazione terroristica Al Qaeda alla quale appartenevano i dirottatori - ha rivendicato gli attentati ed è stato ucciso dalle forze speciali americane.

Khalid Sheikh Mohamed, l'organizzatore del piano kamikaze, ha snocciolato tutti i dettagli della vicenda al giornalista arabo Yosri Fouda, è stato arrestato assieme ad altri complici e ora è nelle mani della giustizia militare americana.

Prima di lui, Zacarias Moussaoui, il cosiddetto ventesimo dirottatore che non era riuscito a partecipare agli attacchi perché era stato arrestato per aver violato le leggi sull'immigrazione, è stato processato e condannato da una corte federale statunitense dopo un regolare processo che ha ricostruito l'intera storia degli attentati e ha confermato la responsabilità di Al Qaeda.

Nel frattempo ci sono state numerose altre inchieste svolte da altri organismi: il Congresso americano, l'FBI, l'ente per i trasporti NTSB e l'ente per l'aviazione FAA, gli enti ingegneristici FEMA, ASCE e NIST, e così via, per non parlare delle inchieste giornalistiche.

Tutti hanno confermato la ricostruzione degli eventi che conosciamo, peraltro fondata su una mole immensa di documenti e materiale tecnico.

Le teorie complottiste sono ormai morte e sepolte ma c'è ancora qualche complottista che è rimasto mummificato con la storiella dell'auto-attentato e di tanto in tanto risorge per raccontare le solite baggianate. Tra le mummie eccellenti c'è l'irriducibile Giulietto Chiesa, attuale detentore del Premio Perlone, che è recentemente ritornato sull'argomento in un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano (backup link).

E vediamo cosa ha scritto questa volta il Giuliettone:

Il panel di esperti internazionali di cui mi onoro di fare parte, ieri ha reso note le sue ultime conclusioni (in ordine di tempo) circa la cruciale questione dei “falsi rendiconti” sulle azioni, e sui luoghi dove si trovavano, i maggiori leader politici e militari americani in quella fatale giornata. 

Quello che Giulietto chiama "panel di esperti internazionali" è la solita squadretta di complottisti sfigati. L'elenco dei membri rivela che gli amministratori/fondatori del panel sono:

- David Ray Griffin, co-fondatore del panel, è un complottista inguaribile, autore di libri particolarmente apprezzati nei bagni delle stazioni di servizio, professore di teologia;
- William Veale, portavoce, è un avvocato;
- Elizabeth Woodworth, co-fondatrice, è una bibliotecaria.

Un avvocato, una bibliotecaria, un professore di teologia... sarebbero questi gli "esperti"?

Tra i membri, oltre a Giulietto Chiesa e a Massimo Mazzucco (la cui presenza già basterebbe a squalificare un torneo di calcetto, figuriamoci un "panel" sull'11 settembre...) troviamo un attore (Daniel Sunjata), una maestra di ginnastica (Lou Stolzenberg), un professore di pubblica amministrazione (Matthew Witt), una psicologa (Frances Shure), un giornalista (Rowland Morgan), un semilaureato (bachelor, ossia una laura breve) in ingegneria elettronica (Aidan Monaghan), un altro avvocato (Dennis P. McMahon), un teologo (Graeme MacQueen), un ex pilota (Ralph Kolstad) che è riuscito a chiedersi (link) come mai il comandante del Volo 77 abbia ceduto i comandi ai dirottatori (tutti i piloti furono uccisi dai dirottatori, altro che cedere i comandi...), un ex professore di fisica (Steven E. Jones, quello convinto di avere le prove che Gesù Cristo è stato in Sud America), un professore associato di chimica (Niels Harrit), un ex pilota militare (David Gapp), un maestro di geografia e scienze ambientali (Tod Fletcher), un ex dirigente della NASA (Dwain Deets), un insegnante di fisica e matematica (David S. Chandler), un ex ufficiale e dirigente dell'USAF (Robert M. Bowman), fondatore della chiesa United Catholic Church che rivendica la discendenza apolostica dalla Chiesa originale.

Non vediamo mica un gran che di esperti in questo minestrone... noi non gli affideremmo nemmeno la cottura di un uovo al tegamino... l'unico che assomigli ad un esperto e che non abbia manifestato qualche evidente stranezza (a parte la sua lunga militanza complottista) è David Gapp. Un po' poco per parlare di "panel di esperti internazionali".

Questo panel, dice Giulietto, si sarebbe preoccupato di verificare dove si trovassero i leader americani mentre accadevano i fatti dell'11 settembre.
Ma questo che c'entra con la teoria dell'autoattentato? Se Bush si trovava in macchina, in bagno o a giocare a golf mentre gli aerei si schiantavano, che differenza fa? Si sono schiantati sì o no gli aerei? Sì, quindi cosa importa dove si trovavano Tizio o Sempronio?
Non si capisce, ed è inutile tentare di capirlo: i complottisti sono maestri nel porsi questioni assolutamente ridicole e inutili. Giulietto Chiesa, poi, in questo campo è imbattibile.

Per lui, infatti, la posizione di Bush e soci è una "cruciale questione".
Eppure Bush, mentre i primi aerei si schiantavano, era in visita a una scuola. Ci sono centinaia di testimoni: bambini, insegnanti, giornalisti.
Per Giulietto fanno tutti parte del complotto...

Sono otto capitoli, i cui dettagli possono essere studiati sul sito http://www.consensus911.org e che gettano una nuova, impressionante luce su ciò di cui, a distanza di ormai undici anni, milioni e milioni di persone, in tutto il mondo (diciamo l’immensa maggioranza), non sa nulla. 

Eh no. Va bene che Giulietto ha seri problemi con i conti (ricordate la storia del prezzo del petrolio?) ma la popolazione mondiale è di circa sette miliardi di individui. Come fanno "milioni e milioni di persone" a essere l'immensa maggioranza di sette miliardi? Boh.

(...) Gli otto nuovi studi sono stati realizzati dai venti membri del 9/11 Consensus Panel usando i risultati del Foia, Freedom of Information Act, in base all’analisi di tutte le fonti giornalistiche disponibili. E in base alle stesse affermazioni della Commissione ufficiale d’inchiesta.

Cioè... Chiesa sta dicendo che per smentire i documenti ufficiali hanno usato... i documenti ufficiali...
Assomiglia alla storiella di quei complottisti imbecilli che affermano che il Volo 77 non si è schiantato contro il Pentagono, e usano come prova i dati della scatola nera del Volo 77 rinvenuta tra le macerie del... Pentagono!

La documentazione è effettivamente impressionante e di menzogne ufficiali ne fuoriescono a torrenti. A cominciare dall’accertamento del fatto, davvero sbalorditivo, che un numero senza precedenti di esercitazioni militari venne concentrato proprio nella giornata dell’11 settembre 2011. Furono ben 7.

Ben sette? Sono pure poche!
Negli Stati Uniti ci sono centinaia e centinaia di basi e reparti militari, le esercitazioni sono all'ordine del giorno!

Ma la Commissione ufficiale d’inchiesta ne ricorda, brevemente, solo una, quella che si chiamò “Vigilant Guardian”. Anche questa, però, veniva fatta a ottobre, tutti gli anni. Solo nel 2001 venne anticipata a settembre. 

Ne ricorda solo una perché quell'esercitazione interessò il comando della difesa aerea dal quale dipendevano gli intercettori. 
Ma che c'entrano le esercitazioni con la posizione di Bush e soci, che a sua volta non c'entra niente con il fatto che l'11 settembre del 2001 quattro voli dirottati si schiantarono a New York, a Washington, a Shanksville?
Boh...
In ogni caso, nessuno degli intercettori assegnati alla difesa aerea fu distolto per partecipare alle esercitazioni. E anzi, le esercitazioni consentirono di avere più velivoli disponibili in breve tempo, con un tempo di risposta definito "fenomenale". E tutto questo è stato scritto e riscritto già da più di dieci anni. Basta leggere questo articolo di Aviation Weeks del 2002!
Tra l'altro, l'intera faccenda delle esercitazioni è priva di qualsiasi senso: da anni sono disponibili perfino le registrazioni telefoniche delle conversazioni che interessarono la difesa aerea e il controllo del traffico aereo (link di backup),  dalle quali emerge in modo chiaro e inequivocabile che le esercitazioni non interferirono minimamente sui tempi di reazione dei caccia intercettori americani.

Tutte le baggianate scritte da Chiesa nel suo articolo (e sono davvero tante, l'articolo è pieno zeppo di fatti inventati di sana pianta) non meritano quindi nemmeno di essere analizzate e smentite: semplicemente sono inutili.

Infine ecco il “National Reconnaissance Office” (NRO) che – ma guarda che straordinaria coincidenza! – aveva programmato per quella mattina, esattamente alle 9:10, l’impatto di un piccolo aereo contro una delle torri dell’Aeroporto Dulles di Washington.

Adesso è chiaro da dove provengono tutte le baggianate.
Questa e le altre affermazioni fatte da Chiesa nell'articolo si trovano pari pari sul sito History Commons (una specie di Wikipedia specializzata su determinati fatti storici) che si limita a citare fonti di ogni tipo, soprattutto giornalistiche, senza verificarne l'attendibilità (è una specie di rassegna di notizie, inserite così come vengono diffuse). Ecco un riquadro della parte da cui è scopiazzata la rivelazione di Chiesa:


Si tratta di notizie vecchie di 10 anni.
Altro che scoop!
A quanto pare, Chiesa, oltre ad avere problemi con la matematica, ne ha anche con la lingua inglese. 
Non è vero che l'esercitazione dell'NRO prevedeva l'impatto di un aereo contro le torri dell'aeroporto Dulles di Washington, bensì prevedeva la caduta di un aereo sulla sede dell'NRO, situata a qualche chilometro dall'aeroporto.
Era un'esercitazione molto comune per tutti gli uffici e gli enti situati attorno all'aeroporto Dulles.
Se il vostro ufficio si trova a fianco di una centrale nucleare, fate esercitazioni sull'eventualità di una fuga radioattiva. Se si trova vicino a un aereoporto, fate esercitazioni sull'eventualità che un aereo vi casa sul tetto. Non c'è niente di strano. E non c'entra nulla con quanto accaduto l'11 settembre.
A Washington ci sono migliaia di enti e uffici (è la capitale, in fin dei conti) e dato che da quelle parti le esercitazioni di protezione civile si fanno sul serio, è facile che in qualsiasi giorno dell'anno ci sia un qualche ufficio che ha programmato un'esercitazione che preveda un incidente aereo.

Insomma, l'articolo di Giulietto Chiesa è tutto una bufala, peraltro riciclata.

Sono un contributo all’indagine che Ferdinando Imposimato sta portando a termine per esporre i capi d’accusa al Tribunale Penale Internazionale dell’Aja perché prenda in esame l’ipotesi di incriminare importanti membri dell’amministrazione americana dell’epoca con l’accusa di “concorso in strage”.

Vivaddio! E quanto gli ci vuole, per consegnare questi capi d'accusa? Sono passati ormai 11 anni dagli attentati, e ancora i complottisti non sono riusciti a trovare uno straccio di prova che possa essere esibita in un Tribunale.
Curiosamente, in USA un processo c'è già stato (e la sentenza smentisce clamorosamente i complottisti) ed è quello Moussaoui. Un altro processo è in corso (contro Khalid Sheikh Mohamed e complici). Se Imposimato avesse prove, dovrebbe portarle a un tribunale americano.
E' anche ben strano che Chiesa e Imposimato ignorino che gli Stati Uniti non hanno aderito alla Corte Penale Internazionale (così come altre nazioni, come Russia e Cina) per cui quello è il posto meno indicato dove presentare i "capi d'accusa" contro il governo americano.

Anche questa iniziativa, quindi, è soltanto una bufala senza senso.

La mummia è tornata, ed è più inutile che mai!


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giovedì 22 settembre 2011

11/9: dopo 10 anni Franco Cardini brancola ancora nel buio

Torniamo a occuparci di Franco Cardini, lo storico medievista balzato agli "onori" della cronaca di quesi ultimi anni per la sua partecipazione al libro complottista Zero e all'omonimo film, di Giulietto Chiesa.

Dopo esserci occupati delle sue esternazioni su Al Qaeda nel marzo di quest'anno, in occasione del decimo anniversario dell'11 settembre Cardini non si trattiene dall'esprimere altre delle sue originali considerazioni su Toscana Oggi (clicca qui per vedere lo screenshot completo dell'articolo), dalle quali si evince che il poveretto continua a brancolare nel buio da ormai ben dieci anni.

L'articolo è intitolato: "11 settembre: dieci anni dopo siamo ancora nella notte" ed evidentemente quel plurale ("siamo") va riferito a lui e a una scarsa manciata di complottisti della sua portata, perché tutto il resto dell'umanità sa perfettamente cosa accadde l'11 settembre 2001 e la cronologia di quei fatti è ormai entrata di diritto a far parte della storia del Ventunesimo secolo.

"Dieci anni non sono che un batter di ciglia dinanzi all’Eternità. Ma sono molti nella vita di una persona e possono significare molto nella storia. Nel 1804 Napoleone veniva incoronato imperatore in Notre Dame – che dieci anni prima, nel 1794, era stata trasformata in tempio della Dea Ragione –, e dieci anni dopo, a Fontainebleau, abdicava per ritirarsi all’isola d’Elba. Nel 1907, gli imperi russo e britannico, con l’assenso del sultano, e dei Kaiser di Austrungheria e di Germania, firmavano un patto per la spartizione del territorio persiano; dieci anni più tardi, nel fatidico e terribile 1917, l’impero czarista veniva cancellato mentre dei suoi quattro colleghi imperatori europei (il sultano compreso) di lì a un anno soltanto Giorgio V d’Inghilterra sarebbe rimasto sul trono."

Zzzzz... scusate, ci stavamo addormentando. Va bene che è uno storico, ma tutta questa prosopopea per dirci che in dieci anni possono cambiare tante cose... E' una banalità che conosciamo tutti. Dieci anni fa il pizzicagnolo sotto casa stentava ad arrivare a fine mese, poi ha vinto il Super Enalotto e ora gira in Ferrari. Non c'è mica bisogno di essere uno storico per sapere come va la vita. Piuttosto Cardini dovrebbe accettare il fatto che dieci anni fa il mondo prendeva atto che Al Qaeda aveva compiuto il più grande attentato terroristico della storia, e oggi non ha mutato opinione. Allo stesso modo, Cardini scriveva corbellerie dieci anni fa e continua a scriverle oggi. Certe cose non cambiano...

"[...] Nine/Eleventh, Ground Zero, War against Terror. Espressioni ormai divenute familiari, che per qualcuno suonano forse a questo punto come slogans pubblicitari o spots televisivi, roba da film di Hollywood e da telegiornale quotidiano."

Per qualcuno, certo: per i complottisti, infatti. Per gli altri sono una realtà di cui tenere conto.

"Un po’ di morti ogni giorno in Iraq, in Israele, nei territori palestinesi, in Afghanistan: come in Africa o in America latina, del resto. Chi ci fa più caso? Ci si abitua a tutto. Anche alle tragedie. Specie quando si ha la sensazione che non ci riguardino, che siano i soliti materiali della solita fiction."

Cardini... Cardini... Non dovremmo essere noi a spiegare certe cose a uno storico. Gli uomini si ammazzano tra loro dai tempi di Caino e Abele, non è mica una novità di questi giorni.
Anzi, proprio grazie alla buona volontà di tanta gente e alle loro iniziative (Nazioni Unite, relazioni diplomatiche, interventi di peace-keeping) oggi si ammazzano molto meno di un tempo.

"Eppure, non è così. Si dice che dall’11 settembre del 2001 sia cominciata una nuova fase storica. Aperta, come sovente accade per le fasi storiche, da una nuova guerra. Quella «contro il Terrore», che riguarda anche noi, e nella quale anche noi siamo stati e restiamo coinvolti."

No no... Cardini vorrebbe invertire i fattori causa ed effetto, ma le cose non funzionano così.
La nuova fase storica è stata determinata dagli attentati terroristici, non dalla reazione a quegli attentati.

"Nel nostro Bel Paese, qui tra noialtri Italiani Brava Gente, ci sono ormai decine di famiglie che piangono il loro ragazzo rimasto là, in Irak o in Afghanistan, tra sabbie e rocce d’un paese lontano o sul cemento ardente e crepato d’una città-fantasma, tra le macerie e i rifiuti."

Certo. E quei ragazzi sarebbero ancora vivi e vegeti, se Atta e i suoi complici se ne fossero stati a casa a osannare Allah e a giocare a tressette, anziché pilotare aerei kamikaze contro New York e Washington.

"«Caduti», si deve dire: non morti che è generico, e nemmeno vittime ch’è parola la quale suggerisce innocenza e passività. No. Erano soldati. I soldati cadono, cioè muoiono perché ciò fa parte del loro dovere: «La morte è un atto di servizio», diceva José Antonio Primo de Rivera, questo meraviglioso guerriero cristiano che ci credeva sul serio, e lo dimostrò appunto cadendo. I soldati muoiono, però, anche per qualcosa. Per che cosa, in questo caso?"

Cardini non ci arriva. Muoiono perché da "quella parte" ci sono fanatici esaltati convinti di finire nel paradiso delle vergini se ammazzano qualche manciata di infedeli, donne e bambini compresi.

"Erano più di sessant’anni che – a parte qualche caso isolato, in Congo o in Somalia – l’esercito italiano non aveva più caduti; che madri, sorelle, fidanzate, mogli non piangevano più un ragazzo in divisa che non sarebbe mai tornato. «Caduti», certo: onore alla loro memoria. Ma caduti perché, per chi, per che cosa? Per la Patria, per la Libertà, per la Civiltà occidentale, per la Pace nel mondo, per gli Interessi nazionali, per gli interessi di qualcun altro, per la nostra sicurezza, per la sicurezza altrui, per le lobbies produttrici di armi (non dimentichiamo che l’Italia è al decimo posto nel mondo tra i paesi esportatori di tali merci), per il petrolio, per che cosa?"

C'era quasi arrivato, poi si è perso per strada. Muoiono anche per consentire a Cardini di scrivere in tutta libertà le sue corbellerie, senza il rischio che gli taglino la gola per aver violato i precetti di Allah.

"Undici settembre. Ormai si dice così, come si dice Venticinque Aprile e Primo Maggio. Una data entrata nella storia. Ma che cos’è davvero successo quel giorno? E che cos’è davvero cambiato, da allora?"

Cos'è successo è scritto nei libri di storia. Almeno quelli, Cardini dovrebbe conoscerli.

"La risposte alla prima domanda non sono così semplici come certi politici e certi giornalisti si ostinano a credere o a volerci far credere."

Invece sono proprio semplici. E non sono i politici o i giornalisti a dirlo, ma le innumerevoli prove e testimonianze. Ossia, i fatti. E' proprio Cardini a voler farci credere altro...

"Quattro anni fa fecero un certo rumore, uscendo in contemporanea nelle sale cinematografiche e nelle librerie, un film coordinato dal gruppo «Progetto Megachip» e un libro edito dall’Editrice Piemme e coordinato da Giulietto Chiesa e da Roberto Vignoli."

Sì, ricordiamo bene. E fecero un gran rumore davvero... come questo: "TONF!!!
Si trattava, e si tratta, di due grossi concentrati di corbellerie che aspiravano a conquistare il circuito delle sale cinematografiche e invadere le librerie. Sono andati così male che i realizzatori non sapevano nemmeno come fare a restituire i 500 euro versati dai soci finanziatori e alla fine sono stati svenduti nelle edicole e su Internet.

"Il titolo del libro e del film era lo stesso, lapidario, inquietante: Zero. Zero come il Ground Zero, la tragica spianata che oggi a Manhattan sta là dove prima sorgevano le due torri del CTO e altri edifici adiacenti."

Zero come il grado di affidabilità dei due titoli. Tra l'altro, Cardini dovrebbe fare un salto a New York, prima di parlare a vanvera. A Ground Zero hanno ricostruito e stanno ricostruendo da un bel po', ci sono nuovi grattacieli e giusto i basamenti delle Twin Towers sono stati preservati in un grande monumento commemorativo:

Veduta aerea del Memoriale del 9/11. Credit: WTC.COM

Museo del Memoriale del 9/11. Credit: WTC.COM

Di spianato c'è ben altro... per esempio il cervello di certi complottisti...

"Zero come le certezze che ancor oggi sappiamo di possedere circa le responsabilità di quel tremendo 11 settembre del 2001, troppo presto proclamate con frettolosa sicumera e quindi oggetto di contestazioni e di polemiche a non finire: e non da parte dei soliti noiosi «negazionisti», ma soprattutto delle famiglie delle vittime..."

Altra idiozia. La quasi unanimità dei familiari delle vittime non ha alcun dubbio sulla responsabilità di Al Qaeda per quegli attentati, al punto che c'è stato un coro di proteste (screenshot) quando il presidente americano Obama aveva dichiarato di voler trasferire i processi militari da Guantanamo.

"... per nulla soddisfatte del trattamento che il governo statunitense ha loro riservato, né convinte dei risultati delle inchieste ufficiali e delle contraddittorie e lacunose versione dei fatti che esse hanno fornito, né rassegnate a chiudere il caso (che, ricordiamolo, ha dato luogo a una sola condanna all’ergastolo di un solo presunto responsabile in seguito a un giudizio a dir poco precipitoso)."

"Presunto responsabile"? Giudizio precipitoso? Ma Cardini ha visto l'elenco delle prove esibite in quel processo?
Lo sa che Moussaoui ha pienamente ammesso le proprie responsabilità di fronte a una giuria federale (di giudici civili)?
Che razza di ciance sono queste, che piegano i fatti a proprio piacimento?

"Non è certo il caso di far del complottismo: Dio ce ne guardi. Semmai, si tratta proprio, al contrario, di smascherare l’ipotesi appunto complottistica travestita da realtà proclamata ai quattro venti mai però comprovata sulla base della quale, nel giro di meno di un mese, il governo Bush dichiarò di aver individuato con certezza responsabili materiali e mandanti".

Molto meno di un mese. Spieghiamo a Cardini come funziona.
Dagli equipaggi degli aerei, togli i piloti e gli assistenti di volo. Poi togli i passeggeri normali: americani che hanno famiglia, che lavorano regolarmente, ecc...
Ti restano 19 nomi, tutti arabi, tutti entrati in USA nello stesso periodo, tutti affiliati ad Al Qaeda, quattro dei quali - uno per ciascun aereo - avevano preso il brevetto di pilota.
Capiamo che Cardini non ci arrivi, ma una persona che sa leggere e scrivere lo capisce chi sono i dirottatori...

"Poiché questo è un paese dalla cortissima memoria, sarà utile forse ricordare che la colpevolezza di Bin Laden – il quale è intanto scomparso in circostanze a dir poco strane e frettolose, ma senza che la sua morte abbia diradato il mistero della sua responsabilità – è fino ad oggi stata provata solo attraverso dichiarazioni da lui stesso fornite, attraverso videocassette di dubbia origine e di ancor più dubbia attendibilità."

Non è per niente così. Cardini dimentica che Khalid Sheikh Mohammed, oggi recluso a Guantanamo, spiegò per filo e per segno (prima di essere arrestato) a un giornalista arabo la responsabilità propria, di Bin Laden e di Al Qaeda.
E dimentica le tonnellate di altre prove esistenti, compresi i filmati dei dirottatori girati nei campi di addestramento in Afghanistan.
E quindi non è il paese ad aver corta memoria... piuttosto è Cardini che avrebbe bisogno di una massiccia dose di fosforo (sempre che funzioni)...

"Una delle quali anzi, ritrovata in Afghanistan nel dicembre del 2001 e ritenuta fondamentale e decisiva, fu poi dimostrata falsa."

Altra cavolata. Persino le testate giornalistiche arabe hanno riconosciuto l'autenticità della videocassetta e le analisi dimostrano che l'uomo ripreso nei filmati (quelli originali, non quelli taroccati dai complottisti) è proprio Bin Laden.

"E Bush, sia pur con reticenza, dovette ammetterne la falsità."

Questo è il colmo. Cardini sta sognando o è sotto effetto di un altro vuoto di memoria.
E' un'affermazione inventata di sana pianta!

[...] "Che cosa pensare, dunque? Forse qualcuno di voi ricorderà un’«esternazione» dell’ex Presidente della repubblica e senatore a vita Francesco Cossiga apparsa fugacemente sul «Corriere della Sera» del 30 novembre 2007 e quindi passata a un «lancio d’agenzia» Ansa prima di venir completamente oscurata. Parlando di audiocassetta attribuita a Usama bin Laden, quella diffusa il 22 ottobre di quell’anno stesso in cui si formulavano minacce anche a Silvio Berlusconi, Cossiga affermava che si sarebbe trattato nientemeno che di «un videomontaggio realizzato negli studi di Mediaset a Milano".

"Completamente oscurata" dice. Eppure l'"esternazione" di Cossiga a cui si riferisce è ancora on-line in bella mostra.
Ma davvero uno storico può arrivare a dire idiozie di questa portata?
Può prendere sul serio le esternazioni di Cossiga che amava burlarsi di mezzo mondo?
Oddio... è anche vero che il film Zero, tanto decantato da Cardini, utilizzava cartoni animati per dimostrare l'esistenza di sistemi missilistici antiaerei nascosti sotto il prato del Pentagono.
Se quello è il livello, non ci meravigliamo che Cardini utilizzi le dichiarazioni del "Picconatore" invece che prove tangibili.

Sta di fatto che quando Paolo Attivissimo ha contestato l'affermazione di Cardini sulla presunta ammissione di Bush, tra i commenti pubblicati sul sito, lo storico ha risposto:

"Naturalmente, la Presidenza statunitense non ammise mai l’errore a proposito del preteso documento ritrovato il 9.11.29001 a Jalalabad in circostanze a dir poco strane e diffuso il 13.12 successivo dal Dipartimento di Stato, dopo essere passato al vaglio del Pentagono; e tantomeno confessò il falso. [...]"

"Naturalmente"?
Cardini ha detto una menzogna bella e buona e secondo lui questo è naturale?
Altro che storico. Da un tipo così non ci faremmo raccontare nemmeno la favola di Cappuccetto Rosso: potrebbe voler farci credere che il lupo era innocente e Cappuccetto Rosso una escort pagata da Bush per incastrarlo...

Ringraziamo Zibbì per la segnalazione.


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giovedì 15 settembre 2011

Wikipedia e 11 settembre: Vituzzu colpisce ancora

Mettetevi comodi...
questa Perla è lunghetta ma vi consigliamo di leggerla fino in fondo.

Avevamo altri argomenti di cui parlare oggi, ma quanto accaduto su Wikipedia in questi giorni ci costringe a cambiare la scaletta, per cui ci scusiamo se qualche interessante segnalazione sarà pubblicata in ritardo.

I fatti che esporremo dimostrano che le considerazioni che avevamo espresso nelle altre Wikiperle sono giuste, ed evidenziano che il tanto decantato meccanismo di auto-riparazione della Wikipedia italiana, basato sul consenso e sulla pluralità di contributi, è impotente di fronte all'arroganza di pochi individui in grado di controllarne e monopolizzarne i contenuti.

Vediamo cos'è successo.

Si avvicina l'11 settembre e il decimo anniversario degli attacchi terroristici del 2001 ed è pacifico che una delle voci più calde di Wiki diventi quella relativa agli "Attentati dell'11 settembre 2001" (link alla voce come si presentava alcuni giorni fa).

Il 7 settembre arriva l'amministratore Vito (Vituzzu per gli amici e i cumpari) di cui abbiamo già parlato in precedenti Wikiperle e cancella i collegamenti al blog 11-settembre, al sito e al documento Crono911 e al blog Undicisettembre.

Niente di così grave, a ben vedere.

Certo, si tratta dei principali siti (non complottisti) che trattano l'argomento 11 settembre in lingua italiana... certo, si tratta di siti amici di Perle Complottiste e sappiamo che Vituzzu ha il dente avvelenato per le figuracce che gli abbiamo inflitto... ma se il poveretto è riuscito ad avere convulsioni orgasmiche nel premere il tasto Cancella, un minimo di compassione deve indurci a concedergli questo momento di massima libidine.
Però Vituzzu non si ferma qui.
Oltre ogni aspettativa si precipita anche a inserire 11-settembre e Crono911 nella Black List, ovvero la lista in cui finiscono i siti che si fanno auto-promozione attraverso Wikipedia, in genere siti commerciali o amatoriali di nessuna utilità.

Ecco lo shot dell'intervento di Vituzzu:

La Black List di Wikipedia è una forma di censura molto estrema e uno deve fare qualcosa di grave per meritarsela.
Possiamo capire che ci siamo finiti noi di Perle (ricordate?) visto che non ci siamo mai risparmiati nel contestare e ridicolizzare le malefatte di certi utenti e amministratori - Vituzzu compreso - i quali per meglio sottrarsi alle critiche hanno pensato bene di censurare ogni riferimento al nostro blog... ma Crono911 e 11-settembre che cosa hanno fatto di male per finire nella black list?
Quelli se ne stavano tranquilli per i fatti loro, l'unica colpa che avevano è di essere nostri amici.

Ma cari lettori, non vi arrabbiate.
Concedete a Vituzzu anche quest'altro momento di libidine, in fin dei conti un'occasione simile non gli si presenterà prima di altri 10 anni, avrà pur diritto a provare questa sensazione ogni tremilaseicentocinquanta giorni e passa.
Che caspita! Mica è come noi comuni mortali che usciamo e ci divertiamo; no, Vituzzu trova la sua più alta realizzazione nel presidiare il suo orticello su Wiki, assieme ai vari cumpari e cumparielli virtuali.

In compenso si è guardato bene dal mettere in Black List anche Undicisettembre.

Paolo Attivissimo è un osso duro, è giornalista, scrittore... proteste e reazioni non sarebbero mancate, e Vituzzu è uno di quelli che preferisce colpire chi ha meno possibilità di difendersi, e gli piace farlo zitto zitto, nell'ombra e alla schiena, sperando che non se ne accorga nessuno...

Questa volta però gli è andata male.
Nella pagina di discussione, infatti, interviene Brain Use che apre un paragrafetto titolato Crono911 e manifesta il suo disappunto:

"Si tratta dell'unica ricostruzione passo passo disponibile in italiano degli eventi di quel giorno. La pagina delle fonti di riferimento conta oltre 900 riferimenti precisi (http://space.crono911.net/EBook/Fonti.html) Altro che "brutta copia" del Commission Report. Tra l'altro, qualche amministratore di passaggio mi spiegherebbe gentilmente perché crono911 e 11-settembre.blogspot.com risultano in black-list? --Brain use (msg) 21:31, 7 set 2011 (CEST)".

E' davvero significativo che Brain Use, uno degli autori del blog Undicisettembre, anziché contestare l'eliminazione del link a quel blog abbia deciso di intervenire in difesa di Crono911.
In effetti ha ragione.
Crono911 (vi consigliamo di scaricarlo se non l'avete già fatto) è un libro in pdf di 183 pagine che contiene la più ampia, precisa e documentata cronologia dei fatti dell'11 settembre esistente in lingua italiana, comprese le schede biografiche di tutti i 19 attentatori e una serie di appendici e approfondimenti. Sono tutti dati documentati e referenziati con circa 700 riferimenti alle fonti che possono essere scaricate via Web (qui). Se cercate una fonte, un articolo di giornale, un rapporto dell'FBI... non dovete impazzire con Google e con i Bookmark, andate lì e consultate o scaricate quel che vi serve. Mica uno scherzetto da poco. Vi pare?
Dopo Brain Use, intervengono altri due utenti e questa volta si tratta di utenti "anziani" di Wiki.

Veneziano scrive:

"Devo quotare Brain: oggettivamente, Crono911 è fonte autorevole ed unica per ricchezza ed ampiezza unitaria di riferimenti; precisa documentazione tecnica, scientifica e giudiziaria; verificabilità dettagliata e trasparente delle fonti e delle ricostruzioni di merito (e inserire centinaia di riferimenti primari diverrebbe ovviamente improbo rispetto a fonte di revisione già presente, verificabile e unitaria; altrimenti, dovremmo cassare tutte le fonti non primarie da Wiki, cosa oggettivamente inattuabile). --Veneziano- dai, parliamone! 11:48, 8 set 2011 (CEST)".

E Ignis si rivolge direttamente a Vituzzu con una richiesta precisa:

"togli però intanto i siti dalla blacklist poichè non mi pare siano stati spammati e poi si può discutere se vadano messi in voce o meno (v.anche qui --ignis Fammi un fischio 19:03, 9 set 2011 (CEST)".

Infatti un conto è discutere se sia opportuno inserire o meno un determinato link in una determinata voce, ben altro è censurare il lavoro di chi non ha fatto nulla per essere censurato. Abbiamo quindi tre Wiki-utenti, due dei quali anziani, che disapprovano la condotta di Vituzzu e nemmeno uno che l'approvi.
Secondo le regole di Wiki, basate sul consenso, tanto dovrebbe bastare per indurre Vituzzu a tornare indietro sui suoi passi e a ricercare una soluzione condivisa.
E invece Vituzzu persevera caparbiamente nella sua decisione e lascia tutto come sta e né Veneziano, né Ignis, né altri si azzardano a intervenire materialmente.
Quindi un singolo individuo, abusando della "carica" di amministratore, ha imposto la sua decisione contro il parere degli altri utenti intervenuti. Possiamo ben immaginare le ragioni (timore di ritorsioni?) per cui nessuno reagisca.

Ma leggiamo come si giustifica Vituzzu:

"Sì, sono sempre nostre valutazioni, dire "t'oh ci sono 732 fonti -> è il migliore" è sempre nostro giudizio, perché per dirlo bisogna mettersi a leggere tutto il papello e vagliarne tutte le fonti ed anche allora ci troveremmo a dover dare o meno un giudizio che non ci tocca".

Ma com'è? Se Veneziano o Brain parlano di oggettività sono "valutazioni" personali, se le "valutazioni" sono di Vituzzu diventano oggettive.

Bell'esempio di (dis)onestà intellettuale...

E poi che significa quello che dice? Il valore di un lavoro di quel genere sta proprio nell'indicazione delle fonti per ogni singola affermazione, è questo che consente di sapere dove si trova un determinato riferimento a un determinato fatto.
E' la differenza tra perdere giorni (se non mesi) a cercare una fonte e avere il lavoro già bello e pronto.

Ma Vituzzu continua:

"Ad ogni modo non è che attacca assai dire che le fonti complottiste sono peggio, quelle non sono fonti affatto. Non è che siccome Mazzucco ignora che un banale vetro al quarzo scherma gli UV questo giustifica automaticamente perle che chiama "arabi" gli iraniani."

Che c'entrano Perle e Mazzucco con Crono911 e 11-settembre? Allora abbiamo proprio ragione a pensare che Vituzzu abbia colpito Crono911 e 11-settembre perché sono siti amici di Perle!

Prima ha sbattuto noi in Black List, poi i nostri amici. La prossima mossa quale sarà? Scioglierà nell'acido le nostre Perle?

Vituzzu inizia anche a farfugliare pur di difendere le proprie posizioni.
L'affermazione che ci attribuisce sugli iraniani "arabi" da dove spunta?
E' almeno la quarta o la quinta volta che Vituzzu, quando c'è da parlar male di Perle Complottiste, dice che noi avremmo scritto che gli iraniani sono arabi.

Ma noi non abbiamo mai scritto nulla del genere. Non abbiamo mai nemmeno dedicato una Perla all'Iran o agli iraniani. Soltanto in questa Perla abbiamo scritto:

"Ahmadinejad e la teocrazia iraniana piacciono a molti, da questa parte del mondo. Piacciono soprattutto agli amici del neonazismo arabo, corrente ideologica molto gradita negli ambienti antisemiti."

E quindi? Abbiamo detto che i neonazisti arabi adorano Ahmadinejad e la teocrazia iraniana.
Infatti li accomuna l'antisemitismo. Non abbiamo mica scritto che gli iraniani sono arabi.
Vabbè, problemi di Vituzzu (e del suo oculista) che continua a balbettare patetiche giustificazioni:

"Ripeto, ancora una volta, perché c'è bisogno di questi bignami anonimi (e leggendo certe pagine noto un simpatico pov [il suo invece non è un POV] messo lì forse solo per colore) piuttosto che ricorrere alle fonti originali? Se ogni passo è puntualmente referenziato allora è facile risalire all'originale, se invece non lo è allora direi che si debba cassare il tutto senza discutere."

In altre parole, Vituzzu sta dicendo: leggetevi pure Crono911 (quant'è umano...) e sfruttate pure le fonti originali che vi sono elencate, basta che non nominiate Crono911.
E' proprio carino, nevvero?

Pensate che quando su Wikipedia misero su la pagina della cronologia degli attentati dell'11 settembre, indovinate che fonte utilizzarono?
Crono911... la voce fu creata dall'utente/amministratore Sannita e questo è uno shot della sua bozza realizzata nel 2006 (quando apparve la prima edizione di Crono911:

C'erano pure i ringraziamenti a Crono911.

Era quindi dal 2006 che Wiki ospitava i link a Crono911, da quando quel testo fu utilizzato per la prima stesura delle voci, a tutto vantaggio dei lettori che hanno difficoltà con l'inglese o che non riescono a trovare le fonti originarie di molti dettagli. Altro che spam.

E oggi Vituzzu sbatte tutto in Black List, compreso il blog di Henry, perito balistico, consulente della Rai e autore di ricerche e approfondimenti che non hanno eguali in Italia.

Li definisce bignami anonimi... eppure i loro autori sono tutti indicati con nome, cognome e curriculum. Sapete qual è la cosa più buffa? Gli autori di Crono911, Undicisettembre e 11-settembre hanno tutti un nome e cognome e hanno perfino pubblicato il proprio curriculum... il vero anonimo, in questa faccenda, è proprio lui: Vituzzu! Niente più che un nick, nemmeno un indirizzo mail al quale contattarlo!

E non finisce mica qui.

Leggete cosa scrive ancora il cumpariello per rispondere a un utente che lo contesta:

"Converrai con me che sia tempo perso mettersi a discutere con un utente che s'è iscritto solo per difendere quel link e che questo stesso fatto è indice di una certa volontà promozionale. --Vito (msg) 21:10, 9 set 2011 (CEST)".

Dunque, secondo Vituzzu il link a Crono911 è promozionale (poco importa che stia lì da cinque anni, poco importa che Wikipedia lo abbia utilizzato per scrivere le voci sull'11 settembre...).
Se nessuno contesta le sue decisioni, vuol dire che ha ragione lui.
Quando arriva qualcuno a contestarlo (e abbiamo visto che sono diversi) questa sarebbe la dimostrazione di una volontà di promozione, quindi ha ragione lui.

Insomma, Vituzzu ha sempre ragione.
E noi ci chiediamo: ma un utente o un lettore che non è d'accordo con lui, cosa deve fare per manifestargli il suo disappunto?
Sarà pur libero di utilizzare le pagine di discussione di Wikipedia, o deve incatenarsi sotto l'Altare della Patria e fare lo sciopero della fame?
Come si fa a far funzionare la regola del consenso, se nessuno può esprimere il proprio dissenso?

Questi sono veri e propri metodi mafiosi.
Ma cumpare Vituzzu non finisce di stupirci. Leggete infatti quest'altra:

"Qualcuno che s'iscrive solo per propugnare la causa del sito non penso ne sia troppo lontano, specie se ha una certa conoscenza dei meccanismi di wp, ma di questo me ne occuperò come admin in altra sede. --Vito (msg) 21:25, 9 set 2011 (CEST)"

Cogliete la minaccia?
Vituzzu non ammette che qualcuno si iscriva a Wiki per manifestare dissenso nei confronti delle sue azioni.
Un lettore che legge qualcosa che non va, non può dissentire, non può esprimere la propria opinione, deve accettare pedissequamente il verdetto di Vituzzu.
Ma Wikipedia non dovrebbe essere al servizio dei lettori?
E come fa a sentire la voce dei lettori se Vituzzu non consente loro di esprimerla e addirittura insinua velate minacce ("me ne occuperò come admin")?

Che succederà adesso a quel povero utente che ha osato contestarlo? Vituzzu rintraccerà il suo IP e lo aspetterà sotto casa con la lupara?

Quando noi abbiamo cominciato a dire che la Wikipedia italiana non è né libera, né tantomeno democratica, avevamo fondati motivi per dirlo ed è sempre più evidente che su Wiki i diritti e i doveri sono uguali per tutti ma per qualcuno (come Vituzzu) sono più uguali degli altri.

Andiamo avanti:

"che vi siano simpatiche opinioni personali dell'autore è oggettivo, per fare qualche esempio: pag. 145, pag. 156 (questa è in particolare un'elegia delle opinioni di chi l'ha scritta), ma poi la perla più preziosa:« L'orario dell'impatto secondo il Commission Report (pag. 10) è le 9:37 e 46 secondi. Proiettando al suolo la rotta ricavata dall'FDR (“scatola nera”) e sincronizzandola con i dati radar, abbiamo determinato che l'orario dell'impatto va spostato di almeno 7 secondi: alle 9:37:53. »(pag. 73)
devo necessariamente commentare? Prima di leggere 'sto capolavoro pensavo fosse salvabile il malloppo ma ora direi che non ci possano essere dubbi."

Dunque, Vituzzu dice che Crono911 non è salvabile perché contiene opinioni personali (cita le pagine 145 e 156) e perché fa una stima dell'orario dell'impatto del Volo 77 che differisce di sette secondi rispetto a quanto affermato nel Commission Report.

A parte il fatto che il povero Vituzzu è dovuto arrivare a pagina 145 per trovare un'opinione personale... a parte il fatto che la lettura delle due pagine citate non mostra nulla di strano... ma dove sta scritto che uno non possa scrivere una considerazione personale in una propria opera?
L'importante è che i fatti siano documentati e referenziati e quindi verificabili.
Eventuali ulteriori considerazioni si possono condividere o meno, non certo censurare (che dev'essere proprio un pallino di Vituzzu).
Infatti Crono911 contiene anche sezioni di approfondimento e di riflessione su determinate tematiche, per cui è pacifico che ci siano considerazioni dell'autore, come avviene in qualsiasi testo.

E passiamo a questa faccenda dei sette secondi.

L'autore di Crono911 indica nella cronologia (pag. 73), come orario dell'impatto, esattamente quello scritto nel Commission Report con tanto di riferimento alla relativa pagina (pag. 10).
Quindi il dato riscontrato e indicato è quello della fonte più qualificata oggi disponibile.

Poi aggiunge (in una nota a parte) che in base ai propri calcoli quell'orario andrebbe spostato di 7 secondi.
Beh? Che ha fatto di male? L'importante è che abbia indicato correttamente l'orario referenziato con tanto di riferimento alla fonte.
Se poi ritiene di voler aggiungere una propria valutazione, sforzandosi di precisare che di questo si tratta, che male c'è?

Il lettore ha a disposizione il dato ufficialmente accreditato con relativa indicazione della fonte, e una nota in cui è spiegato che l'autore ha fatto una valutazione leggermente differente.
Più trasparente di così!

Ma giusto per zelo, abbiamo chiesto lumi direttamente a John, che così risponde (grassetti nostri):

"L'istante preciso dell'impatto non è mai stato determinato con certezza. Infatti il Commission Report puntualizza di aver solo stimato l'orario, come è precisato a pag. 461 nota 154 del Report. L'NTSB, l'organo tecnico incaricato dell'analisi dell'FDR ("scatola nera") era riuscito a estrapolare i dati di volo fino alle 09:37:44 e pertanto aveva fissato l'orario di impatto alle 09:37:45. Successivamente si resero disponibili i dati radar del tracciamento primario del Flight 77 e sulla base di essi il Commission Report stimò l'orario di impatto alle ore 09:37:46, che è diventato l'orario ufficiale dell'impatto. Tuttavia questo orario non era compatibile con i dati altimetrici del terreno sorvolato, come ben sa chiunque abbia seguito l'acceso dibattito che si sviluppò tra debunker e complottisti. Con l'aiuto di alcuni volenterosi, unendo tutti i punti di localizzazione memorizzati nell'FDR ottenemmo il disegno della rotta del Flight 77 a partire dal rullaggio sulla pista di decollo. Sovrapponendo quella rotta a una carta geografica, si evidenziava che alle 09:37:44 (ultimo dato all'epoca disponibile dell'FDR) l'aereo si trovava ancora a vari secondi di volo dal Pentagono. Sincronizzando questi dati con quelli radar e sulla base della velocità del velivolo calcolammo che mancavano alcuni secondi di volo prima dell'impatto: almeno sette secondi in più rispetto all'orario stimato dal Commission Report. In ogni caso, trattandosi di una questione secondaria (7 secondi non cambiano nulla) non ritenni di appesantire il pdf con calcoli e dimostrazioni, mantenni l'indicazione stimata dal Commission Report con relativo riferimento e mi limitai a inserire una sintetica nota in cui davo conto della mia diversa valutazione (orario di impatto 09:37:53), per completezza informativa. Questo avveniva nel 2009. Ebbene, nel dicembre di quello stesso anno, grazie a nuove tecniche di estrazione dati che non erano disponibili nel 2004, i ricercatori americani sono riusciti a leggere anche la "fine del nastro" dell'FDR del Flight 77. Si è scoperto che i dati memorizzati sull'FDR arrivano fino alle 09:37:52. Un primo report è stato pubblicato nel dicembre 2009 (J. Farmer) e un secondo report (F. Legge e W. Stutt) è molto più recente, gennaio 2011. Nei prossimi aggiornamenti integrerò anche queste fonti su Crono911, ma resta il fatto che le conclusioni cui ero giunto erano corrette e oggi questo è un dato oggettivo che prescinde da qualsiasi interpretazione. Naturalmente il Commission Report è congelato al 2004 per cui è normale che non possa includere queste nuove evidenze, così come non può includere quanto è emerso nel processo Moussaoui e nei vari altri eventi successivi alla sua compilazione".

Non fa una grinza, con buona pace di Vituzzu che rimedia l'ennesima figuraccia.
E meno male che lui era in grado di valutare le fonti:

"[...] so valutare le fonti definite "serie"... --Vito (msg) 15:24, 11 set 2011 (CEST)".

E' evidente che in materia di 11 settembre Vituzzu sta a John come l'uomo di Neanderthal sta ad Albert Einstein, e questo è quel che succede quando purtroppo la clava è in mano agli ignoranti.

A proposito... leggete l'osservazione che gli fa l'utente Italofono:

"[...] è chiaro che non l'hai letto [Crono911], fin dall'inizio dicevi che era anonimo, in ultimo hai sostenuto che è anonimo perchè ci sono le iniziali. La realtà è che nome e cognome ci sono da anni...".

Secondo voi l'ha letto?

Ma torniamo a John e sentiamo cosa pensa a proposito del fatto che Crono911 è finito nella Black List di Wikipedia:

"Crono911 nacque per contrastare i complottisti che stavano dilagando - anche su Wikipedia - e si approfittavano del fatto che non c'era alcun testo in lingua italiana dedicato all'11 settembre. A tal proposito non ci scordiamo che Wikipedia ha ampiamente copiato da Crono911 ma Crono911 non ha mai copiato da Wikipedia. Oggi Crono911 non è più un documento di debunking, ma un testo informativo in lingua italiana che rappresenta una vera e propria guida ai fatti di quel giorno e alle relative fonti, arricchita da alcuni approfondimenti.

Ma anche Wikipedia è cambiata, riesce a controllare meglio le incursioni dei complottisti, e le voci sull'11 settembre, anche grazie alle segnalazioni di Perle, sono decisamente migliorate, per cui sotto questa prospettiva l'intera vicenda è irrilevante.

Però dovrebbe preoccupare seriamente la parte sana di Wikipedia, perché certi comportamenti arroganti e autoritativi minano i principi fondamentali dell'enciclopedia libera danneggiando la credibilità e il prestigio del progetto e dei tanti wikipediani che vi collaborano. Se un amministratore può impunemente imporre i propri capricci personali al resto della comunità, danneggia il progetto e soprattutto la dignità degli altri contributori. Ma questo è un problema dei Wikipediani, non certo di Crono911".

In effetti il problema riguarda un po' tutti quanti, perché una Wikipedia gestita in questo modo non è accettabile per nessuno.

Non è la prima volta che Vituzzu si comporta così. Ricordate quando eliminarono dalla vetrina le indecenti pagine sulla Corsica scritte dal suo cumpariello Montesacro? In quella circostanza Vituzzu dispiegò i suoi poteri di amministratore allo scopo di impedire che le pagine venissero rimosse, contro il parere della stragrande maggioranza dei wikipediani intervenuti nella discussione (link).

Il vero punto dell'intera questione, infatti, non è se Vituzzu abbia ragione o meno (e ha torto marcio) nel ritenere che Crono911 e 11-settembre siano inutili. E' una sua opinione.
Il fatto grave è che ha imposto la sua opinione contro il parere di tutti gli altri wikipediani intervenuti, ignorando gli utenti anziani e insultando (li ha perfino tacciati di intento promozionale) e minacciando ("me ne occuperò come admin") gli utenti che si sono iscritti per manifestare educatamente il proprio dissenso.

Noi di Perle pensiamo che sia arrivato il momento di valutare la possibilità di fare qualcosa di serio e concreto, per riportare Wikipedia nella disponibilità di tutti gli utenti di lingua italiana, che hanno diritto a una Wikipedia libera, trasparente e affidabile: Wiki non è di Vituzzu né di altri, è un bene comune.

Tutti coloro che la pensano come noi e che vorrebbero fare qualcosa per cambiare la situazione sono pregati di contattarci via mail, anche in forma anonima. Naturalmente l'invito vale anche per i wikipediani, compresi quelli che ci scrivono e quelli che ci hanno scritto in passato.

Ringraziamo i vari lettori che ci hanno segnalato la Perla, e che non possiamo citare singolarmente per via del numero troppo elevato.


Attenzione: se leggi questo post su un sito Web diverso da Perle Complottiste, è possibile che tu stia leggendo una riproduzione non autorizzata e i contenuti potrebbero differire da quelli originali.

giovedì 8 settembre 2011

11 settembre: 2001 - 2011

Ci scusiamo con i nostri lettori se la Perla di oggi non è una vera e propria Perla, ma la pubblicazione coincide con il decimo anniversario della tragedia dell'11 settembre e riteniamo doveroso dedicare la home page, questa settimana, al ricordo di quel devastante evento e delle migliaia di persone che quel giorno non rientrarono alle proprie abitazioni, vittime innocenti della follia sanguinaria di terroristi guidati da un aberrante fanatismo religioso.

Abbiamo dedicato numerosissime Perle alle baggianate dei complottisti che tentano di insinuare dubbi sui fatti e sulle responsabilità di quella tragedia, animati da un fanatismo ideologico del tutto assimilabile.

C'è una differenza, certo.

I terroristi di Al-Qaeda combattono contro una civiltà alla quale non appartengono e che considerano un odiato nemico. Si immolano coscientemente per questo fine.

I complottisti odiano la stessa civiltà di cui fanno parte, la stessa civiltà che gli permette di vivere liberamente e di prosperare, approfittano delle tragedie come avvoltoi e sfruttano i vantaggi della società in cui vivono come sanguisughe.

Accusano il sistema giudiziario di essere complice o acquiescente nei confronti dei fantomatici cospiratori ma non esitano a chiedere protezione a quello stesso sistema quando vengono derisi per le loro corbellerie.

Affermano che i media sono al soldo dei padroni ma non perdono occasione per mettere in mostra se stessi e le proprie teorie su quegli stessi media.

Predicano ribrezzo per il sistema economico e finanziario ma fanno di tutto per mettersi in tasca i quattrini gabbati rifilando film, libri e spazi pubblicitari.

Ci sono siti in cui si sparla delle logiche del denaro mentre a margine appaiono i banner che pubblicizzano ogni sorta di prodotto commerciale e finanziario.

Nei forum dei complottisti, decine di esaltati esultano quando un programma televisivo o una testata giornalistica concede un pochino di spazio alle loro teorie.

Dopo dieci anni, sono ancora a questi livelli, con i cervelli bloccati su ipotesi di complotto definitivamente cestinate dalla storia, com'è dimostrato dai circa novanta principali eventi commemorativi che si terranno in USA nella sola giornata dell'11 settembre (copia di backup).

Nel nostro piccolo, dedichiamo questa home page alle vittime dell'11 settembre e un pensiero speciale alle centinaia di vigili del fuoco e poliziotti che diedero la vita per salvare la gente intrappolata nelle Twin Tower.

Il loro sacrificio segna l'incolmabile divario tra la nostra civiltà e i nostri nemici: i terroristi immolarono le loro vite per ucciderne altre; i nostri eroi sacrificarono le proprie per salvarne altre.


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giovedì 7 ottobre 2010

La lunga scia di Cardini

Nove anni dopo la tragedia i conti sono ancora lontani dal tornare è il sottotitolo con il quale lo storico Franco Cardini ha presentato, su Europaquotidiano, l'ennesimo scritto in cui dimostra che dopo nove anni dalla tragedia dell'11 settembre LUI non ha capito ancora un emerito fico secco.

Sia chiaro: Cardini non ci piace, né come storico né tantomeno come persona. Abbiamo già avuto modo di verificare certe sue connivenze e simpatie per ideologie che disapproviamo e critichiamo con forza.

Lo abbiamo già visto più volte tra le fila dei complottisti, per cui da lui non possiamo certo aspettarci obiettività e correttezza, né etica né storica.

Ma dopo nove anni, ci aspettavamo quanto meno un pizzico di maggiore serietà.

Leggiamo invece cosa scrive.

"[...] nove anni dopo la tragedia di New York e di Washington i conti sono ancora lontani dal tornare, i nodi non sono venuti al pettine e si naviga nell’oceano delle incertezze.
L’inchiesta ufficiale del governo Bush si chiuse quasi subito, con una serie di risultati che sembravano perentori ed erano inconsistenti. Mezz’ora prima dell’attentato, i servizi statunitensi non sapevano nulla e si lasciarono sorprendere; mezz’ora dopo, avevano già capito tutto e identificato mandanti ed esecutori."

Ecco, da una simile affermazione si capisce bene che Cardini non potrebbe mai fare il detective, nemmeno per scoprire chi abbia rubato la marmellata dalla sua dispensa.
L'11 settembre non hanno certo messo una bomba sugli aerei: sono saliti a bordo 19 terroristi kamikaze, con tanto di nome e cognome reali, tutti islamici. Non ci voleva poi una gran scienza a scorrere le liste di imbarco e a scoprirli, e di lì a capire che c'era lo zampino di Al-Qaeda e di Bin Laden il passo è più che breve: è scontato.
Per Cardini, però, la cosa è sospetta...

"Da allora, per mesi e mesi, mentre le tv di tutto il mondo ci bombardavano con l’incessante e reiterata proiezione di pochi metri di pellicola, i mass media ufficiali americani e occidentali hanno ripetuto la stessa inane storia, a dispetto delle prove contrarie che si accumulavano e delle proteste delle stesse famiglie delle vittime, stufe di venir prese in giro con ricostruzioni falsate e di venir fatte oggetto di pressioni affinché rinunziassero a proseguire la ricerca della verità."

Queste cose il buon Cardini deve averle sognate dopo una cena troppo pesante.
La quasi totalità dei veri familiari delle vittime dell'11 settembre non ha alcun dubbio sulle responsabilità di Al-Qaeda negli attentati, e semmai contesta ai servizi americani di aver sottovalutato quei segnali che avrebbero potuto impedire gli attacchi terroristici, ma non si sogna nemmeno di dare credito alle panzane dei complottisti.

E Cardini continua, preoccupandosi di condannare gli attacchi all'Afghanistan e all'Iraq e il carcere di Guantanamo: forse ci sbagliamo, ma i toni di Cardini (che già conosciamo) sono quelli di chi si preoccupa più della salute dei terroristi integralisti islamici (e sospetti tali) piuttosto che della vita degli occidentali fatti bersaglio di attentati devastanti.

E non manca di proporre domande trite e ritrite tratte dall'ormai ammuffito bagaglio dei complottisti:

"1. come e perché è crollato il grattacielo denominato Building Seven, adiacente alle Twin Towers, nonostante non fosse stato toccato dai due aerei degli “attentatori” e in esso si fosse sviluppato solo un incendio di modesta entità? L’agenzia governativa Nist (National Institute of Standards and Technology), incaricata dall’amministrazione Bush di far luce sul crollo, non ha presentato la sua relazione sino all’agosto 2008, più di sette anni dopo i fatti, e il suo contenuto è stato giudicato dagli esperti inconcludente..."

A dire il vero il NIST si è prima preoccupato di analizzare i crolli del WTC 1 e 2, considerato che sono quelli che hanno provocato il tragico bilancio di vittime, e poi ha analizzato quello del WTC 7.
Che non è stato colpito dagli aerei, ma in compenso è stato investito dalle macerie dei collassi delle Twin Tower ed ha bruciato per ore e ore senza controllo. Basta accedere al sito del NIST per scaricare decine di migliaia di analisi tecniche che spiegano nei minimi dettagli il lavoro dei massimi esperti mondiali sull'argomento e le loro conclusioni. Capiamo che per gente come Cardini i veri esperti sono filosofi, santoni e artisti teatrali, ma nel mondo scientifico le cose funzionano diversamente. Meglio che se ne faccia una ragione.

"2. mancano riscontri oggettivi alle presunte affermazioni autoaccusanti di Khalid Shaikh Mohammed, personaggio a lungo legato ai servizi segreti di Islamabad, arrestato in Pakistan – almeno così dicono – e portato a Guantanamo dove avrebbe parlato sotto tortura: più volte perduto, catturato di nuovo, segnalato contemporaneamente in più luoghi, dato per morto e quindi risorto, egli è oggi indicato come mente dell’11/9, nonché di un’infinità di altre azioni terroristiche, ma non ce ne sono le prove..."

A Cardini non basta nemmeno una confessione. Ci vogliono riscontri oggettivi e prove.
E purtroppo per lui, ci sono: una valanga. Il problema è che Cardini e i suoi amici complottisti preferiscono non vederle...

"3. non sono “leggende metropolitane” le notizie relative alle indagini sui movimenti azionari speculativi nei giorni appena precedenti."

Infatti. Non sono leggende ma fatti accertati dall'FBI che ha fatto un'inchiesta approfondita e ha individuato gli autori di quelle speculazioni escludendo connessioni con i fatti dell'11 settembre.
Basta leggersi la monografia Terrfin sul sito della commissione d'inchiesta.

Ma a Cardini preme di più lanciare i suoi strali contro Bush:

"Chi pensava che quanto a imbecillità Bush fosse imbattibile, adesso è servito."

Povero Cardini.
Nonostante gli attentati dell'11 settembre siano stati progettati e organizzati in piena era Clinton (Bush aveva assunto la presidenza solo da pochi mesi) e nonostante il suo successore Obama non abbia mai messo in dubbio la responsabilità degli attacchi e abbia di fatto proseguito l'azione strategica antiterrorismo intrapresa da Bush, il Cardini continua a prendersela solo con quest'ultimo.

Di fronte a tanta ottusità, ne vien fuori sì un'imbattibile imbecillità... ma non è certo quella di Bush...

Ringraziamo Alfredo per la segnalazione.


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