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giovedì 14 aprile 2011

L'Alternativa di Giulietto Chiesa

Uno dei più simpatici complottisti del panorama italiano, il baffuto Giulietto Chiesa protagonista di tante nostre Perle, ci riprova.

Ricorderete senz'altro “Zero”, il film che prometteva di “rompere il muro del silenzio” sull'11 settembre.

In effetti il film rompeva qualcosa: era l'ennesima rottura di balle che si aggiungeva a decine e decine di altri prodotti del tutto analoghi in tutto il mondo.

Altro che “muro del silenzio”.

Tutti questi film avevano una cosa in comune: raccontavano un mucchio di corbellerie nel tentativo di spillar quattrini ai gonzi.
Zero non faceva eccezione, anzi adottava un sistema particolarmente sofisticato per battere cassa, quello dell' “azionariato popolare”.

Vediamo come funzionava.

A dire dei produttori, il film era costato ben 500.000 euro.

In tutta onestà si tratta di uno dei film più penosi e noiosi realizzati nella storia del cinema, in cui i momenti più emozionanti sono quello in cui Dario Fo finge di essere un Boeing (una certa somiglianza in effetti c'è) e quello in cui la pellicola propone un cartone animato autorealizzato per dimostrare che il Pentagono era difeso da batterie missilistiche che spuntavano da sotto i prati come funghi.

In che modo abbiano potuto spendere 500.000 euro per realizzare una simile boiata è un mistero irrisolto ma sta di fatto che i realizzatori (Chiesa in testa) invitarono i propri fan a finanziare il film (l'obiettivo iniziale era quello di trovare 1000 finanziatori che sganciassero 500 euro ciascuno) diventando produttori e partecipando ai relativi incassi.

Per rendere la cosa più appetibile sostenevano che il film sarebbe stato proiettato in tutte le principali sale cinematografiche e prospettavano incassi da record.

Fu un fallimento.

Solo 440 gonzi abboccarono all'esca (e di questi solo 361 in qualità di produttori) con quote che partivano da appena 100 euro.
Il film fu presentato nel 2007 ma non approdò mai nel circuito delle sale cinematografiche e diventò ben presto un triste mattone proiettato nei centri sociali e nei circoli dopolavoro, per cui gli incassi non hanno mai coperto le spese e i produttori non hanno recuperato nemmeno il denaro investito.

Ben gli sta.

Poi Chiesa ci ha riprovato con Pandora.
Correva l'anno 2008 quando il buon Giulietto presentò la sua “televisione ad azionariato popolare”: PANDORA TV . Ancora una volta chiedeva ai gonzi di aprire il portafogli per finanziare il progetto il cui costo era valutato... indovinate... 500.000 euro!

Qualunque cosa faccia, Chiesa ha bisogno di mezzo milione di euro, a quanto pare!

Anche Pandora, però, fu un fallimento .

Il povero Chiesa non ha ancora capito che gran parte dei complottisti (specialmente quelli italiani) sono rivoluzionari da salotto.

Sono sempre al primo posto quando, seduti dietro al PC con i piedi nelle pantofole, c'è da sbraitare contro l'imperialismo americano e il Nuovo Ordine Mondiale... ma mai e poi mai rinuncerebbero alla Play Station e alle Nike...

E così adesso Chiesa ci riprova con Alternativa, un progetto per una alternativa a... non si capisce bene cosa.

Ha cominciato chiedendo 100 aderenti... dice che ne sono arrivati 200... ma non bastano nemmeno quelli e ora punta a 500...
Visto che la quota di tesseramento è di 25 euro... scommettiamo che cercherà di arrivare a 20.000 tessere (pari a 500.000 euro)?

Ma vediamo alcuni passaggi della lettera con cui Chiesa tenta di convincere i polli a tesserarsi:

Cari amici, il primo obiettivo che ci eravamo dati, con la mia lettera-manifesto dello scorso gennaio, è stato ampiamente superato. Gli aderenti ad Alternativa sono già più di 200.

Più di 200... e se ne compiace. E pensare che per Zero era arrivato a 440...

... Ma senza una adeguata struttura organizzativa, non si può fare molto. Il lavoro volontario è indispensabile, ma richiede una disciplina ferrea, altrimenti diventa casualità e approssimazione.

E che diamine... disciplina ferrea? Per il volontariato?
Immaginiamo Chiesa con stivaloni e frustino... ma orsù, basta un po' di coordinamento.
E' un'associazione volontaria, mica le SS !

... Dunque occorre una squadra. E questa squadra deve essere composta di volontari. Per la semplice e banale ragione che non dispongo di finanziatori, di sponsor occulti o palesi. Non ho avuto e non ho alcun finanziamento pubblico, né privato.

Scusa Chiesa... forse ne non hai adesso, ma per Zero e per Pandora qualche centinaio di gonzi che ti hanno finanziato li avevi pur trovati.
Abbi un po' di rispetto almeno per loro!

... Tentiamo di costruire un collettivo (come si diceva un tempo) che sia composto di persone che sanno anche ascoltare e non solo parlare. So che sono poche, ma secondo la mia esperienza sono le migliori.

Ecco perché i tuoi progetti falliscono, caro Giulietto.
Che poi è anche il motivo per cui le cose in Italia vanno male. Persone che sanno ascoltare... persone che sanno parlare... Per portare avanti un progetto servono innanzitutto persone che sappiano FARE!
Di gente che sa solo parlare e ascoltare ce n'è già troppa, è quando si tratta di lavorare che spariscono tutti!

E poi cos'è questa storia del “collettivo”...? Possibile che ancora pensi ai vecchi tempi del Partito Comunista e della gloriosa URSS?

... Alternativa non è un movimento comunista e nemmeno di sinistra.

Ah no? Ma se parli di “disciplina ferrea”, di “collettivo”... e soprattutto, hai forse bisogno di occhiali nuovi o fai finta di non vedere che nel simbolo della tua Alternativa c'è una bella stella rossa? Collettivo e stella rossa hanno una sola interpretazione, come il logo qui a fianco tratto da un sito di estrema sinistra. A chi credi di darla da bere?

... Noi siamo proprietari del Bene Comune che non vogliono essere depredati. Primo bene pubblico da riconquistare: l’informazione la comunicazione.

Guarda Chiesa, per prima cosa è bene che riconquisti l'italiano (la lingua italiana, intendiamo) o l'indirizzo di un buon oculista. Tra informazione e comunicazione, lì, ci va una virgola, un punto e virgola, meglio ancora una congiunzione.
E “primo bene pubblico” va messo al plurale, visto che poi i beni sono due: informazione e comunicazione.

... Sappiate che non potrò fare niente senza di voi.

Lo sappiamo, lo sappiamo.

Apposta noi di Perle ti seguiremo sempre, puoi star tranquillo...

giovedì 10 marzo 2011

Il Tempo e Franco Cardini su Al-Qaeda

Di Franco Cardini abbiamo parlato raramente nelle nostre Perle, tuttavia già l'anno scorso è stato candidato al Premio Perlone, segno che l'attenzione dei nostri lettori sulle sue esternazioni sta aumentando.

Franco Cardini non è uno dei tanti complottisti che affollano il Web: è uno di quelli che ha un pedigree di tutto rispetto.

Basta dare un'occhiata al suo curriculum per conoscere meglio il soggetto e la sua "caratura": professore di storia medioevale, nel 1970 fu borsista all'Università di Mosca, è stato consigliere di amministrazione della RAI e ricopre ruoli e incarichi in numerosi enti prestigiosi di cultura e informazione.

Potremmo definirlo uno storico (Wikipedia parla di storico "saggista"), ma noi lo consideriamo un personaggio estremamente pericoloso, perché se è vero che le sue idee sono le stesse di tanti altri complottisti è anche vero che i ruoli che ricopre gli consentono di collocarle con straordinaria efficacia.

Ne è prova l'articolo pubblicato su Il Tempo, edizione dell'8 marzo 2011, nel quale Cardini sostiene che Al-Qaeda non sia mai esistita.

Cardini non sfugge alla logica utilizzata da tanti altri complottisti: in qualche posto, in qualche momento, appare qualche imbecille che tira fuori una grandissima baggianata. Quella baggianata inizia a circolare e a diffondersi fino a diventare un'informazione abbastanza nota (ancorché falsa) ed ecco che spunta il Cardini di turno che utilizza quella baggianata allo scopo di dimostrare la fondatezza di un'altra baggianata.

Insomma, il solito giro in cui un sito complottista (sito A) cita come fonte il lavoro di un altro sito complottista (sito B) che a sua volta cita come fonte il sito A.
Certo un simile metodo di lavoro non fa onore a uno storico, specialmente se docente universitario...

Nell'articolo oggetto di questa Perla, Cardini risponde ad alcune critiche e afferma:

"Il termine al-Qaeda, «la base», cominciò a venir usato negli Anni Novanta per indicare alcuni gruppi terroristi. Sulla scorta poi di alcuni equivoci e di una buona dose di manipolazioni - delle quali sono responsabili anzitutto i «servizi» statunitensi - si andò creando l’immagine di una sorta di organizzazione centralizzata, piramidale, gerarchica".

Equivoci? Manipolazioni?
La storia di Al-Qaeda è stata descritta dai suoi stessi fondatori. E' storia, appunto.
Su Undicisettembre è stato pubblicato un articolo ben referenziato che spiega, con dovizia di fonti, com'è nata la teoria complottista per cui Al-Qaeda è un'invenzione della CIA.
A monte di tale teoria ci sono le affermazioni di un certo Pierre-Henri Bunel, collaboratore del super complottista Thierry Meyssan con il quale ha messo a punto le teorie secondo cui il Pentagono, nel 2001, non fu colpito dal volo American 77.

Thierry Meyssan e Franco Cardini, a loro volta, vanno a braccetto. Una delle tante dimostrazioni è il film/libro Zero nel quale si sostengono le più scalcagnate teorie complottiste sull'11 settembre 2001:


"[...] interventi di Giulietto Chiesa, Gore Vidal, Franco Cardini e Marina Montesano, Lidia Ravera, Gianni Vattimo, Claudio Fracassi, Jurgen Helsasser, Michel Chossudovsky, David Ray Griffin, Thierry Meyssan, Andreas von Bulow, Steven E. Jones, Enzo Modugno, Webster Griffin Tarpley, Barry Zwicker".

Del tutto superfluo continuare la lettura del lungo articolo di Cardini, infarcito di paroloni spesi per difendere le proprie affermazioni.

La negazione dell'esistenza di Al-Qaeda va di pari passo con le teorie che negano la responsabilità di Bin Laden negli attacchi dell'11 settembre.
Abbiamo più volte detto che questa impostazione ha preoccupanti somiglianze con le teorie antisemite secondo cui l'Olocausto è un'invenzione ebraica.

E' quindi piuttosto "curioso" che su Wikipedia leggiamo questa citazione da uno scritto di Franco Cardini:

"La nuova primavera coranica, alla quale stiamo assistendo in questi anni, è una benedizione per il mondo: anche, e soprattutto, per le altre due fedi abramiche."

"Nuova primavera coranica"? "Benedizione per il mondo?".
Questa citazione è tratta da una pubblicazione del 2003, quindi quelle parole sono state scritte poco dopo i drammatici attentati terroristici dell'11 settembre 2001.

A buon intenditore non serviranno altre parole, in questa Perla.

La cosa anomala, però, non è tanto che Cardini dica certe cose. E' perfettamente normale che le dica, sappiamo bene come la pensa.

E' anomalo piuttosto che un quotidiano come Il Tempo dia spazio a un articolo in cui si sostiene che Al-Qaeda non esiste, scritto da un personaggio come Cardini: ossia un complottista.

Pertanto, questa Perla va dedicata anche a Mario Sechi, direttore di quel quotidiano, perché non ci stancheremo mai di sottolineare che chi fa informazione si assume una grossa responsabilità.
E troppo spesso l'informazione è fatta con i piedi e si pubblicano vere e proprie fandonie, per giunta talvolta anche ignobili.

giovedì 4 marzo 2010

Zero: dalle sale ai... saldi

Ricordate il film Zero?
Sì, il film di Giulietto Chiesa, quello che doveva "rompere il muro del silenzio" (del resto, era solo il trecentesimo film uscito sullo stesso argomento...), realizzato grazie a un finanziamento popolare di circa 500.000 euro...

Rileggiamo assieme come veniva presentato al momento della sua realizzazione:

La pellicola vede la partecipazione di Dario Fo , Moni Ovadia , Lella Costa , Gore Vidal e decine di esponenti del movimento per la verità sull'11 settembre da tutto il mondo e, aspetto non trascurabile, contiene novità assolute sul fronte dell'indagine.

L'uscita nelle sale è prevista per i primi di Novembre. Il film è ormai realtà ma, proprio ora che siamo in vista del traguardo di un'impresa che sembrava quasi impossibile, ci troviamo a fare i conti con un problema assai rilevante costituito dal fatto che entro la fine del mese di settembre dovranno essere acquistati i diritti d'autore delle ultime immagini acquisite inserite nella pellicola.

Ecco quindi la necessità di rivolgerci a tutti coloro che credono in questo progetto per chiedervi di aiutarci con un contributo personale di almeno 100 euro, equivalente al costo di un secondo di immagini .

Insomma, l'uscita era prevista a Novembre (parliamo del 2007) nelle "sale", e Giulietto Chiesa mendicava quattrini per pagare imprecisati diritti d'autore: 100 euro per ogni secondo di immagine.

A pensarci bene, dato che il film mirava a raccattare 500.000 euro, fanno 5000 secondi di diritto d'autore, ossia poco più di 80 minuti. Il film dura 110 minuti... significa che praticamente è tutto copiato, a parte i titoli di testa e quelli di coda? Boh.

In ogni caso il rientro per i finanziatori era garantito:

Questo significa anche diventare in quota parte proprietari del film acquisendo il corrispondente diritto di partecipare agli utili derivanti dalla commercializzazione della pellicola. In particolare ad un contributo di 100 euro corrisponde una partecipazione pari allo 0,02% in considerazione del fatto che il budget complessivo ammonta a euro 500.000.

Insomma, con 100 euro si diventava proprietari dello 0,02% del film, e dato che il film era di imminente uscita nelle sale cinematografiche, sicuramente sarebbe stato un successone...

E invece nelle sale non è mai uscito (non quelle del circuito cinematografico, in ogni caso) e oggi eccolo qui in saldo:


Un vero affare: appena due euro e 99 centesimi.

Non è mica l'unico film complottista a fare questa fine.
Qui ne vediamo un bel po', nel cestone del supermercato, compreso Il Nuovo Secolo Americano, uno dei più recenti capolavori di Massimo Mazzucco:


Beh, che dire... la prossima volta che andate al supermercato date un'occhiata ai cestoni dei film in svendita: con pochi euro, assieme a patate e cavolfiori, potreste portavi a casa uno dei capolavori che hanno "sconvolto il mondo e rivoluzionato la storia"...


Si ringraziano theDRaKKaR e Zanzara per le segnalazioni.

mercoledì 26 marzo 2008

Fano - Chiesa: uno a ZERO

Non è il risultato di una partita di calcio, ma quello della lezione di coraggio, coerenza e buon senso che il Sindaco di Fano, Stefano Aguzzi, e la sua Giunta comunale, hanno dato a Zero, la produzione complottista italiana ideata da Giulietto Chiesa e compagni.

Ricostruiamo brevemente la vicenda.

Nel comune di Fano era stata organizzata una proiezione del filmato Zero (che, lo ricordiamo, è l'ennesima esibizione delle arcinote bufale complottiste sull'11 settembre), curata dal "meetup" locale dei fan di Beppe Grillo.

Per l'occasione era stato chiesto il patrocinio del Comune di Fano: contributi economici pubblici a un video commerciale privato, definito strumento politico dai suoi stessi autori, contenente una sfilza di menzogne e falsità dall'inizio alla fine.

La Giunta di Fano, giustamente, non ha concesso il patrocinio.
Un plauso!

Ma Giulietto Chiesa non l'ha presa granché bene, e con un tono quasi intimidatorio scrive al Sindaco (i grassetti sono nostri):

"Egregio Signor Sindaco, vengo informato che lei e la sua Giunta Comunale non hanno sponsorizzato la proiezione del film Zero, di cui sono coautore, “in quanto i temi non sono stati condivisi”.
Provo grande stupore. Da chi non sono stati condivisi? Ed è compito della Giunta “condividere i temi” che i cittadini decidono di prendere in esame? Compito della Giunta è rispettare la volontà dei cittadini, non di censurarli. In effetti l’infelice formulazione della sua risposta indica un chiaro intento censorio che travalica, per altro, totalmente, le sue funzioni.
Lei, a mio parere, con quella formulazione confessa di avere commesso un abuso.
Poteva rifiutare ogni coinvolgimento solo per mancanza di fondi, oppure perchè esso violava qualche norma del nostro ordinamento. Per nessun’altra ragione poteva farlo, men che mai per quella da lei addotta.
Le comunico intanto che il Comune di Fano si rivela in tal modo assai meno tollerante e liberale del Parlamento Europeo, dove il film Zero viene proiettato, addirittura al suo interno, il giorno 26 febbraio alle ore 19.
Distinti saluti

Giulietto Chiesa
parlamentare europeo"

Si noti come Chiesa lamenti "l'infelice formulazione" ("in quanto i temi non sono stati condivisi") e con quale stupefacente faccia tosta accusi la giunta di censura e le suggerisca perfino di mentire accampando, per esempio, la scusa di "mancanza di fondi".

Capito? Secondo Giulietto Chiesa esprimere liberamente le proprie posizioni equivale a un "atto censorio" ai cittadini (e quanti sarebbero questi cittadini, se escludiamo i diretti interessati ai ricavi del film?).

Sindaci d'Italia: se decidete di rifiutare lo spreco di denari pubblici per la sovvenzione del prodotto commerciale di Chiesa badate bene alla forma in cui lo dite!

Se dite che non condividete gli scopi del film, siete censori. Se invece vi nascondente dietro un "non ci sono soldi" allora va tutto bene, per Chiesa.

Al quale evidentemente non interessa affatto la libertà dei cittadini, quanto piuttosto evitare che il proprio film faccia brutte figure.

Si noti anche come Chiesa non perda l'occasione di "spendersi" la proiezione al Parlamento europeo, che in realtà non l'ha minimamente avallata (appena 6 parlamentari presenti, su circa 800), per ricamare sul film un'autorevolezza e una visibilità che in effetti non possiede.

Ed è singolare che Chiesa richiami a esempio proprio il Parlamento europeo, che tra le proprie linee guida per concedere il patrocinio, afferma:

"Per essere ricevibili, le manifestazioni per le quali il patrocinio è sollecitato devono rispondere ai seguenti criteri:
  • presentare un interesse europeo manifesto;
  • non presentare alcun riferimento commerciale;
  • non avere un carattere politico di parte, né costituire attività ordinarie o interne di sindacati o partiti; per contro, possono essere patrocinate manifestazioni di carattere culturale, sociale, artistico, umanitario"

Ovvero, tutto il contrario di Zero! Infatti:
  • l'interesse europeo è pari al suo nome (6 europarlamentari su 785);
  • il film ha un ritorno economico: gli organizzatori della proiezione hanno dovuto pagare 1100 euro + IVA (foto qui sotto, link);
  • è dichiaratamente uno strumento politico.


Del tutto fuori luogo, quindi, le invettive di Chiesa contro il Sindaco di Fano e la Giunta, cui va tutto il nostro apprezzamento.

Complimenti!

Hanno dimostrato di aver fegato da vendere non appoggiando l'iniziativa, anche se era promossa da un "parlamentare europeo" e dal locale meetup del temutissimo Beppe Grillo.

Sicuramente moltissimi cittadini di Fano la pensano come il Sindaco. Ne è un esempio Alberto, che sul blog Undicisettembre scrive:

"Sono di Fano e posso dirmi estremamente soddisfatto dell'atteggiamento del Sindaco. Vorrei aggiungere che la visione del film viene promossa dall'associazione Res Publica, ovverosia gli amici di Beppe Grillo di Fano. Trovo curioso che proprio coloro che sono più feroci nel condannare gli sprechi della politica ne promuovano uno, mendicando 400 euro presso l'amministrazione comunale per promuovere un'iniziativa di dubbio valore (o di indubbia nocività, se preferite).
Per dirla con le loro parole: un plauso al dipendente Stefano Aguzzi."

Eh sì, i complottisti prendono troppo sul serio l'impatto delle panzane disseminate nei loro video, che pretendono di spacciare addirittura come inchieste rigorose, film, documentari, novità, quando sono invece esattamente il contrario.

Farebbero meglio a rendersi conto del fatto che il complottismo sull'11 settembre, a furia di blaterare idiozie, ha ormai superato la soglia della noia (e della paranoia).

Un business che si basa sulle frottole speculando sull'ignoranza e sulla morte, alla lunga non paga ed è uno sfacciato, macabro, prepotente insulto alla sofferenza delle vittime e dei loro familiari. E anche agli inguaribili creduloni che, spesso ingenuamente, si affidano ai moralizzatori di turno o a qualche politico paranoico invece che a un sano e critico buon senso.

A proposito di paranoie... abbiamo il sospetto che Giulietto Chiesa abbia già annoverato il Sindaco e l'intera Giunta di Fano tra le numerosissime persone "soggiogate dallo strapotere americano" e probabilmente pensa che il rifiuto sia stata opera di una sottile congiura di chi teme Zero.


Si ringraziano per le segnalazioni: Christian M., Nicknick, Sandra88.

giovedì 20 marzo 2008

Beppe Grillo e Giulietto Chiesa: lo Yes Day

Ci duole un po' veder finire Beppe Grillo tra le nostre Perle.

Grillo è un comico molto bravo e gli abbiamo sempre perdonato di buon grado le corbellerie che qualche volta (anche più di qualche volta) si è lasciato scappare: in fin dei conti la comicità e la satira hanno diritto a qualche "licenza poetica" e non si può certo pretendere precisione scientifica da chi si propone di regalare al pubblico un po' di risate e qualche semplice spunto di riflessione.

Nel tempo, però, Grillo ha intercettato il malcontento della gente e l'ha aggregato intorno alla sua satira, trasformandola in uno strumento di comunicazione estremamente forte. E' ciò che emerge dalla classifica redatta dall'Observer, in cui il Beppone nazionale si classifica al 9° posto come "uno dei blogger più potenti" dell'intero pianeta.

Il suo blog conta centinaia di migliaia di accessi al giorno, decine di migliaia di suoi sostenitori sono riuniti in oltre 300 "Meetup" in Italia e nel mondo, la sua iniziativa V-Day ha coinvolto ben 180 città italiane e 25 nazioni estere, raccogliendo in una giornata oltre 300.000 firme a sostegno di una proposta di legge per "pulire il Parlamento" (fonte dati: Wikipedia; BeppeGrillo.it).

Quando si diventa così "influenti", ci si fa necessariamente carico di una grossa responsabilità.

La superficialità e la leggerezza non possono più essere giustificate, perché c'è in ballo il pensiero di centinaia di migliaia di persone, non una.

D'accordo, direte voi, ma cosa c'entra Beppe Grillo con il complottismo?

C'entra... c'entra...

Correva il 22 maggio 2006 quando Grillo - che sino a quel momento aveva snobbato la questione 11 settembre - pubblicò sul suo blog una lettera di Giulietto Chiesa dal titolo "9/11 Senza Verità", aprendo le porte di media e comunicazione di massa al complottismo italiano, prima di allora confinato soltanto ad alcuni siti Internet.


Si trattò di un vero e proprio lancio pubblicitario, estremamente utile per Chiesa, in cerca di visibilità e finanziamenti per la sua prossima creatura commerciale Zero, ancora in gestazione.

E' lo stesso Chiesa ad ammettere che l'aiuto di Grillo fu decisivo.
Leggiamo cosa scrive in questo suo articolo sul network Voltaire (sito anti-americano e anti-israeliano che fa capo a Meyssan, progenitore del complottismo undicisettembrino):

"Così si spiega che Matrix abbia deciso di parlare dell’11/9 per ben due volte in pochi giorni . E’ avvenuto dopo che Beppe Grillo, sul suo blog, aveva deciso di pubblicare una mia lettera, con l’invito a «Rompere il muro del silenzio». E come conseguenza non solo il blog è stato invaso di commenti, di sollievo in gran parte, di gente che aspettava da un momento all’altro che saltasse il tappo, ma il sito di Megachip (www.megachip.info) e il suo dossier 9/11 è stato assaltato da oltre 220 mila accessi individuali nello spazio di tre giorni."

Un bel regaluccio, non c'è che dire.

Soprattutto alla luce del fatto che Grillo, pochi giorni prima, era stato oggetto di un duro attacco da parte di Massimo Mazzucco, che contestava la sua indifferenza verso di lui e le teorie alternative sull'11 settembre.
Addirittura, a un complottista di Luogocomune che gli chiedeva di occuparsi dell'11 settembre, Grillo aveva risposto (secondo quanto riportato da Luogocomune):

"DOVETE SMETTERLA DI CREDERE A QUESTE STUPIDAGGINI DEI MISSILI SUL PENTAGONO,DEL SIGNORAGGIO E DELLE SCIE CHIMICHE. PERCHE' LA CHIMICA DELL'ARIA A 50 KM E' UNA COSA TROPPO COMPLICATA DA CAPIRE X NOI. QUELLE SCIE SONO LE PERDITE DI CARBURANTE CHE SI CRISTALLIZZA E RIMANE SOSPESO IN ARIA…. IL MISSILE SUL PENTAGONO E' UNA BALLA, e IL SIGNORAGGIO NON ESISTE . SE CI PERDIAMO DIETRO QUESTE STORIE NON ARRIVIAMO DA NESSUNA PARTE..."

La vicenda è stata oggetto di un articolo sul blog di Crono911.

Cosa avrà mai determinato il repentino dietrofront di Grillo?

A Mazzucco e ai complottisti di Luogocomune aveva detto no.
Ma a Chiesa, all'europarlamentare Chiesa, il buon Grillo non ha avuto l'audacia di proferire quel monosillabo.
Ha detto invece Yes. O forse... sissignore!

E' davvero singolare, infatti, che Grillo, dopo aver dedicato un V-Day (ossia Vaffa... Day) alla classe politica, non abbia poi esitato a smentire il proprio distacco sulle teorie complottiste dell'11 settembre non appena nientemeno che un politico ha bussato alla sua porta.

Che Grillo sia particolarmente vicino a Chiesa, del resto, non è un mistero.

In questa fotografia li vediamo seduti fianco a fianco in una sala del Parlamento europeo:


L'espressione di Chiesa, se ci fate caso, ricorda molto quella di un vecchio gattone che sta pregustando il momento in cui si mangerà il topo (magari un topo Galileo?). Se dovessimo mettere una nuvoletta ai pensieri di Chiesa, potremmo azzardare a scrivere: "Tu sei proprio la persona giusta che può garantirmi la pubblicità di cui ho bisogno"!

Non può quindi apparire certamente come un caso fortuito il fatto che Grillo abbia aperto a Chiesa la via della diffusione di Zero attraverso i suoi Meetup, a livello europeo:


Un altro Yes di Grillo, un altro bel dono per Chiesa e il suo prodotto che, respinto dai circuiti della distribuzione cinematografica italiana, era ormai avviato a un fiasco colossale, con buona pace delle centinaia di co-produttori che avevano investito i propri risparmi nel film.

E oggi Chiesa ci riprova.
Dopo aver battuto cassa con l'operazione Zero, adesso si gioca un'altra carta: il Canale Zero, uno strumento di comunicazione di massa (non si capisce bene se un giornale o un canale televisivo), che anche questa volta - proprio come il film - si intende realizzare a spese dei soliti babbei che lo dovrebbero lietamente finanziare.

E ancora una volta, Grillo dice Yes.

E' il 5 marzo 2008 quando ospita la nuova lettera di Chiesa:



"Caro Beppe,

questo è, a mio avviso, un punto di partenza che, è vero, non coincide con le tue idee, ma certamente non le contrasta. E io penso che sia uno strumento per realizzarle."

YES.

"Non occorre che tu sia d'accordo. Ti chiedo di fare come hai già fatto per la faccenda 11 settembre, pubblicando la mia lettera. Fu un aiuto potente."

YES.

"Ti chiedo di ripeterlo, anche a nome di tutti coloro che hanno firmato questo appello e degli altri, numerosi, che non possono firmarlo per varie ragioni professionali, ma che mi hanno espresso il loro consenso privatamente. Alcuni stanno già lavorando attivamente con me."

YES.

"Io sono, noi siamo tuoi alleati nella battaglia per una informazione democratica e onesta. Pensiamo di farlo in questo modo."

YES.

"Saluti affettuosi

Giulietto"

YES, YES, YES!

Segue l'appello di Chiesa: "almeno 100 euro a fondo perduto" (se non altro qui lo scrive chiaramente che non saranno recuperabili), che ciascun aspirante gonzo, appunto, è chiamato a versare per finanziare la creazione di un network (dis)informativo tutto suo. E per la "manutenzione" e il costante "approvvigionamento", dandone per scontata la riuscita, a quanto ammonteranno gli "spiccioli" richiesti "a fondo perduto"?

O farà come Mazzucco, che per raggranellare qualche soldo non ha esitato a svendere il suo sito alla pubblicità (si va dagli incontri per Single alla propaganda dei partiti)?

Comunque, a noi questa manfrina della "lettera di Chiesa" fa sorridere.

Questi due personaggi si conoscono bene. E vorrebbero darci a intendere che si scrivono lettere come due fidanzatini?

"Caro Beppe ti scrivo...", così, senza una telefonata, un accordo...

Abituati come siamo ai rumorosi proclami degli "eroici paladini difensori della verità" (spesso e volentieri per autoproclamazione), ci puzza tanto di messinscena.
Da una parte abbiamo "uno dei blogger più potenti" del mondo che vuole farci credere di essersi limitato a pubblicare una lettera, così come gli è arrivata, dall'altra un europarlamentare amico suo che tiene a precisare e rimarcare che "non coincide con le tue idee", "non occorre che tu sia d'accordo".

E' semplicemente ridicolo!

"Non occorre che tu sia d'accordo"? Cioè, basta la sponsorizzazione?

Insomma, come scrivere al Presidente della Repubblica: "Scusi sior Presidente, non occorre che lei sia d'accordo, ma le chiedo di portare questo cartello che reclamizza la mia attività di sexy-shop sulla schiena, giusto per farmi un po' di pubblicità..."

Occorre eccome essere d'accordo, invece.

Una prima lettera, una seconda, il convegno all'Europarlamento, i Meetup che proiettano Zero sempre in ambito europeo... e tutto questo senza l'approvazione di Grillo?

Ma se per caso fosse vero? Se davvero Grillo non fosse d'accordo?

Sarebbe anche peggio.

Perché un uomo che si attiva con tanto zelo in qualcosa in cui non crede, solo perché è un politico a chiederglielo, è un uomo che non è coerente con sé stesso, un uomo che non ha sufficienti attributi per sostenere e difendere le sue idee, di fatto rinnegandole all'occorrenza.

Grillo ambiguo complottista o Grillo pavido?

Decidete voi.

A questo punto ci sembra però evidente che il V-Day di Grillo è V solo fino a un certo punto.
Se bussa la persona giusta, V-Day diventa Yes-Day.

Non inseriremo Grillo tra i candidati al Perlone 2008.
Questo è uno stupidario dei complottisti, e non abbiamo sufficienti elementi per considerare Grillo come tale.
Semmai, è solo una persona che non ha saputo, o non ha potuto, dire di no.


Si ringraziano per le segnalazioni: Devis Moretti, Antonio Mitoli, Michele, Dolphin, Serena, Pam74, Axlman.

sabato 1 marzo 2008

La Perla sbarca in Europarlamento

Decisamente, Giulietto Chiesa (nella foto, al centro) sta battendo ogni strada per sponsorizzare il suo prodotto complottista "Zero", il filmetto di cui abbiamo già ampiamente illustrato i fini politici e dai farneticanti contenuti a suon di bufale di ogni tipo.

L'ultima trovata è stata quella di proiettarlo nelle sale del Parlamento europeo, a Bruxelles (Chiesa è un europarlamentare).

Del resto, è anche possibile che Bruxelles sia abituata a questo genere di cavolate... non a caso è la patria degli omonimi cavolini.

La proiezione è avvenuta il 26 febbraio 2008, alle ore 19:00, come si evince dalla locandina del film:


Noi di Perle Complottiste abbiamo deciso di verificare: davvero il Parlamento europeo ha voluto vedere quest'accozzaglia di corbellerie cospirazioniste?

Abbiamo fatto qualche ricerca, e abbiamo scoperto che il 26 febbraio 2008 non c'era alcuna sessione nell'Europarlamento!

Questa è la sua agenda del 2008:


Le giornate di sessione sono quelle indicate in rosso. Le altre (i cerchietti e le caselle in rosa) sono semplici riunioni di commissione.

Il giochetto è allora apparso chiaro, ed è come quella barzelletta del tipo che racconta in giro di aver suonato per due anni al conservatorio, e quando gli chiedono: "Perché hai smesso?", lui risponde: "Nessuno è venuto ad aprire la porta".

Zero non è stato trasmesso al Parlamento europeo.
Il Parlamento europeo non ha visto Zero.
Zero è stato proiettato nel Parlamento europeo (inteso come edificio).
E' una cosa un po' diversa, ma si presta bene all'equivoco.

Equivoco che i produttori di Zero non mancano di cavalcare, tant'è vero che la locandina dell'evento recita:



"9/11:
l'Europa per una Commissione di Inchiesta Indipendente".

L'Europa?

Ah... quindi basta scroccare per un paio d'ore un'aula dell'Europarlamento (concessione scontata, se si è europarlamentari come Chiesa) per poter dire che l'intera Europa vuole una nuova inchiesta?
Che gran faccia di bronzo!

La faccenda è ancor più ridicola, ove si consideri che sul sito del Parlamento europeo non c'è la minima traccia di questa proiezione: non se ne parla da nessuna parte.

Niente nelle news, niente nelle programmazioni, niente negli archivi stampa: niente di niente!
O meglio... ZERO.

La cosa non deve stupire: abbiamo scoperto che il Parlamento europeo, il 26 febbraio, era in tutt'altre faccende affaccendato, perché alle ore 15:00 si aprivano i lavori della Commissione Parlamentare di Cooperazione tra Ucraina ed Europa.
Un vero e proprio meeting cui partecipava il vicepresidente del Parlamento europeo e una delegazione giunta dall'Ucraina.
Il meeting è andato avanti fino a tarda sera, con cena in un ristorante della capitale.
Questo il programma.

Ma allora, chi c'era alla proiezione di Zero? Chi ha visto il film?

Siamo riusciti a scovare uno dei pochi (e felicemente) "impavidi" che c'è stato.
E' un certo Mark Dermul - manco farlo apposta sostenitore di teorie alternative - e ne parla in un articolo su Portland IMC.

Vediamo cosa scrive:

"On Tuesday 26th February, Europarlementarian Guilietto Chiesa invited his colleagues and the press to attend the screening and debate of the Italian-produced documentary named 'ZERO', an investigation into the events of 9/11. Object of the screening was to create political awareness of the faulty official investigation into the events by the 9/11 Commission.
Besides Mr Chiesa, the panel consisted of Japanese parlementarian Fujita, Dr David Ray Griffin, film distributor Tim Sparke & the director and producers of the film."

Mark Dermul spiega che Chiesa ha invitato colleghi e giornalisti a vedere la proiezione-dibattito (nessuna iniziativa parlamentare, quindi).

Racconta che sul palco, al fianco di Chiesa, c'erano il parlamentare giapponese Fujita, un complottista del paese del Sol Levante (a tal proposito, cosa c'entra il Giappone con il Parlamento europeo?), David Ray Griffin, notissimo teologo complottista, il distributore del film, Tim Sparke, e alcuni elementi della regia e della produzione di Zero.

Insomma, un'intera "delegazione" complottista sul palco, ma di europarlamentari nemmeno l'ombra (a parte Chiesa, si intende).

Comunque, stando alle fotografie di Dermul, non sembra che ci fosse una gran folla in sala. Sembrano proprio quattro gatti:

E difatti è proprio Chiesa a dire che erano presenti appena 300 persone (a giudicare dalle foto e dalla numerazione dei posti visibili in quest'altro articolo saranno state in realtà meno di 200) di cui appena 6 europarlamentari (lui compreso, immaginiamo) e 2 (due!) giornalisti.

Altro che "Europa"...

Peraltro, nonostante la proiezione sia stata un "evento" a cui hanno partecipato solo pochi intimi, fra quei pochi c'è stato persino chi ha coraggiosamente gridato la sua protesta contro questo film-bufala.

Dermul infatti spiega:

"There is one person in the room who gives criticism on the film, claiming that the feels there are incorrect theories in the documentary. He feels the wing damage in the Pentagon is clearly visible and that Steven Jones' claims about the thermite/thermate are not proven. He also claims that a response by jet fighters during the attack was in fact ordered. He gave no explanation as to where he got his information. He said he was a muslim and at the European Parliament as an independent..."

[Traduciamo per gli italofoni]

"C'è stata una persona in sala che ha criticato il film, affermando che a suo parere nel documentario ci sono teorie sbagliate. Secondo lui i danni delle ali al Pentagono sono chiaramente visibili, le affermazioni di Steven Jones in relazione [all'impiego della] termite non sono provate. L'uomo ha detto anche che, durante l'attacco, fu ordinato ai caccia di intervenire. Non ha fornito spiegazioni sulla fonte delle sue informazioni. Ha detto di essere musulmano e di essere un europarlamentare indipendente..."

Lo shot dell'articolo di Demul:


Evidentemente gli altri europarlamentari sono molto meno allocchi di quanto Chiesa si aspettasse.
Singolare, poi, che Dermul osservi: "Non ha fornito la fonte delle sue informazioni".

Ma scherziamo?

Quell'uomo ha detto né più né meno della verità, quella verità evidentemente molto scomoda per alcuni personaggi, ma che è ampiamente documentata.
Chieda a Chiesa, piuttosto, le fonti delle baggianate di Zero!

Nessuna Perla, quindi, per il Parlamento europeo, che ha dimostrato di non prendere in alcuna considerazione le scempiaggini complottiste propagandate da Chiesa.

Tra l'altro, nemmeno i media (come spiega lo stesso Dermul) hanno dato alcun risalto alla cosa. Nessun articolo pubblicato da alcuna testata, nemmeno in Belgio, né prima né dopo il "grande evento". Atteggiamento davvero in controtendenza rispetto a quei tuffi a pesce cui abbiamo avuto modo di assistere in questi anni.

Perla piena, invece, anzi... Europerla, per Chiesa e per lo staff di Zero, che hanno rimediato l'ennesima magra figura.

Ringraziamo per le segnalazioni Sandro E., Antonella, Edy87.

giovedì 28 febbraio 2008

Giulietto Chiesa: il "famoso complottista"

La Perla è vecchiotta, ma nello stesso tempo attuale, visto che Giulietto Chiesa (nella fotografia a fianco) è impegnato in questi mesi a diffondere a piene mani il suo film "Zero", l'ennesimo film-bufala che ripropone le solite baggianate sul fantomatico complotto americano in cui componenti governative avrebbero operato per infliggersi gli attentati dell'11 settembre 2001.

Abbiamo già visto in un'altra Perla che il film è considerato uno "strumento politico" dai suoi stessi autori, e abbiamo già visto come l'associazione Megachip, di cui Chiesa è presidente, sia attivamente impegnata in una campagna di (dis)informazione a spese degli studenti di numerose scuole pubbliche.

Un lettore ci ha segnalato questa interessante intervista di Paolo Izzo (Nuova Agenzia Radicale) a Luca Bonaccorsi, editore della rivista Left - Avvenimenti, che nei primi del 2006 licenziò il neo-direttore Giulietto Chiesa dopo un brevissimo periodo di direzione.

Leggiamone insieme alcuni passaggi, e vediamo perché essa costituisce un'interessante chiave di lettura di ciò che Chiesa sta combinando oggi. I grassetti sono nostri:

Izzo: Allora Bonaccorsi, comincerei da Giulietto Chiesa che, nel commentare l’infelice esito della sua direzione di Left, conclusasi con il licenziamento dopo sole due settimane, ha detto di essere all’oscuro del fatto che aveste affidato a Massimo Fagioli una rubrica settimanale. Non solo: Chiesa prima ha dichiarato che Fagioli per lui era uno “sconosciuto signore”, ma poi l’ha indicato come il deus ex machina di un intreccio tra Left, Liberazione, Rifondazione comunista… Cosa c’è di vero nelle invettive di Chiesa?

Bonaccorsi: Quasi nulla. Chiesa è un famoso “complottista”.
Noi ci siamo dovuti “difendere” dai suoi scoop! Pensi che per il primo numero voleva dedicare la copertina ad uno scoop incredibile: lui aveva scoperto che le Twin Towers le avevano tirate giù gli stessi americani! Il solito complotto Cheney-CIA-militari…
Dopo tante riunioni siamo riusciti a riformulare la cosa come “analisi dei punti oscuri e delle domande non risposte sull’11 settembre”.
Perché sia chiaro, le domande e i dubbi sono ancora molti: basta andare in rete per trovare centinaia di siti che raccolgono dubbi, sospetti e teorie sulla vera versione dei fatti. Ma lo scoop!

Poi l’altra settimana dopo la conferenza stampa di presentazione (alla quale non ha partecipato quasi nessuno dei suoi amici che ora ci attaccano) mi ha preso da una parte e mi ha detto che aveva un altro scoop incredibile per il prossimo numero.
Argomento voto elettronico: la stessa società contestata in America per presunti brogli alle ultime presidenziali è stata ingaggiata dal ministro Stanca (cioè da Berlusconi) per gestire le Elezioni italiane. Gettando così una pesante ombra sulla regolarità delle prossime politiche.
Noi siamo corsi a verificare la storia e abbiamo scoperto che in Italia il voto è manuale e cartaceo, lo scrutinio pure, e solo dopo la trascrizione dei dati sul registro del seggio i dati vengono comunicati all’operatore informatico che li trasferisce al Viminale. Il cartaceo comunque c’è e rimane per qualsiasi verifica.
Questa è stata la nostra breve esperienza con Chiesa. Un signore che oramai fa più il politico che il giornalista. Mentre a noi serve un giornalista.

Tra l’altro da quando è arrivato lui ad Avvenimenti (luglio 2005) le vendite sono solo peggiorate.


...

Izzo: E riguardo al presunto asse Left-Rifondazione-Liberazione?

Bonaccorsi: L’ennesimo complotto della fervida immaginazione di Chiesa.

Insomma, un giudizio senza appello quello di Bonaccorsi.

Un Chiesa che vede complotti ovunque, che spaccia per "scoop" vecchie storielle fritte e rifritte, che fa politica e non giornalismo.

Per inciso, Left è una pubblicazione dichiaratamente di sinistra, e Chiesa è un europarlamentare di sinistra: in gioventù fu un dirigente della federazione giovanile comunista italiana e del partito comunista italiano, nel 2004 è stato eletto deputato nel Parlamento Europeo nella lista Occhetto - Di Pietro, per poi passare al Gruppo Socialista (fonte: Wikipedia Italia), per cui non si può certo sostenere che le parole di Bonaccorsi e la decisione della rivista siano state generate da una particolare acredine politica.

Si tratta invece di un giudizio che trova palese conferma nei fatti recenti.
Il film Zero e l'omonimo libro sono impregnati del complottismo più paranoico, gli stessi autori lo definiscono uno "strumento politico", e non c'è alcun dubbio sulla metodologia che guida la diffusione del film, proiettato nei circoli e nei centri sociali, nelle parrocchie, nelle scuole pubbliche.

Una vera campagna disinformativa con il fine - squisitamente politico - di alimentare sentimenti anti-americani e di assolvere virtualmente i terroristi islamici, veri responsabili delle stragi.

Si ringrazia RedMax per la segnalazione.

domenica 17 febbraio 2008

A scuola di bufale con Giulietto Chiesa

A scuola di bufaleQuesta è più di una Perla.

Ci concediamo di dire che è una piccola indagine che ci porta a scoprire come si vende disinformazione a spese degli studenti.

Partiremo un po' da lontano, ma finiremo molto, molto vicino a noi!

Dunque, c'era una volta... no, non così lontano!

C'è un sito, che si chiama "Megachip - Democrazia nella Comunicazione".

Un bellissimo nome, non c'è che dire.

A proposito, avete mai fatto caso che quasi sempre le peggiori fregature si nascondono dietro una bellissima facciata o un accattivante slogan?

Per esempio, ricorderete che sul cancello d'ingresso al campo di Auschwitz, in Polonia, dove i nazisti sterminavano ogni giorno migliaia di ebrei, c'era (ed è rimasta a testimonianza), una grossa scritta: "Arbet Macht Frei", ossia "Il lavoro rende liberi".

Ma torniamo a Megachip.
In realtà non è un sito, ma un "periodico on-line":


Una cosa seria, insomma.

E' anche un'associazione, come viene dichiarato nella pagina di iscrizione e/o sottoscrizione.

Non si capisce bene però se Megachip è un periodico dell'omonima associazione, o l'associazione dell'omonimo periodico.

Comunque sia, l'associazione invita i lettori a non leggerli gratis per via della "ripulitura" di cui abbisogna il sito e a mandare un libero contributo o, in alternativa ("il modo più semplice", dicono), di iscriversi.
La quota annuale di iscrizione (pardon, "quota sociale") è pari a 25 euro, però se siete studenti o disoccupati avete diritto a uno sconto e potete versare soli 15 euro.


E qui la domanda sorge spontanea: un disoccupato come fa a dimostrare di essere disoccupato? Esibisce il "libretto di lavoro"? Un certificato?

E un rapinatore di banche, per esempio, che cos'è? E' un disoccupato?
Se studia la pianta della banca per un colpo è uno studente?

Sta di fatto che se uno sgobba per 8 ore a una catena di montaggio guadagnando 1200 euro al mese e pagandosi magari un affitto di 900 euro, deve versare 25 euro.
Se è un rapinatore di banche bastano 15 euro.
Sono gli scherzi della vita, e che ci vogliamo fare?

Ma vediamo chi sono i componenti direttivi di Megachip:


Guarda chi si rivede come Presidente: Giulietto Chiesa!

Il nostro insigne Giulietto Chiesa, europarlamentare, giornalista, autore del libro Zero, autore del film Zero, è una persona molto impegnata. Talmente tanto che in questo periodo appare in TV un po' dovunque: su Le Storie, al Maurizio Costanzo Show...
Ma quando trova il tempo di fare l'europarlamentare?

Eppure, nella dichiarazione di interessi finanziari, ha scritto che di professione fa il pensionato.

Poi si lamentano che l'Europa non va...

Curioso anche il "Comitato Scientifico" made in Megachip.
Scorriamo nomi e qualifiche: un prete coordinatore della comunità "Porto Genova"... giornalisti... registi... magistrati... scrittori... qualche sociologo... di scienziati nemmeno l'ombra.
Che razza di comitato scientifico è?

Però suona bene, dai... "Comitato Scientifico".
Roba seria.

Su tutte le pagine del sito c'è la pubblicità del film Zero - Inchiesta sull'11 settembre, recente film-bufala del filone complottista italiano, e la cosa non stupisce.

Il film è stato realizzato infatti da Chiesa, Fracassi, Trento e Torelli in collaborazione con Jormi Bianchi. I primi due e l'ultimo fanno parte della Redazione di Megachip, per cui la pubblicità è scontata.

Ma oltre a pubblicizzare questo film bufala cospirazionista, Megachip ospita anche un accorato appello di Chiesa: liberate i cinque cubani detenuti in USA.


E' davvero commovente che Chiesa si preoccupi tanto della sorte di queste cinque spie cubane (che peraltro hanno ammesso di esserlo) arrestate in USA, e non delle migliaia di persone detenute a Cuba (se non fucilate) per motivi ideologici.

Ma Chiesa evidentemente è tra le poche persone al mondo che continuano a pensare che Cuba è un bellissimo paradiso comunista, dove la mattina Fidel Castro in persona ti sveglia con un cappuccino e un cornetto e ti illustra le ultime malefatte degli sporchi capitalisti occidentali.

Quello che ci chiediamo è: ma se Cuba gli piace così tanto, perché mai Chiesa non si trasferisce lì?
Se uno può andare in quel paradiso di libertà, perché non ci è ancora andato e preferisce restare in questo terribile inferno illiberale a rompere le scatole a quelli che di quel Paradiso non ne vogliono sapere?

Perché secondo voi ha scritto: "Io con i cinque e tu?"

Cosa vorrebbe significare "con i cinque"? Quelli vivono a Cuba e adesso stanno in prigione in USA, mentre Chiesa se ne sta tranquillo in Europa con il suo bravo stipendiuccio da europarlamentare (appena 12.000 euro al mese, cioè oltre 1.000 volte lo stipendio medio di un lavoratore a Cuba). Altro che "sto con i cinque".

Non la capiamo bene questa storia, così come non capiamo bene perché il regista Mazzucco sparli sempre dell'America e degli americani, ma poi viva in una villetta a Los Angeles.

Sono cose che noi comuni mortali non possiamo capire...

Del resto, che Chiesa sia rimasto inchiodato ad altre epoche e altri luoghi è innegabile.

Pensate che il sito Megachip, nel pubblicare le proprie statistiche di accesso, scrive: "Anche questa è Glasnost!"

Come sarebbe "Glasnost"? Quello è un termine che si usava per la defunta URSS di Gorbacev, per indicare il processo di trasparenza che affrontò quel regime, poco prima del collasso...

Cosa c'entra con un sito libero in un mondo libero?

Santa nostalgia...

Torniamo a Megachip, Democrazia nella Comunicazione, che oltre a difendere il regime cubano contro gli "attacchi terroristici americani" e a sostenere le più strampalate ipotesi cospirazioniste sull'11 settembre 2001, ha anche un progetto per le scuole.


"I mezzi di comunicazione costituiscono un problema non solo sul versante politico e democratico, ma anche e soprattutto a livello educativo . Per questo Megachip propone da diversi anni progetti di educazione ai media e proposte formative e culturali. Per questo si è costituito all'interno di Megachip il Settore Scuola e Formazione, che coordina vari progetti in molte regioni italiane attraverso una rete di formatori e referenti territoriali."

Ma scherziamo?

Questo sito che pubblicizza e diffonde disinformazione a tutto spiano, e crede nelle più svariate teorie del complotto sull'11 settembre, avrebbe la pretesa di educare i giovani ai media?

Ci sarebbe da farsi una risata, non fosse che esistono scuole ed enti che hanno aderito a questo incredibile progetto!

Abbiamo scaricato dal sito di Megachip questo documento in cui sono elencati tutti i progetti dell'anno scolastico 2006/2007 in diverse regioni d'Italia.

Quest'altro documento elenca programmi, scuole ed enti interessati.

Eccone qui un esempio: il Liceo Scientifico Statale Giordano Bruno di Mestre - Venezia, con tanto di promozione della Provincia di Venezia.


Nel manifesto del progetto leggiamo:

"Venerdì 23 marzo 2007 h.11.13.00
gli studenti e i docenti delle scuole della Provincia, che partecipano al Progetto, incontrano Giulietto Chiesa".

Questo "pensionato" sta ovunque, è incredibile.

Altrettanto incredibile è leggere, sul manifesto del liceo Giordano Bruno, questo annuncio:

"martedì 5 dicembre 2006 h. 15-17
Come si conduce un’inchiesta: Sigfrido Ranucci".

Sigfrido Ranucci è il giornalista che ha fatto lo "scoop" sull'uso di fosforo bianco come arma chimica, proibita, da parte degli americani in Iraq.

Si dà il caso, però, che i proiettili al fosforo bianco sono usati da tutti gli eserciti a scopi incendiari, di illuminazione notturna e segnalazione fumogena.
E non sono armi chimiche proibite.

E questo giornalista dovrebbe spiegare ai giovani "Come si conduce un'inchiesta"?
Stiamo freschi...

Ma non è tutto.

Sempre sul sito del liceo, nell'ambito dello stesso progetto "formativo", scopriamo che il 24 gennaio 2008 è stato proiettato il film "Zero", con tanto di presentazione del "pensionato" Giulietto Chiesa:


Altro che informazione! Altro che formazione!

A questi studenti si insegna la disinformazione, si propinano baggianate colossali a tutto spiano e il tutto con il beneplacito del Ministero della Pubblica Istruzione?

Ma chi è responsabile di questa strabiliante Perla?

Un nome c'è, sempre sul sito del liceo:

"Responsabile e coordinatrice del progetto è la prof. Laura Di Lucia Coletti, insegnante di Italiano e Latino presso il liceo Giordano Bruno di Mestre e consigliera provinciale della Provincia di Venezia con Delega al Progetto Provincia Etica."

Siamo giunti al termine di questa nostra piccola indagine, che mostra come la peggiore disinformazione finisca tra i banchi delle scuole pubbliche e venga inculcata agli studenti che rappresentano il futuro del nostro Paese.

Una menzione speciale di Perla va senz'altro alla professoressa Di Lucia Coletti, e a tutti gli altri docenti, responsabili scolastici, rappresentanti istituzionali che hanno direttamente o indirettamente consentito una simile vergogna.

Non parteciperanno alle candidature per il Premio Perlone 2008, perché questa vicenda è troppo seria, ma una Perla Speciale fuori concorso la mettiamo da parte per loro e prima o poi troveremo il modo di consegnarla, magari con l'aiuto dei nostri lettori, che invitiamo a segnalare e denunciare in ogni sede quello che abbiamo qui evidenziato.


Attenzione: se leggi questo post su un sito Web diverso da Perle Complottiste, è possibile che tu stia leggendo una riproduzione non autorizzata e i contenuti potrebbero differire da quelli originali.

lunedì 28 gennaio 2008

Il film Zero? E' "uno strumento politico..."

Eh sì... i bei tempi della propaganda politica, quella vera, fatta di sguardi e proclami lanciati per dominare le folle; fatta di indici puntati in direzione degli obiettivi da raggiungere, proprio come in questo vecchio manifesto.

C'è chi rimpiange quei tempi di "alta democrazia"...

...e c'è chi li rimette in pratica, producendo film che, sotto le mentite spoglie di voler documentare verità nascoste, vogliono essere uno strumento di propaganda politica.

E' questo il caso di Zero, l'ennesimo trash-movie che promette di rivelare una scottante verità sull'11 settembre 2001, concepito da un'allegra e variegata combriccola capeggiata dal giornalista europarlamentare Giulietto Chiesa (nella foto).

[Come dite? Nella fotografia in alto? No... il personaggio rappresentato nel manifesto è un'altra persona.]

Che il film sia uno strumento politico non lo diciamo certo noi, sia beninteso.

Lo sostengono gli stessi produttori, nella newsletter "Il film Zero: cosa stiamo facendo", datata 16 gennaio 2008 e pubblicata da Megachip.


Leggiamone assieme alcuni passaggi (i grassetti sono nostri):

"Cari amici e simpatizzanti di Zero,

ci scusiamo innanzitutto per la pausa di relativo silenzio che si è determinata con le festività natalizie e del nuovo anno. Riassumiamo qui le informazioni essenziali perchè - questo vale in primo luogo per gli azionisti del film - sappiate cosa è successo nel frattempo e quali sono i passaggi che vogliamo realizzare, con il vostro aiuto.
Ecco come ci siamo mossi fino ad ora.
Dopo il festival di Roma si sono avviate diverse trattative con i distributori per verificare le possibilità di una distribuzione nelle sale cinematografiche. E' emerso, dopo lunghe tergiversazioni, in parte probabilmente create da difficoltà politiche, che nessun distributore nazionale ha avuto il coraggio di distribuire "Zero"."

Dunque, una "pausa di relativo silenzio"...
Relativo a cosa? E' stato un silenzio tombale, altro che silenzio.
E meno male che era stato presentato come il film che "rompe il muro del silenzio".

A quanto pare, nessun distributore se l'è filato, questo film.
Secondo gli autori, ci sarebbero sotto motivi politici.
Sarà mica, invece, perché il film contiene "oltre 60 errori fondamentali, molti dei quali sono incredibilmente dilettanteschi", come spiega il giornalista anti-bufala Paolo Attivissimo in questo articolo sul sito Undicisettembre?

"Comunque il ritardo nell'avvio della programmazione è stato determinato in primo luogo da questa trattativa, che ci impediva, prima della sua conclusione, di cominciare una distribuzione autonoma, nostra. In secondo luogo c'è stata una scelta: quella di non far uscire "Zero" in concorrenza con le commedie natalizie."

Questa è una delle scuse più ridicole e banali mai scritte.
Scusate, signori produttori, se avete appena detto che nessuno ha avuto "sufficiente coraggio" per distribuire il vostro film, cosa c'entra il periodo natalizio?

Se dovete raccontare favole, almeno fatelo con coerenza.

Dite: "Siccome era Natale, abbiamo aspettato a proporre il film".
Ma se avete appena scritto che "L'abbiamo proposto e ce l'hanno tirato dietro" non potete uscirvene poi con la storiella di Natale e della Piccola Fiammiferaia!

"In terzo luogo durante novembre e dicembre si sono dovuti affrontare alcuni problemi di riedizione, dovuti al fatto che alcune immagini presenti nella versione presentata al festival ci sono poi state negate dai loro proprietari.
Il che ci ha costretti a operare alcuni rimaneggiamenti, decisivi per evitare pericoli futuri di sequestro della pellicola."

Voi lettori, come interpretate questa parte?
A noi suona come un modo elegante per dire: "Abbiamo usato immagini senza le relative autorizzazioni, e quando i loro autori se ne sono accorti, abbiamo dovuto toglierle".

"Altre modifiche sono state rese necessarie per apprestare il film a una utilizzazione televisiva e, in prospettiva, homevideo etc."

Anche questa sa tanto di scusa.
Egregi produttori, ma avete fatto una sola copia del film e ve la passate di mano in mano?
Perché, con tutta la più buona volontà, non si capisce la ragione per cui non si possa lavorare a una copia per adattarla alla TV e a una per adattarla all'Homevideo, mentre quelle per il Cinema fanno il cammino che devono fare...

"Il che ha prolungato i tempi di lavorazione, insieme alle necessità di un nuovo mixaggio."

Mah...! Sarà anche così, eppure ha un retrogusto molto poco convincente. Piuttosto, non è che state eliminando le baggianate più grosse evidenziate sul sito Undicisettembre?

"Tutte queste modifiche non hanno minimamente compromesso la fisionomia del film e l'hanno anzi dinamizzata e ripulita di alcune lungaggini non essenziali."

Già! Talmente "dinamizzata e ripulita" che secondo "JoKappa", uno fra i 30-40 spettatori della prima proiezione, "il film è risultato in diverse parti montato male, scene e frasi interrotte a metà, traduzioni e sottotitoli mancanti, quasi come se il tutto fosse stato fatto in fretta per darlo velocemente in pasto al pubblico".

"In ogni caso nulla andrà perduto e verrà successivamente recuperato all'interno del DVD che produrremo appena terminato il grosso della distribuzione che siamo in procinto di lanciare su scala nazionale e internazionale."

Il grosso della distribuzione? Ma se avete appena finito di dire che i distributori non l'hanno voluto, come lo distribuite il film?
Ma è consolante sapere che "nulla andrà perduto". Questo sì che è lo spirito del vero riciclaggio: non si butta via niente! E dopo due anni di indefesso lavoro chissà quanto materiale... non basteranno tre DVD.

"Il film "Zero" è uno strumento politico potente, che non esaurirà la sua valenza nei prossimi mesi."

Ahiii! Si scoprono gli altarini.

Altro che film inchiesta: è "uno strumento politico", addirittura "potente".
E dopo un'ammissione così esplicita andate piagnucolando e insinuate con aria scandalizzata che i distributori potrebbero avervi chiuso la porta in faccia per motivi politici?
Lamentele piuttosto curiose, se non sembrassero così sfacciatamente bigotte...

Anche perché la differenza tra film politico e strumento politico è sottile ma fondamentale.
Un film politico è un film che tratta temi politici.
Un film che si prefigge lo scopo di essere strumento politico invece è un film che serve per raggiungere un fine politico. Per fare propaganda, a dirla tutta.

Non è esattamente qualcosa di cui andare fieri, sapete?

"La domanda del pubblico, come dimostrano le prime proiezioni realizzate, è altissima. Dunque lavoriamo per soddisfarla."

Ma per piacere... ma di quale "altissima" richiesta di pubblico andate farneticando?
La prima proiezione l'avete fatta in un circolo-bar e la seconda in un ex-mattatoio, in tutto un centinaio di persone (per i dettagli qui)!

"Ma noi disponiamo già della copia italiana per la distribuzione alternativa che è già stata avviata."

Come sarebbe che disponete "già" della copia italiana?
E' tutto in italiano, il film, bella forza.
O lo avete preso dalla Cina e avete dovuto tradurlo?

"ABBIAMO BISOGNO CHE OGNUNO DI VOI SI PRODIGHI PER ORGANIZZARE UNA PROIEZIONE DI ZERO NEL SUO TERRITORIO"

Cioè, state chiedendo agli azionisti, a coloro che vi hanno finanziati per realizzare e distribuire questo film, di occuparsi del lavoro che dovreste fare voi?

Bella faccia tosta...

"Ovviamente stiamo parlando di proiezioni a pagamento,"

Ovviamente. Gli azionisti hanno speso "appena" 500.000 euro per un film che doveva sbancare nelle sale cinematografiche. E adesso devono anche rimboccarsi le maniche per organizzarvi le proiezioni, e in più se le devono anche pagare!

"Le modalità di questo aspetto economico, vitale per l'intera operazione, verranno specificate nei contatti telefonici diretti.
Scrivete e mettetevi in contatto con noi ."

Uhm, nemmeno i costi delle telefonate volete scucire?
Prima dite agli azionisti che vi accorderete direttamente per telefono... poi gli dite "mettetevi in contatto", scriveteci!

Avranno fatto i salti di gioia, gli azionisti, nel ricevere questa newsletter...!